Recensione proiettore BENQ TK705i: il cinema a casa

Oggi parliamo di cinema, quello vero. Come ormai sapete, dopo anni di prove, sono arrivato a una certezza: per avere l’effetto “sala” in casa serve la luce riflessa di un proiettore, non basta una TV enorme. In questa recensione domenicale mettiamo sotto torchio il nuovo BenQ TK705i: l’ho testato sia al buio che con un po’ di luce ambientale e ho fatto un confronto diretto (e un po’ cattivo!) con il mio proiettore personale che costa quasi 5 volte di più. Questo quindi, pur non essendo economicissimo, è decisamente più abbordabile ma la domanda è una: la differenza si vede davvero?

Scopriamo insieme come se la cava tra qualità d’immagine, funzioni smart con Android TV (finalmente veloce!) e una versatilità di posizionamento incredibile grazie allo zoom ottico e all’autocalibrazione che “evita” gli ostacoli.

Qualità dell’immagine: quanto conta il buio?

Iniziamo subito dal sodo: come si vede? Diciamocelo chiaramente, la videoproiezione ha un limite fisico: funziona bene quando non c’è tantissima luce. È un difetto? Sì e no. Per godere appieno di un bel film, secondo me, bisogna comunque creare l’atmosfera giusta in una stanza mediamente buia.

Mettendolo alla prova con i miei soliti video demo, ho notato che la resa è decisamente buona:

  • HDR e definizione: L’immagine è nitida e gestisce bene la gamma dinamica.
  • Luminosità: Anche con un filo di luce ambientale (non l’ho testato nel buio pesto di notte apposta), si difende bene.
  • Contrasto: I neri sono profondi e i colori vengono riprodotti in modo fedele.

Il confronto che non ti aspetti

Voglio farvi un paragone pratico. A casa mia utilizzo abitualmente un’apparecchiatura che costa attorno ai 5.000 euro. Questo BenQ costa circa un quinto. Ho fatto una prova comparativa, switchando tra i due sullo stesso video.

Il risultato? Certo, il mio proiettore “top” ha una luminosità leggermente superiore, colori un filo più fedeli e forse un pizzico di definizione in più. Ma se dovessi dare un voto 100 al mio impianto, questo BenQ si porta a casa un solido 90 o 92. La differenza c’è, ma non è abissale come il prezzo suggerirebbe. È una qualità visiva che mi è piaciuta molto in relazione alla spesa.

Un sistema operativo che finalmente vola

Una cosa che spesso mi fa innervosire nei proiettori (e anche in molte TV) è la lentezza dei menu. Qui invece la navigazione è veramente molto veloce.

A bordo troviamo Android TV e non c’è traccia di lag. Il processore è potente, il che non serve solo a non farci aspettare tra un clic e l’altro, ma garantisce la compatibilità con tutte le app dei principali broadcaster (YouTube, Netflix, Prime Video, ecc.). Muoversi nell’interfaccia è un piacere, zero impuntamenti.

La vera killer feature: versatilità e posizionamento

Qui il BenQ TK705i gioca le sue carte migliori. Non tutti abbiamo la stanza perfetta o la possibilità di installare il proiettore al centro esatto della parete. Ecco le “figate” che ho trovato:

  1. Zoom ottico 1.3x: Possiamo adattare la distanza di proiezione senza perdere qualità. Rapporto 1 a 1.3 significa che se mi metto a un metro, posso avere una base di un metro o zoomare fino a 1,30 metri. Fondamentale per non essere vincolati a una singola posizione.

  2. Autoadattamento intelligente: Ho provato a mettermi davanti al fascio di luce. Il proiettore mostra una schermata nera con un avviso per evitare l’abbagliamento (ottimo per gli occhi), ma soprattutto riconosce gli ostacoli. Se c’è un oggetto nel mezzo, adatta automaticamente il riquadro per evitarlo.

  3. Correzione trapezoidale estrema: Ho provato a spostarlo lateralmente, inclinarlo, metterlo in posizioni assurde. Lui capisce che è stato mosso e si ricalibra da solo. Abbiamo 20° di spostamento orizzontale e ben 30° verticale. Certo, se lo mettiamo molto di lato interviene la correzione digitale (quindi il riquadro effettivo di pixel si rimpicciolisce un po’), ma l’immagine resta perfettamente rettangolare.

  4. Piedini e “Pirulino”: I piedini sotto hanno un’escursione pazzesca, 7-8 cm, per livellarlo ovunque. Ma la chicca è un piccolo supporto estraibile (“il pirulino”) che permette di inclinarlo se lo appoggiate, ad esempio, su una mensola dietro al divano un po’ più alta della seduta. Geniale.

Può anche essere montato a soffitto (si gira l’immagine in automatico) o su un treppiede grazie all’aggancio a vite standard.

Connettività e gaming

Dando un’occhiata al retro, troviamo una dotazione completa e moderna:

  • Due porte HDMI 2.1.
  • Una porta USB per i contenuti multimediali.
  • Jack cuffie e uscita Trigger.
  • USB-C DisplayPort con PD 30W: Questa è una chicca. Potete collegare un cellulare o una console (come una Switch) direttamente via USB-C: il proiettore riceve il segnale video e contemporaneamente alimenta il dispositivo. Comodissimo.

Per i videogiocatori c’è anche la modalità gioco, che abbassa l’input lag a soli 5 millisecondi. Ho provato e la reattività è ottima.

Audio: il tallone d’Achille (previsto)

Se devo trovare la differenza vera rispetto a un impianto cinema completo, è qui. Il BenQ ha due casse da 8W. Si sentono, fanno il loro lavoro per una visione casual, e può anche funzionare come speaker Bluetooth.

Tuttavia, quando si proietta un’immagine da 100 pollici, l’audio deve essere all’altezza. Rispetto al mio sistema 5.1 con subwoofer dedicato, non c’è storia. Il mio consiglio? Abbinategli quantomeno una soundbar. L’immagine è grande, il suono deve esserlo altrettanto.

Quanto costa e conclusioni

Arriviamo al dunque. Il BenQ TK705i costa poco meno di 1.400 euro. È un prezzo popolare? No. Li vale? Assolutamente sì.

Non stiamo parlando dei giocattolini da 200-300 euro che non sono minimamente paragonabili, ma nemmeno delle cifre folli dei top di gamma. Per le prestazioni che offre e, soprattutto, per la facilità con cui lo si può piazzare in qualsiasi stanza ottenendo un’immagine rettangolare e a fuoco, è un prodotto eccellente.

Per fare uno step evolutivo sensibile bisognerebbe spendere il triplo o il quadruplo. La diagonale consigliata è tra i 100 e i 150 pollici: su queste dimensioni, vi assicuro che l’effetto cinema è garantito.

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