Recensione NUOVO BRAUN NEVO, rasoio barba supertech

Sono passati ben cinque anni da quando vi parlai per la prima volta del mio compagno di rasatura quotidiana. Il mio fedele Braun Serie 9 ha lavorato ininterrottamente ogni singolo giorno e, a distanza di un lustro, le sue prestazioni sono rimaste identiche a quelle della prima accensione. In tutto questo tempo non ho mai dovuto sostituire la batteria, che garantisce ancora oggi ben 45 minuti di autonomia, e non ho mai cambiato la testina originale, senza per questo subire la benché minima irritazione sulla pelle. Certamente ne ho curato la manutenzione, pulendolo e lubrificandolo con regolarità, ma un livello di affidabilità e durata nel tempo di questo calibro è davvero raro da riscontrare.

La domanda sorge quindi spontanea: c’era davvero bisogno di un nuovo rasoio? Considerando le premesse, la risposta istintiva potrebbe essere no. Eppure, la tecnologia non si ferma mai. Ecco perché ho accolto con curiosità questo nuovo modello, il Nevo, che riesce nell’ardua impresa di migliorare quegli aspetti già eccellenti della generazione precedente.

Materiali e design: dall’ottima plastica all’alluminio idroforgiato

Il primo salto di qualità si percepisce immediatamente prendendo in mano il dispositivo. Se il precedente modello era realizzato in plastica cromata, qui ci troviamo di fronte a un corpo interamente in alluminio idroforgiato. Avendo avuto l’opportunità di visitare di persona i laboratori dell’azienda in Germania e di osservare da vicino l’intero processo produttivo, posso garantirvi che la cura maniacale riposta in ogni singolo dettaglio è impressionante. Il risultato è una sensazione al tatto nettamente più premium e solida.

Sul fronte anteriore è stato integrato un display informativo molto completo. Oltre a mostrare la percentuale della batteria e il suo stato di usura nel tempo, lo schermo ci avvisa quando è necessario effettuare la pulizia dopo un determinato numero di rasature e fornisce indicazioni utili proprio durante il ciclo di lavaggio.

La prova sul campo e la tecnologia Aerotouch

Sto utilizzando questo nuovo rasoio da circa due mesi e le sensazioni sono estremamente positive. Sebbene il mio storico Serie 9 tagliasse già in modo impeccabile, la vera rivoluzione risiede nella tecnologia Aerotouch, un trattamento superficiale della lamina che riduce drasticamente il coefficiente di attrito.

Passando le dita sulla lama si percepisce subito la differenza rispetto al passato: la scorrevolezza è totale. Questo si traduce in una rasatura molto più dolce, che evita il fastidioso effetto di increspatura della pelle. Per metterlo alla prova a fondo, l’ho testato su una barba di tre giorni. Come di consueto, mantengo la barba leggermente più lunga nella parte superiore del viso, per poi radere completamente a zero la zona del collo. Anche senza applicare una pressione eccessiva, che anzi è del tutto sconsigliata, la testina scivola dolcemente senza far raggrinzire l’epidermide. Il risultato è un viso assolutamente liscio e privo di qualsiasi rossore, già al primo passaggio.

Versatilità: rasatura a secco, con schiuma e rifiniture di precisione

In questi cinque anni mi sono sempre rasato a secco, un’abitudine che ho mantenuto anche con questo nuovo modello ottenendo risultati perfetti e zero irritazioni. Tuttavia, il dispositivo è completamente impermeabile e offre un’esperienza altrettanto valida utilizzando l’acqua o la schiuma da barba. La scelta diventa quindi puramente soggettiva.

La testina gode di un’ampia escursione e si muove in modo fluido per adattarsi perfettamente alla conformazione del viso. Se però avete bisogno di maggiore rigidità in alcuni punti critici, basta far scorrere di una tacca il selettore centrale per bloccarla in posizione. Alzando ulteriormente lo switch, si estrae il trimmer di precisione integrato, uno strumento super funzionale per rifinire le basette, sistemare i bordi o, per quanto possa sembrare poco elegante ammetterlo, accorciare i fastidiosi peli del naso.

L’impermeabilità totale permette di sciacquare agilmente sotto il rubinetto sia la testina removibile che l’intero corpo del rasoio, che con una rapida asciugata è subito pronto all’uso.

Autonomia, ricarica e la comodità della base di pulizia

Dopo svariati minuti di utilizzo intenso, l’indicatore di carica segna ancora il 100%. L’azienda dichiara 60 minuti di uso continuo, il che significa che, con una rasatura media di tre o quattro minuti, si può tranquillamente utilizzare il rasoio per 20 o 30 giorni prima di doverlo ricaricare.

Al termine della rasatura, il display ci ricorda di effettuare la pulizia. È qui che entra in gioco la comodissima base Smartcare. Appoggiando il rasoio nel suo alloggiamento, la stazione non solo provvede a ricaricarlo, ma avvia in autonomia un ciclo di manutenzione completo. Un meccanismo interno fa circolare una soluzione alcolica che pulisce e lubrifica le lame, mentre nella fase finale si attiva una ventola che asciuga perfettamente il dispositivo, restituendocelo pronto per il giorno successivo.

Naturalmente è possibile pulirlo a mano con acqua e lo spazzolino in dotazione, come ho fatto spesso negli anni passati, ma la base offre una comodità impareggiabile. L’unico compromesso è il costo di manutenzione dovuto alla sostituzione periodica delle cartucce detergenti.

Un piccolo punto interrogativo riguarda la scelta di mantenere l’attacco proprietario per la ricarica. L’adozione di uno standard USB-C sarebbe stata sicuramente più al passo coi tempi e comoda. Tuttavia, considerando la mostruosa durata della batteria, non è un difetto invalidante: quando viaggio non ho nemmeno bisogno di portare il cavo con me. A proposito di viaggi, la confezione include una robusta custodia dotata di batteria integrata. Inserendo il rasoio all’interno è possibile ricaricarlo in mobilità, monitorando lo stato di carica attraverso una finestra trasparente.

Attenzione ai dettagli e sostenibilità

Un aspetto che ho particolarmente apprezzato, visitando i laboratori di ricerca e sviluppo, è la severità dei test di resistenza: macchinari che simulano cadute, schiacciamenti prolungati sul corpo macchina e usura intensiva delle testine per lunghissimi periodi. Questo rigore ingegneristico si riflette anche nella riparabilità: sul fondo del rasoio sono presenti delle viti che permettono all’assistenza di sostituire la batteria in pochissimo tempo, allungando ulteriormente il ciclo di vita del prodotto. Per la gestione delle parti più lunghe della mia barba, continuo ad affidarmi al mio storico regolabarba, sempre dello stesso marchio e altrettanto inossidabile.

Veniamo al tasto dolente, ovvero l’investimento necessario. Il listino parla di oltre 800 euro, una cifra indiscutibilmente altissima. Fortunatamente è un prezzo quasi virtuale, poiché si trova molto spesso in offerta intorno ai 400-450 euro. Rimane un prodotto costoso, e non nego di aver effettuato il passaggio solo perché l’azienda mi ha fornito il dispositivo in prova. Il mio vecchio Serie 9 avrebbe lavorato egregiamente per almeno altri cinque anni.

Tuttavia, quando si ha tra le mani un corpo in alluminio di questa fattura e si sperimenta una simile longevità, il detto “chi più spende meno spende” assume un senso molto concreto. Una spesa del genere si ammortizza ampiamente nel corso degli anni. A conti fatti, inizio a capire mio nonno, che quando compii 18 anni e iniziai a tagliare i primi peli, mi regalò il suo fidato rasoio, lo stesso che lui utilizzava ininterrottamente da trent’anni.

Sono curioso di sapere cosa ne pensate di questo tipo di investimenti per la cura personale: preferite cambiare spesso prodotti più economici o puntare su dispositivi progettati per durare decenni?

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