Recensione ecosistema Ugreen: da Nexode Pro 300W ai power bank MagFlow, come ricaricare senza usurare i device

Ci si può innamorare di un caricabatterie? Fino a poco tempo fa avrei risposto categoricamente di no, ma poi sulla mia scrivania è atterrata una macchina che ha ribaltato completamente la mia concezione di erogazione dell’energia. Non stiamo parlando di semplici trasformatori da infilare in una presa, ma di dispositivi intelligenti, connessi e pensati per risolvere il vero dramma della nostra epoca tecnologica: il degrado precoce delle batterie causato dal calore e dalle ricariche sregolate. Ugreen, a questo giro, ha fatto davvero centro con una lineup di prodotti che mi ha letteralmente esaltato.

Ugreen Nexode Pro 300W: il centro di comando definitivo

Il pezzo forte della mia attuale configurazione è senza dubbio lo Ugreen Nexode Pro 300W. Parliamo di una vera e propria centrale elettrica da scrivania capace di erogare, come suggerisce il nome, ben 300W di potenza totale. La dotazione di porte è imbarazzante: sei porte anteriori USB-C e due porte laterali, di cui una USB-A e una preziosissima porta DC. Quest’ultima permette di alimentare direttamente i portatili con ingresso tondo (senza passare per il loro alimentatore originale) garantendo un’uscita massima impressionante di 240W. Sulle porte frontali, invece, abbiamo fino a 140W sulle prime tre, a scalare poi su 100W e 30W sull’ultima.

Ma la vera “figata atomica”, come mi piace definirla, è il cervello di questa macchina. Il Nexode Pro è dotato di modulo Wi-Fi e si gestisce tramite un’applicazione dedicata. Questo significa che, anche se vi trovate dall’altra parte del mondo sotto rete 5G, potete monitorare in tempo reale lo stato della ricarica dei vostri dispositivi. Il display frontale (forse l’unica nota leggermente dolente, essendo un po’ poco luminoso) funge anche da orologio o salvaschermo personalizzabile con un logo aziendale o una foto presa dallo smartphone.

Personalizzazione estrema e rispetto delle batterie

Collegando più dispositivi contemporaneamente, sia il display che l’app ci mostrano l’esatto assorbimento di ogni porta. Il sistema è intelligente e autoregola l’erogazione in base alla richiesta di targa di ogni device, ma noi possiamo prendere il controllo totale. Dall’applicazione possiamo attivare la modalità risparmio a bassa temperatura, un settaggio che bilancia il riscaldamento del caricatore e dei dispositivi collegati abbassando dinamicamente la potenza se le temperature si alzano troppo.

Se abbiamo esigenze specifiche, la personalizzazione per singola porta è fotonica. Possiamo impostare limiti precisi: ad esempio, posso bloccare la porta 1 a un massimo di 20W, decidere di dare priorità assoluta a una o tre porte in modo che abbiano sempre 140W garantiti a prescindere da cosa attacco altrove, oppure scegliere persino il protocollo di ricarica(Power Delivery, protocollo Xiaomi, standard Apple, ecc.). Se la sera voglio una ricarica lentissima per preservare il telefono, mi basta limitare una porta a 15W, lasciando il Mac in carica rapida a 60W su un’altra. In confezione troviamo anche una comoda basetta per tenerlo in verticale e un cavo Schuko da 2 metri di ottima sezione. Il prezzo si aggira attorno ai 120-130 euro, una cifra assolutamente sensata per quello che offre. E sì, si aggiorna pure via OTA tramite Wi-Fi.

MagFlow Pro 3in1: il caricatore ad albero che non scotta

Passando al mondo wireless, la dissipazione del calore diventa un tema ancora più critico. Il MagFlow Pro 3in1 Magnetic Wireless Charging Stand 25W è un caricabatterie ad “albero” che integra una soluzione brillante per il problema del surriscaldamento. Sfrutta l’ultimo standard Qi2 a 25W per una ricarica magnetica velocissima, ma dietro la scocca nasconde una cella di Peltier e una ventola di raffreddamento.

Mettendo in carica l’iPhone, la temperatura del telefono non supera mai i 25-28 gradi. Questo è vitale per evitare che le batterie vadano a farsi benedire dopo pochi mesi di utilizzo intensivo. Alla base della basetta c’è uno spazietto per ricaricare le AirPods e, chicca assoluta, un caricatore per Apple Watch integrato (spesso la concorrenza ti costringe a incastrare il tuo cavo originale, qui invece è già tutto cablato).

Sulla base c’è un piccolo display (anche questo un po’ fioco e non regolabile, perfetto per la notte ma scomodo di giorno) che indica potenza di ricarica e temperatura. La ventola si sente leggermente se si ha la stanza in completo silenzio, ma tenendo premuto il pulsante laterale è possibile disattivare il raffreddamento attivo, rendendolo totalmente muto per quando lo si tiene sul comodino. La versione completa costa circa 125 euro, ma esiste anche una variante senza modulo Apple Watch a 79 euro.

Magflow Pro Magnetic Power Bank: potenza liquida in mobilità

La vera magia del raffreddamento Ugreen l’ho vista nel Magflow Pro Magnetic Power Bank Qi2 25W. Parliamo di un accumulatore da 10.000 mAh con aggancio magnetico che carica in wireless a 25W, ma che non scalda in modo anomalo la schiena del telefono. Il segreto? Un sistema di dissipazione a liquido. Appoggiando l’orecchio si sente un leggerissimo fruscio del liquido che si sposta nella camera di raffreddamento grazie a una micro-pompa interna. Come per la basetta, tenendo premuto un tasto si può disattivare l’animazione sul display laterale e fermare la pompa, rendendolo 100% silenzioso.

Il laccetto per il trasporto è, in realtà, un cavo USB-C integrato capace di erogare o ricevere energia a 45W, permettendo ricariche via cavo rapidissime. Ugreen utilizza celle ATL, le migliori sul mercato per sicurezza e durata. Una piccola nota per i grandi viaggiatori: c’è il simbolo generico airline approved, ma manca il certificato specifico CCC, il che significa che potreste avere problemi a imbarcarlo sui voli interni in Cina. Per il resto del mondo, nessun problema. Il prezzo si aggira attorno ai 110 euro, promozioni escluse.

Soluzioni compatte: MagFlow 2in1 e caricatori da muro GaN

Se siete spesso in viaggio, il MagFlow 2in1 foldable è un gioiellino da 50 euro: compatto, si piega su se stesso e vi permette di caricare simultaneamente telefono (sempre Qi2 a 25W) e cuffiette, collegandolo semplicemente con un cavo USB-C.

Infine, Ugreen ha rinnovato anche i classici caricatori da muro compatti con i Nexode Pro 100W e 160W GaN Fast Charger. Entrambi hanno la spina pieghevole, perfetta per non sfasciare gli zaini, e il comodo display informativo. Il modello da 100W costa circa 50 euro ed è un ottimo compagno di tutti i giorni, ma il modello da 160W (circa 100 euro) mi ha convinto di più. È vero, è leggermente più ingombrante, ma se penso alle dimensioni dell’alimentatore originale di un MacBook Pro che carica un solo dispositivo, non c’è partita. Questo modello vanta un cavo USB-C retrattile integrato capace di arrivare a 140W, affiancato da un’altra porta USB-C da 140W, una terza da 100W e una USB-A.

Molti mi dicono che spendere oltre 100 euro per un caricabatterie o un power bank sia una follia. Ma se consideriamo il costo dei nostri smartphone o portatili moderni e quanto costa sostituirne la batteria degradata dal calore eccessivo, la prospettiva cambia radicalmente. Poter gestire la curva di ricarica, limitare l’assorbimento la notte e mantenere i device letteralmente freschi durante le ricariche rapide wireless è un investimento sulla longevità della nostra tecnologia. Per me, lo Ugreen 300W è diventato ufficialmente un mai più senza che non si schioderà più dalla mia scrivania. Voi che rapporto avete con la ricarica dei vostri dispositivi? Avreste mai pensato che un accessorio simile potesse offrire un controllo così maniacale?

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