Anni di indiscrezioni, rendering fantasiosi e attese infinite, ma alla fine il momento della verità è giunto: ho finalmente tra le mani il nuovo iPhone Duo, il primo e attesissimo smartphone pieghevole di Apple. Oggi, in questa recensione completa vi porto con me sul campo, zaino in spalla e drone alla mano, tra le montagne di Livigno, per capire se il colosso di Cupertino sia riuscito a rivoluzionare il mondo dei foldable o se si stia semplicemente accodando a un trend ormai maturo. Ho messo sotto torchio l’innovativo display interno opaco, la reale autonomia della batteria in condizioni di stress, la qualità delle fotocamere Fusion e, soprattutto, l’ottimizzazione del software, che oggi rappresenta il vero ago della bilancia per questo dispositivo. Scopriamo insieme pregi, difetti e se i prezzi decisamente premium siano giustificati dall’esperienza d’uso.

Peso e dimensioni
aperto: 117.8 x 164.6 x 5.2 mm Chiuso: 117.8 x 84.1 x 11.3 mm254 g
Sistema operativo
iOS 27Storage
256 GBDisplay
7.6"1878 x 2670 pixels
Camera
48 mpx f/1.6Frontale 0 mpx
SOC e RAM
Apple A20 Pro (2 nm)RAM 12 GB
Rete
HSPA, LTE, 5GBatteria
mAHConfezione e contenuto
La confezione è la solita ormai, neanche a dirlo, di Apple e in realtà di un po' tutti i brand, smartphone e cavo dati.
Materiali design e touch-and-feel
Dal punto di vista costruttivo, abbiamo una scocca completamente in titanio con finiture in vetro che restituisce una sensazione estremamente premium: quando lo tenete in mano non si ha mai la percezione che possa rompersi in caso di caduta. Parlando di numeri, il dispositivo misura 117.8 x 164.6 x 5.2 mm da aperto e 117.8 x 84.1 x 11.3 mm da chiuso, con un peso di 254 grammi e certificazione IP68. Rispetto a un concorrente come il Fold 8 è più spesso e più pesante. Sull'estetica decidete voi, a me non dispiacciono nessuno dei due, anche se l'asimmetria del Duo non mi fa impazzire. Questa sua forma rende l'impugnatura e l'uso quotidiano a una mano da chiuso un pochino scomodini. Da segnalare la cerniera, davvero eccellente: riesce a mantenere aperto il telefono anche ad angolazioni piccolissime senza farlo orizzontalizzare in automatico, cosa molto comoda se volete usarlo come stand o come sveglietta sul comodino.
Sul fronte della connettività troviamo il Wi-Fi 7, il Bluetooth 6.0 e l'uscita video con mirroring, che resta attiva senza interruzioni anche quando si apre o si chiude il display. Manca il Face ID, e questa è una cosa che farà discutere. Al suo posto c'è il lettore di impronte digitali integrato nel pulsante laterale, che richiede un cambio di abitudini. Il suo comportamento non è sempre univoco: se lo avete appena bloccato e appoggiate il dito, non si sblocca (probabilmente per evitare tocchi involontari) ma vi costringe a fare click fisicamente sul pulsante; se invece è lì tranquillo da qualche secondo, basta appoggiare il polpastrello. Questa incertezza a volte fa imbestialire, aggravata dal fatto che lo sblocco non è fulmineo (ci mette un paio di secondi a mostrare la home) e non dà sempre un feedback chiarissimo sul suo stato.
Display
Quando si apre, si svela il vero punto di forza: il display interno opaco è veramente figo. La piega un filo c'è, esattamente come sui concorrenti, ma la finitura opaca la nasconde perfettamente. Ma il motivo per cui lo adoro è un altro: niente ditate. I pieghevoli con display lucido sono sempre sporchi, questo invece resta pulitissimo. Trattandosi di una pellicola, penso che diventerà un mio "mai più senza" anche sugli altri foldable. Sotto l'abbagliante sole della montagna la visibilità dello schermo interno è uguale a quello esterno lucido, ma vanta meno riflessi diretti. Lo schermo esterno si vede bene, ma patisce ovviamente un po' di più i classici riflessi.
Processore e memoria
Il cuore del dispositivo poggia sulla piattaforma hardware sviluppata da Apple, il nuovo A20 Pro a 2nm, che gestisce il tutto lavorando in sinergia con i vari tagli di memoria proposti a listino per l'archiviazione: troviamo le varianti da 256 GB, 512 GB, 1 TB e 2 TB.
Batteria
Sotto la scocca abbiamo un modulo da 4883 mAh che mi ha convinto in pieno. Vi porto il mio test esperienziale: sveglia alle 5, partenza alle 6, tre ore di navigazione GPS. Durante il viaggio ho attraversato zone con ricezione variabile, dal roaming alle cinque tacche al buio totale. All'arrivo in montagna, il Duo aveva ancora il 79% di autonomia, battendo il 18 Pro che era fermo al 70%. Alle 17:45, dopo aver pilotato il drone, usato i social, risposto a messaggi e fatto video editing, ero al 42% contro il 28% del 18 Pro. Alle 22:07 la resa dei conti definitiva: 29% per il Duo (con 6 ore e 20 di schermo) e 8% per il 18 Pro. Il consumo in background è stato irrisorio: l'app Zepp, rimasta sempre attiva, in due ore e mezza ha ciucciato solo il 2%. Considerando che era solo alla sua seconda carica e quindi tutt'altro che ottimizzata, posso dire che magari non sarà un battery phone estremo, ma la giornata stress la svanga alla grande.
Software ed ecosistema
Qui casca un po' l'asino (almeno per ora). Apple è vittima della sua stessa gabbia dorata: gli sviluppatori hanno regole chiare per l'ecosistema classico, ma il form factor del Duo stravolge i paradigmi d'uso. Tantissime app di terze parti non sono ancora ottimizzate. Quando le aprite a schermo intero, rimangono confinate in una finestrella centrale con enormi bande nere, oppure vi propongono un tasto per l'ingrandimento in 2x. Praticamente tutta la suite Google (Maps, Chrome) è acerba: Chrome non sfrutta la barra laterale. Zero ottimizzazione anche per le app bancarie (Unicredit, Revolut) e quelle della domotica. L'esperienza cambia radicalmente con le app aggiornate: Telegram, Instagram e le app native di sistema sono fantastiche. Mail, ad esempio, sfrutta tutto lo schermo e permette un uso a "mini desktop" con la tastiera divisa. YouTube in orizzontale lascia le opzioni in mezzo alla piega, mentre Netflix è perfetta, va a tutto schermo e supporta un picture-in-picture fluidissimo. Il multiwindows nativo è strutturato benissimo: zero gesture incasinate, trascini e usi due app assieme senza pensieri. Splendida anche la navigazione web, soprattutto richiedendo il sito desktop su Safari, perfetta per consultare portali informativi. Speriamo che la situazione app migliori in fretta.
Reparto telefonico
Partiamo da una premessa hardware importante: il telefono accetta solo le eSIM, le SIM fisiche non funzionano. La ricezione e l'audio in chiamata sono stati promossi a pieni voti, anche in zone d'ombra totali. Bellissima la chicca che, aprendo il telefono durante una chiamata, attiva automaticamente il vivavoce. Peccato non accada il contrario: se chiudete il Duo, la telefonata non viene abbattuta. Tra l'altro, gestire il volume in chiamata è poco intuitivo, perché i tasti, da chiuso, si trovano sul profilo superiore. Segnalo in questo ambito che Apple integrerà nella release 27.2 di iOS il Call to Text, che farà rispondere un assistente vocale trascrivendo in tempo reale ciò che vi sta dicendo l'interlocutore spam, una funzione attesissima.
Foto e video
Il comparto fotografico è notevole e conta su una fotocamera principale Fusion da 48 megapixel con stabilizzazione ottica e una ultragrandangolare, anch'essa Fusion da 48 megapixel, mutuata dai modelli 18 Pro e ottima per la macro (ho scattato una foto a una "carbozucca" in cui si vedono benissimo tutti i dettagli). Manca un teleobiettivo dedicato, ma la principale effettua un crop ottico 2x di altissima qualità. Troviamo poi una fotocamera Center Stage sul display esterno e una FaceTime nascosta sotto lo schermo interno. L'ecosistema pieghevole sblocca opzioni geniali: Duo Preview mostra l'inquadratura sul display esterno alle persone che stiamo fotografando; Animazione per bambini riproduce i Peanuts sullo schermino per farli sorridere e Scatto Smart usa l'AI per scattare in automatico quando i soggetti sono in posa. Sul fronte video, il sistema registra in 4K Dolby Vision fino a 120 fps, offre effetti Cinema fino a 60 fps e la nuova funzione Audio Mix isola perfettamente la voce. Unico neo: quando scattiamo un selfie con il display esterno, non compare un tasto virtuale di scatto, costringendoci a premere i tasti fisici.
Audio
L'audio in uscita multimediale è assolutamente ottimo e anche il feedback aptico della vibrazione è perfetto. Ci sono però delle sbavature lato software. Spotify, ad esempio, sembra ottimizzata ma non lo è pienamente. E soprattutto manca una libertà di base: quando ascoltate della musica sul display interno e poi chiudete il telefono, questo si spegne. Su altri foldable avete la scelta di continuare l'esecuzione mantenendo attivo il display esterno; qui invece per spegnere o gestire lo schermo serve un gesto in più un po' macchinoso, che chi usa i fold da anni troverà ridondante.
App e gaming
Sul campo l'hardware si fa sentire in positivo. Ho testato il dispositivo spremendolo con il montaggio e il rendering video di file pesanti registrati con il drone. La potenza bruta è indiscussa e la gestione fluida, ma va sottolineato che sotto questo forte stress il telefono è diventato bello caldino al tatto.
Giudizio finale
Le cifre richieste sono altissime: 2369 euro per la versione da 256 GB, 2619 euro per quella da 512 GB, 3119 euro per il taglio da 1 TB e ben 3869 euro per i 2 TB. In sintesi, è un dispositivo che potrete amare alla follia per i materiali premium, la sensazione di assoluta solidità, l'incredibile comodità di avere un piccolo tablet tascabile e il display opaco che dice finalmente addio alle ditate. Lo potreste però odiare per la scomodità dei tasti volume, l'assenza del Face ID e l'attuale rigidità delle applicazioni. Personalmente, gli assegno buoni voti di base, ma lo considero "rimandato a tra un mese": voglio dargli il tempo di aggiornarsi e capire se le applicazioni non ottimizzate abbracceranno il nuovo form factor, perché quell'adeguamento software cambierà totalmente l'esperienza di utilizzo.
































