Anteprima XIAOMI 17 ULTRA. TOP CAMERAPHONE! (e arriva in Italia!!)

Toccare con mano il futuro della tecnologia mobile con mesi di anticipo è un privilegio raro. Grazie ad Andrea, un amico pilota, imprenditore e appassionato di tecnologia che ha recuperato il dispositivo direttamente dalla Cina, ho avuto l’opportunità di testare a fondo lo Xiaomi 17 Ultra. Non si tratta di un semplice aggiornamento annuale, ma di un dispositivo che punta a ridefinire il concetto di cameraphone, sfidando apertamente giganti come Apple e Samsung.

Se il modello precedente aveva già convinto i fotografi esperti, questa nuova iterazione compie il passo decisivo: rendere la fotografia professionale accessibile a chiunque, grazie a un “punta e scatta” finalmente all’altezza.

Un design che omaggia la storia della fotografia

L’estetica dello Xiaomi 17 Ultra non cerca di nascondere la sua natura. Al contrario, la celebra. Il posteriore è dominato da un’enorme isola circolare che ospita i sensori, circondata da una finitura in similpelle e materiali che, pur sembrando sintetici, nascondono probabilmente una struttura in fibra di vetro. Il look and feel è chiaramente ispirato alle fotocamere Leica, conferendo al dispositivo un’aria professionale e robusta.

Non è uno smartphone per chi cerca la leggerezza assoluta: è spesso (8,5 mm dichiarati, ma l’ingombro delle fotocamere è notevole) e pesante. Tuttavia, la certificazione IP69 garantisce una resistenza superiore a polvere e liquidi, confermando la vocazione “da battaglia” di questo terminale.

La rivoluzione della ghiera rotante

La vera novità funzionale, quella che distingue lo Xiaomi 17 Ultra dalla massa, è l’introduzione di una ghiera fisica rotante attorno al modulo fotografico. Non è un vezzo estetico, ma uno strumento di pura pragmatica.

Xiaomi ha implementato un sistema di feedback aptico eccellente che restituisce una sensazione meccanica appagante. Le funzionalità sono molteplici e totalmente personalizzabili:

  • Avvio rapido: Con una gesture “tic-tac” (movimento rapido su e giù), la ghiera può lanciare la fotocamera anche a schermo spento.
  • Controllo dello zoom: Permette di regolare la focale con precisione millimetrica, evitando i tocchi imprecisi sul display.
  • Gestione parametri: Può essere configurata per modificare l’esposizione, cambiare i filtri o switchare tra le modalità di scatto.

Comparto fotografico: hardware mostruoso

Sotto il cofano, Xiaomi ha integrato tecnologie che rendono obsoleti molti concorrenti attuali. Il cuore del sistema è un mix di sensori ad altissima risoluzione e ottiche variabili:

  1. Sensore principale Light Fusion 1050L da 1 pollice: Dotato di apertura variabile fisica, per gestire la profondità di campo in modo naturale.

  2. Teleobiettivo da 200 Megapixel: La vera star. Monta un sensore sensore Samsung HPE da 1/1.4 pollici (enorme per uno zoom) che permette di scattare a 4.3x ottico, ma di arrivare fino a 8.7x tramite crop sul sensore senza alcuna perdita di qualità e senza interpolazione software.

  3. Una fotocamera ultrawide da 50 MP dotata di autofocus, perfetta per scatti panoramici e macro.

Il confronto con i rivali è impietoso. Mentre dispositivi come il Vivo X300 Pro o l’Oppo Find X9 Pro necessitano talvolta di lenti addizionali per raggiungere certi risultati, lo Xiaomi 17 Ultra fa tutto “in-body”.

Esperienza d’uso e confronto con iPhone 17 Pro

Durante i test sul campo, lo smartphone ha lasciato a bocca aperta. La gestione della luce in condizioni difficili, come un palco con illuminazione dinamica o scene in forte controluce, è impeccabile. Un esempio lampante è la gestione del colore rosso, storicamente una “bestia nera” per i sensori digitali che tendono a saturarlo perdendo dettaglio. Lo Xiaomi 17 Ultra, invece, ha restituito scatti di rose e abiti rossi con una texture e una fedeltà cromatica sorprendenti.

Il confronto diretto con un iPhone 17 Pro ha evidenziato i limiti di quest’ultimo. In una prova di messa a fuoco complessa (soggetto in primo piano e scritta sullo sfondo), l’iPhone non è riuscito fisicamente a mettere a fuoco il testo in secondo piano, nonostante vari tentativi di tap-to-focus. Lo Xiaomi, grazie alla gestione ottica e al sensore avanzato, ha catturato entrambi i piani con nitidezza o, a scelta, ha creato un bokeh naturale (non software) che isola il soggetto come una vera reflex.

La modalità “Ritratti” via software è quasi superflua: la profondità di campo naturale offerta dai sensori è talmente elevata da rendere lo sfocato artificiale obsoleto nella maggior parte dei casi.

Video e funzionalità creative

Il comparto video è estremamente potente, spingendosi fino all’8K a 30 fps o al 4K a 120 fps su tutte le lenti, offrendo una flessibilità enorme in post-produzione. Sono presenti funzioni creative interessanti come la Live Cinematography, che automatizza effetti complessi (come il Dolly Zoom o clip con rallenty automatici), e i profili colore Leica Essential, che simulano la resa cromatica di corpi macchina storici come la M3 o la M9.

Tuttavia, c’è ancora margine di miglioramento: l’uso della ghiera per lo zoom durante i video risulta a tratti leggermente “scattoso” se si effettuano movimenti ampi, mentre è perfetta per aggiustamenti minimi. Si tratta probabilmente di una questione di ottimizzazione software che verrà risolta con la versione globale.

Specifiche tecniche e software

Non solo foto, lo Xiaomi 17 Ultra è un top di gamma a tutto tondo:

  • Display: Pannello molto luminoso, bordi sottili, HDR e refresh rate a 120Hz.
  • Batteria: Un’enorme unità da 6800 mAh che garantisce un’autonomia solida, supportata da ricarica rapida a 90W e ricarica wireless.
  • Memoria: La versione testata monta 16GB di RAM e 512GB di storage UFS 4.1.

Il sistema operativo attuale è HyperOS 3.0.12 in versione cinese. Sebbene sia possibile installare facilmente i servizi Google e il Play Store, il giudizio definitivo sul software è rimandato all’arrivo della ROM Global.

Prezzi e conclusioni

Lo Xiaomi 17 Ultra sarà presentato ufficialmente per il mercato occidentale al Mobile World Congress di inizio marzo. In Cina, il prezzo si aggira attorno ai 1100-1200 euro al cambio, il che lascia presagire un posizionamento in Europa tra i 1400 e i 1500 euro.

Vale questa cifra? Se la priorità è la fotografia, la risposta è un sì deciso. Xiaomi è riuscita a colmare il gap sull’esperienza “punta e scatta”, rendendo questo dispositivo non solo uno strumento per professionisti che scattano in Ultra RAW, ma anche per chi vuole semplicemente la foto più bella possibile premendo un solo tasto. Al momento, sembra avere le carte in regola per “asfaltare” la concorrenza di Samsung e Apple sulla pura qualità d’immagine.