La recente mossa di Cupertino ha scosso le acque nel settore della produzione multimediale. Con l’ufficializzazione di Apple Creator Studio, l’azienda ha deciso di centralizzare i suoi software più potenti in un’unica offerta in abbonamento, proponendo un prezzo aggressivo che sembra puntare dritto al dominio storico di Adobe. Ma basta un prezzo competitivo per scardinare abitudini decennali?
Per rispondere a questa domanda, oggi ospito il pensiero di Alberto Comper, un professionista esperto di grafica digitale che conosco e stimo da anni. La sua è una disamina lucida e priva di sensazionalismi sulla reale capacità di questa nuova proposta economica di impensierire il gigante di San Jose e “rubare” quote di utenza alla Creative Cloud.
Ecco la sua analisi dettagliata:
“Con l’annuncio di Creator Studio, una suite in abbonamento oppure in singolo acquisto che comprende principalmente gli applicativi di produzione video, ci si chiede se Apple abbia lanciato un guanto di sfida ad Adobe ed alla sua Creative Cloud, soprattutto in relazione ad un prezzo molto più competitivo (12,99€/mese di Apple contro 42,94€/mese di Adobe). Dal mio punto di vista la suite di Apple potrebbe essere appetibile per nuovi utenti che si affacciano al mondo della produzione video, oppure per chi già possiede FinalCut e vuole completare il proprio arsenale di editing video, ma non contribuirà a spostare utenti di Creative Cloud verso Apple, e le ragioni sono molteplici.
Partiamo dal prezzo, che è l’aspetto che balza subito all’occhio: se il costo di un prodotto ne determinasse il successo e la sua adozione, oggi probabilmente Adobe sarebbe soppiantata dalla suite di Canva Affinity, che addirittura è gratis, ma la realtà è diversa. L’offerta di Adobe è molto più ampia in termini di applicazioni, e molto più completa per chi debba fare progettazione e comunicazione visiva multimediale (Stampa, Video, Web, social). Creator Studio non copre gli utenti che si occupano di creare grafica e design per la stampa ed il Web, e Pixelmator Pro non è certo Photoshop.
Aldilà del prezzo, quello che spesso non si considera è il costo che comporta migrare da un flusso di lavoro ad un altro: quello di Adobe è estremamente consolidato da decine di anni, e cambiarlo, soprattutto quando parliamo di aziende costituite da gruppi di lavoro sia interni che esterni, rappresenterebbe uno sforzo a dir poco titanico, sempre poi che sia possibile farlo. Ristrutturare, per non dire sconvolgere, il proprio flusso di lavoro che si adotta da decenni abbandonando le proprie consolidate abitudini e sicurezze non è cosa da poco, e nella maggioranza dei casi, parlando di prodotti professionali, il minor costo di abbonamento non è una motivazione sufficiente. Seppur con le dovute proporzioni, è una situazione simile al motivo per cui nessun utente Apple è invogliato dal prendersi un Android, per il fatto che cambiare piattaforma prima ancora che cambiare hardware è uno sbattimento, ed il gioco potrebbe non valere la candela: se mi trovo comodo dove sono, un costo minore non è sufficiente per cambiare, e di certo il cambiamento mi farebbe guadagnare qualcosa, ma anche perdere qualcos’altro.”
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Cos’è esattamente Apple Creator Studio?
Per contestualizzare meglio le parole di Comper, è utile analizzare nel dettaglio cosa ha messo sul piatto Apple. Cupertino ha ufficialmente sollevato il sipario su questa nuova proposta commerciale con l’obiettivo chiaro di centralizzare l’offerta software dedicata ai professionisti.
Non si tratta solo di un bundle economico, ma di una strategia volta a unificare gli strumenti più potenti dell’ecosistema Mac e iPad — tra cui Final Cut Pro, Logic Pro e il pluripremiato Pixelmator Pro — integrandoli con nuove funzionalità basate sull’intelligenza artificiale. Eddy Cue, Senior Vice President of Internet Software and Services di Apple, ha descritto questa mossa come un “accesso semplificato” per permettere a talenti emergenti e professionisti di operare con maggiore flessibilità.
La suite include l’accesso completo a:
- Video: Final Cut Pro, Motion e Compressor.
- Audio: Logic Pro e MainStage.
- Grafica: Pixelmator Pro.
- Produttività: Funzioni premium e AI per Keynote, Pages, Numbers e Freeform.
Le novità per il video editing e l’intelligenza artificiale
Il cuore pulsante dell’aggiornamento riguarda Final Cut Pro (sia per Mac che per iPad), che vede un’ottimizzazione massiccia dei flussi di lavoro grazie all’AI. L’obiettivo è ridurre drasticamente i tempi per le operazioni ripetitive:
- Transcript Search: Consente agli editor di cercare citazioni specifiche in ore di girato digitando semplicemente il testo.
- Visual Search: Permette di trovare clip cercando oggetti o azioni (es. “tramonto” o “auto in corsa”), velocizzando la selezione del materiale.
- Beat Detection: Analizza le tracce audio per generare una “Beat Grid”, fondamentale per montaggi a tempo di musica.
- Montage Maker (esclusiva iPad): Uno strumento che automatizza la creazione di video dinamici, applicando tagli e ritmi autonomamente e convertendo i formati per i social media.
Logic Pro e la produzione musicale assistita
Anche il comparto audio riceve un boost tecnologico notevole. Logic Pro introduce il Synth Player, che espande la gamma degli “AI Session Player”: uno strumento virtuale in grado di generare performance di musica elettronica, linee di basso e accordi simulando un tastierista esperto.
Molto interessante anche la funzione Chord ID, capace di analizzare registrazioni audio complesse e tradurle istantaneamente in progressioni di accordi nel progetto, eliminando la necessità di trascrizione manuale. Per chi lavora su iPad, arriva il Music Understanding, un sistema di ricerca che permette di trovare loop e suoni usando il linguaggio naturale.
Pixelmator Pro sbarca su iPad
Una delle novità più attese incluse nel pacchetto è l’arrivo di Pixelmator Pro su iPad. Fino ad oggi prerogativa del mondo Mac, il software è stato riscritto per l’interfaccia touch e il supporto di Apple Pencil, mantenendo la parità di funzioni con la versione desktop (livelli, maschere vettoriali, selezione intelligente). Sfruttando l’accelerazione hardware dei chip Apple, introduce funzioni come la Super Resolution per l’upscaling delle immagini.
Prezzi, disponibilità e opzioni di acquisto
Apple Creator Studio sarà disponibile su App Store a partire da mercoledì 28 gennaio. La struttura dei prezzi è aggressiva:
- Piano Mensile: 12,99 €
- Piano Annuale: 129 €
- Piano Education: 2,99 € al mese o 29 € all’anno (per studenti e docenti).
È previsto un periodo di prova gratuita di un mese, estendibile a tre con l’acquisto di nuovo hardware. Un dettaglio cruciale, che distingue la strategia Apple da quella Adobe, è che non è stata eliminata la possibilità di acquisto singolo. Le versioni “perpetue” di Final Cut Pro (349,99 €), Logic Pro (229,99 €) e tutti gli altri software citati rimangono disponibili sul Mac App Store, lasciando all’utente la libertà di scegliere tra canone ricorrente e investimento una tantum.

