Sembrano tutti uguali. Se entrate in un negozio di elettronica o scorrete le pagine di Amazon, vi troverete davanti a cinque scatole quasi identiche, ma il contenuto racconta storie molto diverse. Xiaomi ha rinnovato la sua fascia media portando in Italia ben cinque varianti della famiglia Redmi Note 15.
L’obiettivo di questo articolo è fare ordine nel caos delle sigle. Abbiamo testato a fondo il Redmi Note 15 4G, il 15 5G, il 15 Pro 4G, il 15 Pro 5G e il top di gamma 15 Pro Plus 5G. Dietro a differenze di prezzo che vanno dai 179 ai 479 euro, si nascondono dettagli fondamentali su processori, fotocamere e fluidità di sistema che dovete conoscere prima di strisciare la carta.
Design e costruzione: il peso fa la differenza
La prima grande distinzione che si nota impugnandoli riguarda l’ergonomia. La famiglia si spacca in due:
- I modelli standard (15 4G e 15 5G): Sono i più piacevoli da maneggiare, fermandosi attorno ai 180 grammi. Hanno bordi leggermente stondati che aiutano la presa.
- La serie Pro: Qui il peso sale verso i 200 grammi. Il design si fa più spigoloso con schermi tendenzialmente piatti.
C’è una nota di merito per il Redmi Note 15 Pro Plus, l’unico a vantare una finitura posteriore in similpelle che aumenta il grip e restituisce una sensazione più “premium”. Anche la resistenza non è uguale per tutti: si parte dall’IP64 del modello base, si passa all’IP66 con certificazione militare (ottima resistenza alle cadute) per il Note 15 5G, fino ad arrivare all’impermeabilità completa IP68 riservata al 15 Pro 5G e al Pro Plus.
Display: ottimi pannelli, differenze minime
Se c’è un comparto dove Xiaomi non ha sbagliato, è quello visivo. Tutti e cinque montano pannelli generosi attorno ai 6.8 pollici. Le differenze sono sulla carta più che nell’occhio: i modelli standard si fermano a 800 nits e 388 ppi, mentre tutta la gamma Pro sale a oltre 1000 nits e 447 ppi. Nella vita reale, sotto la luce del sole o guardando una serie TV, l’esperienza è godibile su tutta la linea.
Un piccolo “neo” software comune a tutti: c’è l’Always-On Display, ma è castrato. Non può rimanere sempre acceso; per vederlo bisogna toccare lo schermo. Una scelta conservativa tipica della serie Redmi che speravamo di non vedere più.
Hardware e prestazioni: la vera nota dolente
Arriviamo al punto critico. Nonostante la differenza di prezzo, tutti i modelli soffrono di qualche lag. Abbiamo messo sotto stress i dispositivi con editing video pesante (file 8K a 360° di Insta360) e il risultato è stato un collo di bottiglia evidente. Il sospetto è che Xiaomi abbia utilizzato memorie UFS 2.2 su tutta la linea, che risultano lente nel trasferimento dati, frenando anche i processori più capaci.
Ecco la situazione processori:
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Redmi Note 15 4G: Monta un Helio G100 (6nm). È il più lento del gruppo, si sente la fatica anche nelle operazioni base.
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Redmi Note 15 5G: Snapdragon 6 Gen 3. Molto più equilibrato.
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Redmi Note 15 Pro 4G: Helio G200.
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Redmi Note 15 Pro 5G: Dimensity 7400 Ultra.
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Redmi Note 15 Pro Plus: Snapdragon 7s Gen 4.
Nel test di rendering, il Pro Plus stacca nettamente gli altri per velocità di elaborazione, confermandosi il più potente, ma l’interfaccia non è mai burrosa come ci si aspetterebbe. Anche il feedback della vibrazione non aiuta: su tutti i modelli è un po’ “zanzaroso” o eccessivamente morbido, tipico della fascia media economica.
Software: perché ancora HyperOS 2?
Una scelta incomprensibile riguarda il software di lancio. I telefoni arrivano con Android 15 ma con interfaccia HyperOS 2. Il problema è che Xiaomi ha già presentato la versione 3, che risolve moltissimi dei micro-lag e bug presenti sulla 2. Uscire oggi con la vecchia versione significa dare all’utente una prima impressione “non ottimizzata”. Arriverà l’aggiornamento? Sicuramente sì (sono garantiti 4 major update), ma l’esperienza “out of the box” poteva essere curata meglio. Le patch di sicurezza sono aggiornate a dicembre 2025.
Fotocamere: 108 vs 200 Megapixel
Non aspettatevi dei cameraphone, ma dei buoni compagni di scatto per i social.
- I “piccoli” (15 4G e 5G): Sensore principale da 108 MP. Attenzione però: il modello 4G base non ha la grandangolare. Ha solo la principale. Il 15 5G aggiunge una 8MP ultra-wide.
- I Pro: Il sensore principale sale a 200 MP, affiancato dalla solita grandangolare da 8MP.
Nei test diurni e notturni, le differenze non sono abissali. I 200 MP dei Pro offrono un effetto bokeh naturale leggermente migliore nelle macro e uno zoom digitale un filo più nitido, ma la pasta fotografica è simile. Una curiosità estetica: molti modelli hanno quattro “buchi” posteriori, ma le fotocamere sono solo due o tre. Puro design (discutibile).
Autonomia e ricarica: qui vincono tutti
Se cercate batteria, siete nel posto giusto. Tutti i cinque modelli coprono quasi due giorni di utilizzo medio. Le differenze stanno nella velocità di ricarica (nessuno ha la ricarica wireless):
- Note 15 4G: 33W (arriva a sera con circa 45% residuo).
- Note 15 5G: 45W (arriva a sera con 40% residuo).
- Pro 4G e 5G: 45W.
- Pro Plus: È il vero battery phone. Arriva a sera con il 60% e si ricarica a 100W.
Audio e connettività
L’audio è stereo su tutti, con un volume alto e squillante. I modelli Pro, avendo scocche più grandi, hanno casse di risonanza migliori che restituiscono bassi più corposi, in particolare sul Pro Plus. Capitolo ricezione e chiamate: tutto bene, con la possibilità nativa di registrare le chiamate su tutta la gamma. Importante: La eSIM è presente solo sui modelli Pro (4G, 5G e Pro Plus). I modelli base usano solo SIM fisiche.
Prezzi e conclusioni: quale comprare?
Dopo averli provati tutti, ecco il nostro verdetto basato sul rapporto qualità-prezzo.
Il vincitore: Redmi Note 15 5G (€199) È il “best buy”. Costa poco, ha un processore equilibrato (Snapdragon 6 Gen 3), è resistente (IP66 + standard militari), ha un buon display e la fotocamera grandangolare. È il telefono da consigliare a chi vuole spendere il giusto.
L’alternativa potente: Redmi Note 15 Pro Plus (€479) A prezzo pieno è caro. Ma se lo trovate in offerta (con coupon o promo lancio) attorno ai 350-370 euro, diventa molto interessante. È l’unico con ricarica a 100W, materiali premium, impermeabilità IP68 e prestazioni nettamente superiori agli altri nel montaggio video o gaming.
I bocciati (o quasi)
- Redmi Note 15 4G (€179): Troppo lento e privo di grandangolare per soli 20 euro di risparmio rispetto al 5G. Non ha senso.
- Redmi Note 15 Pro 4G (€299): Un “vorrei ma non posso”. Costa tanto per essere un 4G ed è laggoso.
In sintesi: se avete un budget limitato, andate dritti sul 15 5G. Se volete qualcosa di più “sfizioso” e potente, monitorate il prezzo del Pro Plus. Il resto della gamma rischia di restare in una terra di mezzo poco conveniente.






































