Recensione COVER con TASTIERA FISICA per IPHONE 17 PRO MAX

Sono a Livigno, nel cuore di una tappa della Coppa del Mondo di sci. Tra neve, freddo e guanti pesanti, quale contesto migliore per testare un accessorio che promette di riportarci indietro nel tempo? Stiamo parlando di una cover per iPhone prodotta da Akko che integra una tastiera fisica completa, trasformando lo smartphone di Apple in una sorta di moderno BlackBerry.

Sulla carta potrebbe sembrare una “genialata” per chi scrive molto o vive in climi rigidi, ma la prova sul campo ha rivelato luci e (molte) ombre. Ecco com’è andata!

Design e costruzione: un telecomando ingombrante

La prima cosa che salta all’occhio una volta installata la cover è l’impatto dimensionale. L’iPhone diventa estremamente lungo, assumendo una forma che ricorda quasi un telecomando televisivo. L’installazione è semplice: il telefono si inserisce a scorrimento nella scocca in policarbonato, collegandosi tramite la porta USB-C integrata sul fondo. I materiali sono di buona qualità e i tasti fisici dell’iPhone (volume e accensione) vengono replicati correttamente o lasciati accessibili.

Tuttavia, emergono subito problemi di bilanciamento. Per tentare di arginare il problema, il produttore ha inserito sul retro uno sportellino magnetico contenente un peso da 9 grammi. L’idea è quella di controbilanciare il peso del telefono che, durante la digitazione, tende a ribaltarsi in avanti. Nonostante la possibilità di rimuovere questo peso svitando due viti, il dispositivo rimane sbilanciato: la parte superiore (schermo e batteria del telefono) è molto più pesante della tastiera, rendendo la presa insicura.

  • Voto ergonomia a una mano: Zero. Le dimensioni e il peso rendono impossibile l’uso rapido in mobilità con una sola mano.

L’illusione dell’uso con i guanti

Il test a Livigno aveva uno scopo preciso: capire se questa tastiera potesse risolvere il problema dell’uso dello smartphone con i guanti non capacitivi. All’inizio, l’esperienza sembra promettente:

  1. Si estrae il telefono.

  2. Un doppio click sulla barra spaziatrice sblocca il dispositivo (funzione molto comoda).

Qui però finisce la magia. Una volta sbloccato il telefono, ci si scontra con la realtà di iOS: il sistema operativo è pensato per il touch. La tastiera fisica non possiede un trackpad né tasti direzionali capaci di navigare nell’interfaccia. Il risultato? Puoi sbloccare il telefono con i guanti, ma per aprire un’app, scorrere una pagina o avviare una storia su Instagram, devi comunque toglierti i guanti e toccare lo schermo. Un’occasione mancata: sarebbe bastato rendere i tasti capacitivi (per fare swipe) o inserire frecce di navigazione funzionanti.

Esperienza di scrittura: velocità vs nostalgia

Tolti i guanti, come si scrive davvero su questi tasti fisici? C’è un innegabile vantaggio: lo spazio a schermo. Non avendo la tastiera virtuale che occupa metà display, su app come WhatsApp o Note si ha una visione molto più ampia della conversazione.

Tuttavia, la digitazione presenta diversi limiti:

  • Feedback tattile: I tasti sono piccoli e richiedono una pressione decisa, costringendo a usare le unghie (proprio come sui vecchi BlackBerry).

  • Velocità: Rispetto alle moderne tastiere touch con correttore predittivo e alta frequenza di campionamento, la scrittura fisica risulta più lenta e farraginosa.

  • Retroilluminazione: Esiste ed è utile di sera, ma non è automatica. Bisogna attivarla manualmente con una combinazione di tasti (Function + tasto in basso a destra), il che è scomodo al buio se non si sa già dove premere.

Problemi software e bug rilevati

Durante la prova sono emersi diversi difetti di integrazione che penalizzano l’utilizzo quotidiano:

  1. Layout e lingua: Utilizzando l’iPhone in italiano, la mappatura dei tasti non corrisponde perfettamente ai simboli stampati sulla tastiera fisica. Le lettere accentate sono presenti nel layout teorico, ma non sono segnate sui tasti, costringendo l’utente a indovinare la loro posizione.

  2. Ricarica Wireless: A causa della lunghezza eccessiva e della forma “a scalino” della cover, il telefono non aderisce alle basette di ricarica wireless. Nonostante il MagSafe rimanga tecnicamente compatibile, l’ergonomia ne impedisce il funzionamento.

  3. Shortcut inesistenti: Il produttore promette funzioni come lo scorrimento delle pagine (scroll up/down) tramite combinazioni di tasti, ma nella nostra prova non hanno mai funzionato, nemmeno attivando la modalità “browsing” indicata dal LED di stato.

Unica nota positiva: l’audio

Tra tanti difetti, c’è un aspetto sorprendente: l’audio. La cover dispone di due incavi nella parte inferiore che incanalano il suono degli speaker dell’iPhone direttamente verso l’utente. Questo migliora notevolmente l’ascolto di musica o video frontali, eliminando la necessità di mettere la mano “a cucchiaino” per amplificare il volume.

Conclusioni e prezzo

La tastiera di Akko viene venduta a un prezzo di circa 83,29 euro. Vale la pena spendere questa cifra? La risposta è un secco no.

Se il BlackBerry aveva senso in un’epoca di touch resistivi e processori lenti, oggi tornare al tasto fisico su un dispositivo nato per il tocco è anacronistico e poco funzionale. I difetti ergonomici, l’impossibilità di navigare nell’interfaccia senza toccare lo schermo e i bug software la rendono, purtroppo, una “vaccata” (per usare un termine tecnico) piuttosto che una genialata.

Pro:

  • Sblocco rapido con barra spaziatrice.
  • Audio frontale migliorato.
  • Più spazio visibile sullo schermo mentre si scrive.

Contro:

  • Dimensioni eccessive e sbilanciate.
  • Navigazione nell’interfaccia impossibile senza touch.
  • Niente ricarica wireless.
  • Layout tasti confuso per la lingua italiana.
  • Digitazione più lenta rispetto al virtuale.
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