Siamo alle battute finali. Il monolocale (a cui mi sono ormai affezionato) è quasi pronto per il debutto su AirBnB, ma c’è un ultimo, gigantesco ostacolo: la pulizia post-lavori. Tra polvere di cantiere, impronte di scarpe da lavoro e residui vari, quale occasione migliore per mettere alla frusta la nuova Tineco S9 Master?
Non si tratta della classica lavapavimenti che si limita a “passare lo straccio”. Questo modello top di gamma porta con sé alcune peculiarità tecniche che promettono di cambiare l’approccio al lavaggio, specialmente quando il gioco si fa duro. Dopo averla testata su un pavimento in condizioni disastrose, ecco com’è andata.
Design e ingegnerizzazione: il baricentro basso che fa la differenza
Appena la si guarda, si notano subito delle scelte progettuali intelligenti. Il serbatoio dell’acqua pulita da 0,85 litri è posizionato in basso. Questo non solo garantisce una buona autonomia, ma abbassa drasticamente il baricentro, rendendo la macchina più stabile.
Ma il vero “game changer” a livello di design è l’altezza. La scocca è incredibilmente sottile: parliamo di soli 9,9 cm. Questo significa che la Tineco S9 Master è la lavapavimenti più bassa che io abbia mai provato, capace di infilarsi sotto mobili, divani e letti dove le concorrenti si fermerebbero inesorabilmente.
Maneggevolezza e trazione
Nonostante non sia una piuma in termini di peso assoluto, l’uso è sorprendentemente fluido. Le ruote sono motorizzate e lavorano in simbiosi con il movimento:
- Aiutano la spinta in avanti.
- Assistono la trazione quando si indietreggia.
Il risultato è che ci si può divincolare tra gli ostacoli con estrema facilità, quasi senza fatica. Inoltre, le ruote posteriori si sganciano dal motore quando necessario, rendendola comoda da trasportare spenta da una stanza all’altra.
La tecnologia di lavaggio: calore e pressione
Qui entriamo nel cuore dell’innovazione. La maggior parte delle lavapavimenti usa acqua calda solo se ce la mettete voi o se la base la scalda. La S9 Master fa un passo avanti.
- Resistenza interna: All’interno del corpo macchina c’è una resistenza che scalda l’acqua direttamente nel serbatoio o nel circuito, permettendo di lavare il pavimento con acqua a 52°C costanti anche lontano dalla base.
- Sistema a ghigliottina: Davanti al rullo c’è una sorta di “ghigliottina” in gomma che si abbassa quando si tira la macchina indietro. Questo serve a raschiare via l’acqua in eccesso, lasciando il pavimento quasi asciutto all’istante.
- Aspirazione potente: Con 23.000 PA, la forza aspirante è notevole e gestisce senza problemi sia liquidi che residui solidi grossolani.
Lo spruzzino e le luci “abbaglianti”
Un dettaglio che ho apprezzato moltissimo è la presenza di uno spruzzino frontale attivabile manualmente. Se incontrate una macchia secca (ketchup, vomito del gatto, sporco incrostato), premete il pulsante: la macchina proietta una generosa quantità di acqua e detergente direttamente sulla macchia, ammorbidendola prima che il rullo ci passi sopra.
Il tutto è illuminato da doppie luci LED verdi rasoterra. Io le chiamo “abbaglianti”: mettono in risalto ogni granello di polvere in modo impietoso, aiutandovi a non saltare nemmeno un centimetro quadrato.
La prova sul campo: polvere di cantiere e macchie secche
Ho testato la S9 Master in condizioni limite: un pavimento reduce da lavori, pieno di polvere bianca e impronte.
- Sulla polvere: La modalità Auto riconosce la quantità di sporco (il cerchio LED diventa rosso) e aumenta la potenza. La polvere secca viene aspirata istantaneamente senza impastare il rullo.
- Sulle macchie: Grazie alla combinazione di acqua calda e spruzzino manuale, anche le macchie vecchie sono sparite in una sola passata. Non c’è bisogno di insistere troppo.
- Negli angoli: Qui ho usato un piccolo trucco. Se c’è sporco ostinato in un angolo o dislivello, basta una spruzzata e una leggera pressione col piede sulla testa della spazzola per aumentare l’attrito. Risultato impeccabile.
Anche passando dal pavimento interno al terrazzo esterno (pieno di schifezze post-lavori), la macchina non ha fatto una piega, restituendo superfici pulite senza bisogno di pre-trattare.
Autonomia e modalità d’uso
La gestione della batteria varia molto in base alla modalità scelta:
- Modalità Auto: È la più equilibrata. Si riescono a coprire circa 45-50 minuti, sufficienti per una casa di grandi dimensioni.
- Modalità Heat (Acqua Calda): Qui la resistenza lavora al massimo. Il consumo è elevato, circa il 10% di batteria ogni 2 minuti. È da usare solo per lo sporco veramente ostinato.
- Modalità Quiet: Massimizza l’autonomia (fino a 65 minuti) riducendo il rumore, ideale per mantenimento.
Manutenzione e pulizia
Il serbatoio dell’acqua sporca (0,70 L) ha un sistema intelligente che separa i rifiuti solidi da quelli liquidi, evitando di dover mettere le mani nello sporco per pulire il filtro.
Una volta sulla base, parte l’autopulizia. La macchina utilizza la sua resistenza interna per lavare il rullo con acqua calda (probabilmente attorno ai 52°C) e poi attiva l’asciugatura ad aria calda. Questo è fondamentale per evitare i cattivi odori che si formano spesso sui rulli lasciati umidi.
Conclusioni: vale i 699 euro?
La Tineco S9 Master si posiziona in una fascia alta, con un prezzo di 699€. Li vale? Se cercate una pulizia profonda, la risposta è sì.
I punti di forza:
- Profilo ultra-basso (9,9 cm) per pulire sotto i mobili.
- Lavaggio con acqua calda attiva durante l’uso.
- Spruzzino manuale per le emergenze.
- Eccellente separazione sporco liquido/solido.
Personalmente, ritengo che la lavapavimenti sia il terzo elettrodomestico fondamentale in casa (dopo il robot aspirapolvere e un buon aspirapolvere a secco), ma per chi ha animali o necessità di igienizzare a fondo, questa Tineco scala rapidamente la classifica. Non sostituisce l’aspirapolvere (perché lavora sempre a umido), ma completa l’arsenale di pulizia in modo magistrale.