Dopo avervi raccontato, nel primo episodio, la genialità di rilevare un intero appartamento ingombro di scatoloni sfruttando semplicemente il sensore Lidar di un iPhone, è arrivato il momento di tornare in cantiere. La casa del nostro amico Fadi sta finalmente prendendo forma e, credetemi, ha già cambiato completamente faccia. Se pensate che una “casa smart” sia semplicemente una lampadina che si accende con Alexa, preparatevi a ricredervi. In questa seconda puntata entriamo nel vero cuore pulsante dell’abitazione: un’impiantistica di altissimo livello, finiture studiate al millimetro e una progettazione software che ha dell’incredibile. Insieme all’architetto Davide Vizzini, scopriremo perché nel 2026 la VMC è vitale, perché dovreste dire addio alle vecchie scatole elettriche 503 e, soprattutto, come un software chiamato Vectorworks permetta di gestire ogni singolo centimetro, dal sole che entra dalla finestra fino al calcolo automatico dei rapporti aeroilluminanti. Allacciate le cinture, si va in cantiere!
Impiantistica invisibile e domotica granitica: il regno del KNX
Quando si parte da zero con una ristrutturazione pesante, la regola d’oro è una sola: cablare tutto. Niente sistemi via radio instabili, ma una vera domotica di base, granitica e affidabile, basata sullo standard KNX gestito da un controller centrale (in questo caso Control4).
Una delle prime cose che salta all’occhio guardando le pareti al grezzo è l’assenza delle classiche scatolette rettangolari a tre moduli. Ebbene sì, niente 503! Come ha spiegato Davide all’elettricista (inizialmente un po’ spiazzato), la 503 è un retaggio prettamente italiano. Scegliendo invece le scatole 502, si apre un mondo internazionale di possibilità: il mercato globale del KNX offre una scelta sterminata di comandi, tastierini e finiture di altissimo design che sulle vecchie 503 semplicemente non si possono montare.
Tutta l’illuminazione viaggerà su protocollo DALI, integrandosi perfettamente nel sistema, ma il vero capolavoro è la gestione del clima. Essendo il riscaldamento centralizzato condominiale, i classici radiatori non si potevano eliminare; sono stati però dotati di valvole KNX alimentate. Per il resto, l’appartamento vanta un impianto di climatizzazione canalizzato reso super intelligente dal sistema Airzone, che comunicherà con Control4 per gestire le temperature in modo indipendente stanza per stanza, ottimizzando i consumi ed evitando di installare macchine superflue.
E poi c’è lei: la VMC (Ventilazione Meccanica Controllata). Nel 2026 è un elemento sostanziale. D’inverno nessuno vuole aprire le finestre disperdendo calore, e la VMC (ovviamente smart e collegata ai sensori) garantisce un ricambio d’aria costante e purificato. Tutto questo “cervellone” meccanico e informatico è stato sapientemente nascosto: le macchine del clima e della VMC sono nel controsoffitto (con botole di ispezione), mentre in uno spazio tecnico dedicato troveranno posto il rack di rete, gli attuatori domotici, la lavatrice e l’asciugatrice.
Finiture d’autore: quando l’architetto disegna la posa al millimetro
Passando all’estetica, i materiali scelti stanno già scaldando gli ambienti. A terra corre un elegantissimo parquet in rovere posato a spina di pesce. Nei bagni, invece, è andata in scena una vera masterclass di design.
Nel bagno principale troviamo le piastrelle Pico di Mutina, caratterizzate da un bellissimo gioco tattile di puntini in rilievo e incavati (up & down) che dialogano alla perfezione con le ceramiche di Decoratori Bassanesi. Il bagno in camera ha invece un’anima più “notturna” e sofisticata, con rivestimenti scuri e opachi che simulano quasi la trama di un tessuto, come se fosse una camicia su misura.
Ma è proprio qui che si vede la mano dell’architetto. Il piastrellista è rimasto sbalordito dalla precisione degli schemi di posa. Avendo lastre da 60×120 cm e un lavabo da 100 cm, Davide ha imposto una regola controintuitiva: non partire con la piastrella intera, ma tagliare la prima a 50 cm. Il motivo? Allineare perfettamente la mezzeria della fuga con il centro del rubinetto, garantendo non solo una simmetria visiva assoluta, ma anche una maggiore resistenza meccanica (evitando di dover forare la piastrella proprio sul bordo). E indovinate da dove esce questo disegno chirurgico? Esatto, dal modello 3D.
Vectorworks: molto più di un BIM, il cervello digitale del progetto
Tornati nello studio di Davide, ci siamo immersi nel software che rende possibile questo livello di controllo: Vectorworks. Se nel primo episodio abbiamo visto come importare la nuvola di punti (rilevata con Polycam) per creare lo stato di fatto, ora scopriamo come questo programma sia l’alfa e l’omega della progettazione.
Vectorworks non è solo un CAD o un BIM, ma un ambiente che fonde la modellazione libera, il design creativo e il disegno tecnico esecutivo. Ecco le sue killer features:
- Render e Studio del Sole: Oltre al motore di rendering interno (che restituisce viste architettoniche quasi “schizzate” a mano, bellissime per i concept iniziali), Davide utilizza il plugin Enscape per render fotorealistici in tempo reale. Ma la vera magia è la geolocalizzazione: impostando le coordinate esatte (es. Milano) e il periodo dell’anno, il software simula perfettamente l’ingresso della luce solare, permettendo di studiare ombre e necessità di schermature.
- Sincronizzazione 3D/2D: Ogni oggetto è parametrico. Se Davide modella in 3D un braccio snodabile per la TV, Vectorworks genera automaticamente la vista bidimensionale tecnica (da dare al fabbro). Se sposti o modifichi il pezzo nel 3D, la tavola 2D si aggiorna all’istante, ma lascia comunque all’architetto la libertà di sganciare le due viste per creare disegni puramente tecnici se necessario.
- La Macchina del Tempo (Gialli e Rossi): Dimenticate i layer confusi. Qui ogni muro, porta o finestra ha una “data di nascita” e una “data di demolizione”. Grazie a questa gestione temporale nativa, il software estrapola automaticamente le tavole dei gialli (demolizioni) e dei rossi (costruzioni). Permette inoltre di tracciare la storia del cantiere, passando fluidamente dallo stato di progetto al famoso As-Built (lo stato finale realizzato, con le inevitabili variazioni in corso d’opera).
- Computi e Tabelle integrate: Dimenticate i file Excel separati. Vectorworks ha un foglio di calcolo integrato che pesca i dati direttamente dalle geometrie. Volete i rapporti aeroilluminanti? Il software divide da solo l’area delle finestre per i metri quadri della stanza e vi dice se siete a norma. E per gli impianti? La tabella conta i frutti elettrici in tempo reale. Curiosità: in una prima stesura c’erano 150 prese! Facendo una spending review e ragionando in ottica “Smart Home” (dove l’automazione riduce la necessità di interruttori fisici a favore di tablet e scenari), il numero è stato drasticamente ridotto. Cancellando i simboli dalla pianta, il computo si è aggiornato all’istante.
Infine, grazie allo strumento “Pubblica”, l’architetto esporta con un clic i set di tavole per tutti gli attori coinvolti: i PDF per i clienti o il Comune, e i DWG (che Vectorworks legge e scrive benissimo) per gli artigiani legati al mondo AutoCAD, seppur con il rammarico di perdere, in quel formato, tutta la ricchezza informativa del BIM.
La casa di Fadi sta diventando un gioiello di tecnologia e design razionale. Ora non ci resta che aspettare che la polvere si posi. Ci vediamo alla terza e ultima puntata, a casa finita, per vedere e toccare con mano tutti questi impianti finalmente in funzione!