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ESOSCHELETRO ho provato MATE di COMAU

Perchè nel video esordisco con un “dimenticatevi Robocop ed IronMan”? Semplicemente perchè MATE non viene dal futuro, dai film di fantascienza ma è un prodotto reale, pronto per essere venduto, indirizzato sopratutto alle aziende che vogliono alleggerire l’affaticamento dei propri operatori.

E provandolo mi sono reso conto di come, a volte, un’idea semplice, come quella di sfruttare la forza di gravità che naturalmente “tira” le nostre braccia verso il basso, se ben ingegnerizzata può davvero rivelarsi molto utile!

E MATE  (in inglese l’amico, il compagno) funziona proprio su questo principio! Nel meccanismo posto sulle spalle ci sono una serie di molle pretensionate che accumulano energia quando si abbassa il braccio e la rilasciano aiutando il movimento di salita. Oppure sgravano la spalla della fatica di rimanere in una posizione di braccio alzato. Il tutto in maniera passiva, senza il bisogno di motori elettrici, batterie, elettronica che graverebbero in maniera significativa sul peso dell’esoscheletro che, così ingegnerizzato, pesa solo 3kg!

Ho sollevato la mia valigia con molta meno fatica, ho retto la telecamera per fare il video senza sforzo e ho anche fatto una lunga chiamata al cellulare senza intorpidimento del braccio. Ovvio che gli scopi per i quali MATE è pensato sono altri, ma la mia è stata una dimostrazione pratica che il sistema, che scarica poi parte dello sforzo sul bacino, funzioni!

Penso ad operatori che devono compiere operazioni cicliche con braccia alzate, sforzi con le braccia, posizioni innaturali. Ecco MATE li aiuterebbe. E appoggio la scelta di farlo passivo. Pensate alle problematiche di ricarica, manutenzione, costi di un esoscheletro attivo.

Forse arriveremo anche a quello ma MATE è un primo passo concreto verso lo sgravio di fatica a vantaggio di tutti gli operatori che oggi arrivano a sera affaticati da lavorazioni gravose per le braccia. E poi è un progetto 100% made in Italy che ha coinvolto giovani ricercatori che, costruiti prototipi man mano più efficienti, andavano in fabbrica, li facevano testare agli operai raccogliendo i feedback per uno step evolutivo ulteriore. Insomma, un lavoro di squadra che ha portato a un risultato che…..comprerei subito per riuscire a fare interviste con la mia camera senza che l’inquadratura inesorabilmente virasse verso il basso!!!

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