Spesso, quando si progetta l’acquisto di un sistema di archiviazione di rete, l’istinto iniziale è quello di puntare al risparmio immediato scegliendo una macchina piccola. Non fatevi spaventare dalle dimensioni di un dispositivo a otto baie: alla lunga, questa scelta potrebbe costarvi meno rispetto a un modello da due o quattro slot. Un NAS, dopotutto, viene venduto come una scatola vuota che spetta a noi riempire nel modo più adatto alle nostre esigenze, decidendo se affidarci ai classici dischi meccanici, ai più veloci SSD, o se sfruttare le espansioni M.2.
Per capire esattamente come muoversi in questo settore, ho messo alla prova l’incredibile Ugreen 8800 Ultra, un vero colosso dello storage, affiancato dal fratello minore 4800 GT a quattro baie e dal mio fidato DH2300 a due baie, che utilizzo con grande affidabilità ormai da oltre un anno come cassaforte per tutte le mie fotografie.
La flessibilità degli slot e il divario prestazionale tra HDD e SSD
Il vero vantaggio di avere a disposizione numerosi slot, come nel caso dell’8800 Ultra, risiede nella versatilità. Avere otto baie permette di riciclare vecchi hard disk meccanici di piccolo taglio che magari si hanno già in casa. Nel mio caso, avevo a disposizione svariati dischi da 2 TB: presi singolarmente non sono sufficienti per gestire i miei file video, ma inseriti nel NAS creano un unico grande volume di archiviazione. Su sei slot occupati, la capacità si somma, sacrificando un solo disco per la ridondanza dati garantita dal sistema RAID. Se un disco dovesse guastarsi, è possibile estrarlo a caldo e sostituirlo senza perdere alcun dato. In questo modo si ottiene uno spazio enorme a costo zero, un lusso che su un due baie è fisicamente impossibile.
C’è poi l’eterno dibattito tra dischi meccanici e unità a stato solido. I classici HDD hanno una tecnologia superata: parti in movimento, testine che si spostano, motori che girano. Fanno rumore, consumano corrente e sono intrinsecamente più delicati. Il loro grande vantaggio rimane il costo per terabyte estremamente basso. Un HDD da 4 TB si aggira tra i 180 e i 200 euro, mentre un SSD di pari capacità sfiora i 400 euro. Salendo a 8 TB, il divario diventa una voragine: 400-500 euro per il meccanico contro i circa 1500 euro per un SSD.
Tuttavia, in termini di velocità, la differenza è abissale. Trasferendo dati su dischi meccanici, la rete viaggia a circa 300 MB/s, per poi calare anche a 100 MB/s. Ripetendo la stessa operazione verso una cartella situata su un SSD, la velocità schizza a 880 MB/s, con picchi di 900 MB/s. All’atto pratico, questo significa spostare 500 GB di file in appena 5 minuti, contro i 18-20 minuti necessari su un disco tradizionale. Oltre alle prestazioni triplicate, gli SSD per uso NAS offrono silenziosità assoluta, consumi ridotti e un’affidabilità ormai paragonabile, se non superiore, a quella dei meccanici.
Installazione senza attrezzi e l’importanza delle memorie M.2
L’idea di dover montare e configurare i dischi potrebbe spaventare i meno esperti, ma si tratta di una preoccupazione infondata. L’installazione sui NAS Ugreen è totalmente priva di attrezzi per i dischi da 3.5 pollici: le slitte in plastica si allargano tramite delle pratiche clip, si incastra il disco rigido e il gioco è fatto. Se si opta per un SSD da 2.5 pollici, basta appoggiarlo sulla slitta e fissarlo con le viti incluse nella confezione.
Il sistema prevede inoltre slot di espansione dedicati alle memorie RAM e ai velocissimi SSD M.2 NVMe, posizionati nella parte inferiore del dispositivo. Ugreen fornisce tutto il necessario, compresa la pasta termica e persino il cacciavite. Ma a cosa servono esattamente queste unità M.2? Possono essere configurate in due modi: come memoria cache o come volume di archiviazione diretto.
Nel primo caso, la cache si interpone tra l’utente e i lenti dischi meccanici. I file più piccoli e utilizzati di frequente vengono memorizzati temporaneamente sull’M.2, abbattendo i tempi di ricerca e rendendo il sistema scattante. Sul mio 8800 Ultra ho installato due unità M.2: una da 256 GB dedicata proprio alla cache, e una più capiente da 1 TB su cui ho installato tutte le applicazioni di sistema, così da garantirne la massima fluidità operativa.
L’ecosistema software: intelligenza artificiale, domotica e videosorveglianza
Un NAS non è un semplice hard disk collegato in rete, ma un vero e proprio server personale che sostituisce i servizi cloud a pagamento, permettendo di accedere ai propri dati da qualsiasi parte del mondo e di condividerli facilmente. L’ecosistema di applicazioni Ugreen è cresciuto tantissimo e copre ogni esigenza.
L’applicazione dedicata alle fotografie sfrutta l’intelligenza artificiale in locale per individuare duplicati, catalogare gli scatti in base alla posizione geografica e, soprattutto, riconoscere i volti. Basta selezionare la propria persona per ritrovare in un istante tutte le foto e i video in cui si è presenti. Sui modelli più avanzati come l’8800 e il 4800, l’hardware permette di spingersi ben oltre, supportando Docker e macchine virtuali per far girare altri sistemi operativi o eseguire LLM (modelli linguistici di grandi dimensioni) direttamente sulla macchina, patto di avere installato molta RAM. Personalmente ho sfruttato questa potenza per installare Home Assistant, gestendo le luci del mio studio direttamente dall’interfaccia del NAS.
Una delle novità più potenti introdotte recentemente, che storicamente apprezzavo sui Synology ma che qui fa un ulteriore salto di qualità, è l’applicazione per la videosorveglianza. Oltre a centralizzare tutte le telecamere e le registrazioni, il sistema Ugreen permette di configurare dei modelli di intelligenza artificiale per l’analisi dei filmati. Le telecamere sono in grado di rilevare persone specifiche e inviare notifiche mirate. Ad esempio, il sistema segnala “Andrea rilevato”, azzerando i falsi allarmi, una funzione analitica che al momento manca sui software di marchi concorrenti.
Rete a 10 Gigabit e scelte ingegneristiche particolari
Le prestazioni di archiviazione devono essere supportate da una rete adeguata. L’8800 Ultra dispone di due porte di rete a 10 Gigabit, pronte per gli standard di connettività del futuro. Anche se in casa avete una più tradizionale rete a 1 Gigabit, investire in dischi SSD o memorie cache ha comunque senso, specialmente se ci sono più utenti collegati simultaneamente che richiedono file diversi, abbattendo drasticamente i tempi di accesso.
Sul fronte della connettività fisica non manca nulla: abbiamo un lettore per schede SD, uscite HDMI per collegare un monitor esterno, porte USB standard, una USB Type-C a 10 Gbps e persino due porte Thunderbolt da 40 Gbps.
Dal punto di vista costruttivo, Ugreen ha implementato una soluzione termica molto particolare. Il frontale è protetto da una griglia magnetica antipolvere facilmente rimovibile per la pulizia. A differenza di quasi tutti i NAS in commercio, il flusso d’aria è invertito: le ventole posteriori aspirano l’aria fredda spingendola verso l’esterno dalla parte anteriore, una scelta insolita che all’atto pratico migliora nettamente il raffreddamento dei dischi.
Prezzi, consumi ed esigenze reali
Valutare quale modello acquistare significa analizzare le proprie necessità di crescita e i costi complessivi. L’Ugreen DH2300 si trova a circa 183 euro ed è perfetto per le esigenze di base. Il suo sistema operativo è identico a quello dei modelli superiori ma semplificato: mancano l’apprendimento AI personalizzato, Docker e la possibilità di creare macchine virtuali. Se il vostro scopo è solo archiviare foto e documenti condivisi, è la scelta più logica.
Salendo di livello, il 4800 GT a quattro baie costa intorno ai 500-530 euro, mantenendo le connessioni a 10 Gigabit e la medesima struttura di espansione M.2 del top di gamma. Il modello a otto baie (si parla di circa 1000 euro per le versioni superiori a seconda del processore montato) rappresenta l’investimento definitivo. Se avete un piccolo ufficio in espansione o semplicemente volete una macchina completamente “future proof”, la differenza di prezzo rispetto al quattro baie viene ammortizzata dalla possibilità di inserire progressivamente dischi più economici nel corso degli anni.
I consumi elettrici riflettono le specifiche fisiche della configurazione. La componentistica di base del NAS (CPU e ventole) assorbe più o meno la stessa energia su tutti i modelli. A fare la differenza sono i supporti di memoria: otto dischi meccanici consumeranno inevitabilmente più di due, ed è bene calcolare qualche watt extra per ogni HDD in rotazione rispetto ai ben più parchi SSD. Date le prestazioni formidabili dell’8800 Ultra, ho deciso di inserirlo stabilmente in produzione come mio server principale, testandone a fondo la tenuta e l’affidabilità nei carichi di lavoro dei prossimi tre anni.