Recensione iPad Mini OLED 2026

Probabilmente lo sapete già, ho sempre avuto un debole per l’iPad mini. Non è semplicemente un tablet, è l’essenza stessa della portabilità e di una versatilità estrema. Lo infili nella borsa, nello zaino, persino nelle tasche di un giaccone un po’ capiente, ed è costantemente con te. Ma la sua vera magia arriva la sera, a letto o sdraiati sul divano: non pesa, non affatica le mani e, soprattutto, non ti cade rovinosamente in faccia. È il compagno perfetto per leggere tranquillamente un libro o godersi una serie TV. Apple è riuscita a migliorare in quello che sembrava già al top, spessore, portabilità, l’ha fatto diventare impermeabile e ha aggiunto un bellissimo display OLED, capace pure di suonare al posto delle casse! E allora dove sta il “ma”?

Dimensioni e peso: una piuma da maneggiare

Quest’anno l’aggiornamento va a colpire proprio laddove sembrava difficilissimo migliorare, ovvero negli ingombri.Parliamo di 195,3 x 132,6 millimetri per uno spessore di soli 5,4 mm e un peso piuma di 255 grammi. Tenerlo tra le mani restituisce un senso di versatilità assoluta, guardate come lo maneggio: praticamente pesa come un ipotetico iPhone Duo. È quel device che ti fa venire voglia di usarlo in casa senza la distrazione continua dei social sul telefono.

Il nuovo display OLED e la scelta del vetro opaco

Finalmente fa la sua comparsa un bellissimo schermo OLED, capace di regalare neri profondi e contrasti eccellenti, con una luminosità di picco che si spinge a ben 1200 nits. E c’è di più: abbiamo anche la possibilità di avere il display opaco nanotexture come il mio. C’è un piccolo dettaglio di design che non mi fa impazzire, comune a tutti gli iPad: la cornice rimane lucida. Questo crea uno stacco netto tra il nero assoluto dei bordi e il nero dello schermo opaco, che diffondendo la luce risulta leggermente meno profondo.

Io sono un grande fan di questa finitura, specialmente per il feeling cartaceo pazzesco che restituisce nella lettura o con la penna. Tuttavia, il nanotexture è un optional che costa 130 euro in più e si può applicare solo dai modelli da 256 GB in su. Se usate il tablet in cantiere, per prendere appunti all’aperto o per creare in mobilità, il vetro opaco è la scelta definitiva tutta la vita. Ma per il classico “uso da divano” – per gestire la domotica, scorrere le notizie o guardare film la sera – i riflessi domestici sono minimi. Forse vi conviene risparmiare quei 130 euro, che impattano parecchio sul prezzo,godendovi comunque un OLED di altissimo livello.

Lo schermo a 60 Hz: la grande occasione sprecata

Ed eccoci al punto dolente, preparatevi ad arrabbiarvi con me. Nonostante il pannello spettacolare, Apple ha lasciato il refresh rate ancorato a 60 Hz. Forse in video a 60 fps non lo notate, ma chi come me è particolarmente sensibile alla fluidità se ne accorge subito. Quando faccio scrolling, mi sposto tra i menù, apro un’applicazione e la metto in background, noto una netta mancanza di fluidità. Mi chiedo: hai fatto 30, lo hai reso più piccolo, è figherrimo e ci hai messo tutto… perché perderti su questo? Ci vuole tanta pazienza. Intendiamoci, continuo ad amarlo alla follia perché mi piace davvero tanto, ma questo è un boccone amaro.

Processore A20, autonomia e audio dal display

Sotto la scocca batte il nuovissimo processore A20, capace di far girare qualsiasi cosa senza battere ciglio. Ci ho montato video, l’ho stressato parecchio e non ha mai esitato. Sto testando la versione da 512 GB, che ha un core in più rispetto alle varianti da 128 e 256 GB, ma vi assicuro che nell’uso quotidiano questa differenza non si sente minimamente.

Passando al comparto sonoro, abbiamo la particolarità della superficie acustica del display: il suono non esce dalle classiche casse, ma è lo schermo stesso a emetterlo, come accade in alcune TV. Non è fortissimo e non ha bassi pazzeschi,ma si sente bene e ha una buona qualità, con la peculiarità di far vibrare leggermente il retro del dispositivo quando entrano in gioco le frequenze più basse. Non raggiunge la pressione sonora dei fratelli maggiori, ma fa il suo dovere.

Sul fronte dell’autonomia troviamo una batteria da 4900 mAh. Con il mio ritmo serale casalingo riesco a coprire circa tre serate. Portandolo fuori per una giornata di utilizzo molto stressante, sono arrivato a sera un po’ tirato. Una batteria non grandissima, ma era un sacrificio inevitabile sull’altare di un peso e uno spessore così ridotti. Per fortuna supporta la ricarica rapida (50% in mezz’ora) ed è dotato di certificazione IP67 per l’impermeabilità.

Software iPadOS e l’ecosistema degli accessori

L’esperienza utente è garantita dal solito e solido iPadOS. Personalmente apprezzo la gestione del multitasking: potete tenere le varie finestre volanti sulla home, ridimensionarle a piacimento, oppure affidarvi allo Stage Manager (attivabile dalle impostazioni classiche) per gestire le app incolonnate sulla sinistra.

La compatibilità con la Apple Pencil è totale, sia con il modello standard che con la versione Pro. Quest’ultima è eccezionale: basta stringerla per far apparire il pannello degli strumenti. Il feedback è ottimo, c’è zero lag assoluto e la precisione del tratto segue la mano in modo impeccabile. Certo, su uno schermo da 8,5 pollici non si possono scrivere papiri – per chi scrive tanto i modelli più grandi hanno molto più senso – ma per prendere appunti è fantastico. L’attrito della punta sul vetro nanotexture dà un senso di vera carta che le superfici lucide non riescono a eguagliare.

Un plauso anche alla custodia magnetica. Oltre ad accendere e spegnere il tablet proteggendolo egregiamente, è bellissima da “tocchicciare” per via della sua texture. Grazie ai magneti posteriori, permette di inclinare il tablet in diverse posizioni per la visione orizzontale in modo rapido e solido.

Il prezzo della versatilità e a chi si rivolge

Faccio un plauso ad Apple per non averlo aggiornato compulsivamente ogni anno, attendendo di avere un pacchetto sensato: OLED, nanotexture e un processore molto più potente. Tuttavia, il prezzo è diventato veramente importante.

La versione base da 128 GB solo Wi-Fi parte da 759 euro (se non ricordo male, il prezzo d’attacco precedente era di 609 euro). Se volete il vetro nanotexture dovete aggiungere 130 euro e passare obbligatoriamente al taglio da 256 GB arrivando quindi a 1.019€ per la versione solo WiFi o 1.189 per la cellular.. Se poi questo diventa il secondo device della famiglia, ci guardate serie TV o montate video, i 256 GB diventano stretti e bisogna guardare al 512 GB. Aggiungendo anche la connettività cellular, si può sfondare agevolmente il tetto dei 1400 euro, e questo senza contare la penna e la cover.

Diventa quindi un acquisto che va ragionato attentamente. Dovrete essere disposti a sborsare parecchi soldi e a digerire il limite dei 60 Hz che a me dà veramente fastidio. Nonostante questo grande “ma”, è un dispositivo che può darvi enormi soddisfazioni: io lo amo proprio per la sua maneggevolezza e per la sua unicità, è semplicemente bello, bello, bello.