Ci risiamo, l’atmosfera dell’Apple Park non delude mai e calcare nuovamente il suolo di Cupertino regala sempre emozioni forti. L’edificio principale è circondato da un giardino centrale che al tramonto offre un fascino pazzesco, ma il vero cuore pulsante di oggi è lo Steve Jobs Theater. Questa incredibile struttura senza pilastri, con il piano superiore temporaneamente trasformato in caffetteria, è il preludio alla vera presentazione che si svolge ai piani inferiori.
Scendere verso la sala è già di per sé un’esperienza tecnologica. L’ascensore dello Steve Jobs Theater è un gioiello ingegneristico: dotato di un sistema oleodinamico con un pistone inferiore, scorre su guide posizionate lungo un tubo elicoidale. Mentre scende, l’ascensore ruota su se stesso, predisponendosi per far sbarcare i passeggeri sul lato diametralmente opposto rispetto a quello di imbarco, il tutto incorniciato da maestose porte curve in vetro.
Un anno stressante con iPhone 17 Pro e la rinascita grazie a iOS 27
Il compagno di questa avventura è il mio iPhone 17 Pro (arancione), che mi accompagna ormai da un anno. La giornata è iniziata presto: staccato dalla corrente alle 8:00, alle 8:58 si trovava già al 93% di batteria. Nonostante i 131 cicli di ricarica e una capacità residua che segna ancora il 100%, con la precedente versione software l’autonomia iniziava a vacillare.
Fortunatamente, sto testando a fondo la beta di iOS 27. Prima dell’aggiornamento il telefono aveva iniziato a mostrare lag pazzeschi e impuntamenti anche su applicazioni basilari, come la mia app Offerte.Club. Con iOS 27 il sistema è tornato a essere fluido, reattivo e molto più veloce. Scalda decisamente meno e la gestione energetica è migliorata in modo palpabile. Rimane purtroppo qualche fastidio storico, come il mancato caricamento in background delle storie di Instagram, che costringe ancora a sbloccare e riaprire manualmente l’applicazione, ma nel complesso l’ottimizzazione fotografica e di sistema è eccellente.
Tra le novità software spiccano gli strumenti fotografici: la possibilità di reinquadrare, estendere e ripulire le foto è migliorata tantissimo. Modificare la prospettiva o allargare il campo visivo per far sembrare il soggetto più lontano funziona in modo impeccabile su qualsiasi scatto.
La corsa all’hands-on e il successo esplosivo di iPhone Duo
Apple è rimasta l’unica azienda a tenere i prodotti realmente nascosti fino al giorno del lancio ufficiale. Questo genera una vera e propria corsa fisica non appena si aprono gli enormi portali post-presentazione. Arrivare per primi all’area hands-on non è solo una questione di entusiasmo, ma è fondamentale per pubblicare i contenuti in tempo reale. Pur non essendo arrivato letteralmente primo quest’anno, mi sono piazzato benissimo.
Il vero protagonista è stato il nuovo iPhone Duo. Mi sono accampato per terra a montare il video con il Mac, in mezzo a un traffico pazzesco di colleghi, e i risultati sono stati incredibili: 52.000 visualizzazioni nei primi 48 minuti. Dal vivo, il Duo vanta uno schermo opaco che fa un’enorme differenza nei video rispetto al display lucido del 17 Pro, garantendo una leggibilità perfetta anche sotto la luce diretta del sole. Alle 12:22, dopo aver postato in diretta storie e reel in condizioni di forte stress, il 17 Pro era al 68% con un discreto surriscaldamento sulla scocca posteriore.
Apple Watch, AirPods 5 e l’attenzione maniacale ai dettagli
Dopo il keynote, ci siamo spostati nell’area briefing. Anche qui i dettagli fanno la differenza: biscotti squisiti, gelati e persino postazioni di lavoro fornite di cavo di rete con adattatore USB-C, una manna dal cielo per i creator. L’incontro dedicato ad Apple Watch ha chiarito la nuova filosofia hardware: il sensore posteriore è stato rivoluzionato con ben 32 aree di misurazione per migliorare drasticamente la precisione dell’elettrocardiogramma e della frequenza cardiaca.
La vera chicca software, purtroppo preclusa a noi europei, è la funzione Audio Intelligence. Grazie a un ascolto continuo, permette di riavvolgere il tempo di 15 secondi per recuperare una conversazione appena sfuggita o identificare un brano musicale in sottofondo.
In serata, Apple ha organizzato per la prima volta una cena direttamente all’interno dell’Apple Park. Con un tempismo di marketing geniale, ci hanno consegnato le nuove AirPods 5 in consegna espressa proprio durante la festa. L’obiettivo? Farci testare la cancellazione attiva del rumore a 50 centimetri da casse che suonavano a volumi altissimi. Il risultato è che abbattono i rumori di brutto, offrendo un isolamento acustico impressionante.
Mac Studio, Mac mini e il futuro di Apple Intelligence
La nottata è stata segnata dal jet lag. Sveglio dalle 3:36 del mattino, alle 5:06 ho approfittato per aggiornare la build di iOS 27. Il giorno successivo si è aperto con sessioni di prodotto fondamentali. Ho avuto modo di approfondire le novità sui nuovi Mac Studio e Mac mini. Gli ultimi Mac mini e Mac Studio li avevo trovati pazzeschi già nelle generazioni passate, ma l’introduzione di una potenza di calcolo così spinta per l’intelligenza artificiale in locale apre scenari incredibili. Insieme a Francesco, il mio IT manager appassionato di modelli AI in locale, non vediamo l’ora di spremerli a fondo per capire fin dove possono spingersi.
Un’altra novità software interessante è la gestione delle notifiche: finalmente si può rispondere anche dai dispositivi wearable non Apple. Sul fronte intelligenza artificiale, in Europa non avremo il pulsante dedicato a Siri AI, ma il fatto che l’assistente sia diventato un’applicazione indipendente lascia ben sperare per un adeguamento futuro alle direttive europee sul cross-platform, aprendo magari scenari fantasiosi ma intriganti per il mondo Android.
Tiriamo le somme: da iPhone 17 Pro a iPhone 18 Pro
Il viaggio a Cupertino mi ha permesso di toccare con mano l’intera lineup: iPhone 18 Pro, 18 Pro Max e tutte le nuove cover. Avendo avuto un anno intero per valutare il 17 Pro, le conclusioni si fanno chiare. A livello di prestazioni, come già evidenziato nella mia precedente recensione, il salto dal 16 Pro al 17 Pro non era stato così sostanziale. Il titanio è resistente, ma usandolo senza cover nei colori più scuri tende a rovinarsi e sbiancarsi pesantemente sui contorni.
Il 17 Pro oggi mi sembra un esperimento ingegneristico di transizione che trova la sua maturità nel nuovo iPhone 18 Pro. Quest’ultimo non sembra cambiare esteticamente, ma rivoluziona l’interno. La dissipazione del calore non è più affidata a una singola striscia, ma a una nuova camera di vapore che copre l’intero posteriore. La batteria promette miracoli: ci hanno anticipato che il 18 Pro dovrebbe durare quanto il 17 Pro Max, garantendo un buon 30% di autonomia in più.
Il cuore del sistema è il nuovissimo processore A20 Pro a 2 nanometri, mentre la fotocamera principale guadagna l’apertura variabile, confermandosi lo strumento definitivo per i creator. Il mio 17 Pro mi ha comunque soddisfatto in questa maratona californiana chiudendo la giornata al 50% grazie alla forte copertura Wi-Fi dell’Apple Park, ma il passaggio alla serie 18 ha assolutamente senso. Adesso mi aspetta l’aeroporto, ma il viaggio non finisce qui. Vi racconterò tutto nel prossimo video.

