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Xiaomi Smart Band 11: svelata la lineup con quattro varianti, tra cui un inedito modello in metallo | Leak

Le indiscrezioni sul prossimo fitness tracker di punta dell’azienda asiatica cominciano a prendere forma in maniera concreta. Nelle ultime ore, grazie a una serie di informazioni trapelate direttamente dalla Xiaomi Health Research App, è stato possibile delineare in anteprima il design e, soprattutto, la strategia commerciale che accompagnerà l’attesissima Xiaomi Smart Band 11. I nuovi dettagli rivelano che il produttore ha intenzione di ampliare in modo significativo l’offerta, puntando non solo sulle funzionalità ma anche su un’estetica nettamente più ricercata per attrarre una fetta di pubblico più ampia.

Quattro configurazioni differenti per adattarsi a ogni esigenza

Stando a quanto emerso dal codice dell’applicazione ufficiale, la futura gamma non si limiterà a un singolo dispositivo, ma sarà composta da ben quattro modelli distinti. Oltre alla classica versione standard, dedicata a chi cerca un wearable essenziale ed economico, e alla consueta variante con NFC per i pagamenti digitali, Xiaomi ha deciso di spingere l’acceleratore sui materiali premium.

La vera novità di questa generazione è infatti l’introduzione di una declinazione completamente in metallo, pensata per chi desidera indossare un dispositivo dal look elegante, più vicino a quello di un orologio tradizionale che a una semplice fascia per lo sport. A questa si affiancherà un modello in ceramica, materiale che fa il suo ritorno dopo l’esperimento dello scorso anno. Tuttavia, a differenza della precedente generazione dove la ceramica era stata relegata a una speciale “collector’s edition” per celebrare il decimo anniversario, questa volta entrerà a far parte a tutti gli effetti della linea principale. I consumatori potranno quindi scegliere liberamente se optare per la leggerezza e la semplicità dei modelli base o per la raffinatezza delle edizioni in metallo o ceramica.

Capacità della batteria invariata e certificazioni

Per quanto riguarda i dettagli tecnici e l’autonomia, i primi indizi provengono dal Ministero dell’Industria e dell’Information Technology (MIIT) cinese. Lo scorso giugno, due dispositivi Bluetooth etichettati con le sigle M2616B1 e M2617B1 hanno ottenuto le certificazioni radio necessarie per la commercializzazione. Si ritiene che questi codici identifichino rispettivamente le versioni standard e NFC della nuova Band.

I documenti relativi all’approvazione svelano un dettaglio interessante: entrambi i dispositivi sono equipaggiati con una batteria da 233 mAh. Questo dato conferma che la capienza dell’accumulatore rimarrà identica a quella vista sulla generazione precedente. Di conseguenza, eventuali miglioramenti nella durata della batteria tra una ricarica e l’altra non deriveranno da un hardware più capiente, ma dovranno necessariamente passare attraverso una maggiore efficienza energetica dei componenti interni e, soprattutto, da un’ottimizzazione mirata del software di sistema.

Il confronto con il passato: da dove si riparte

Per farsi un’idea di quali potrebbero essere le specifiche tecniche della futura smartband, è utile guardare alle basi poste lo scorso anno. La precedente Xiaomi Smart Band 10, lanciata sul mercato a giugno, aveva alzato notevolmente l’asticella grazie a un ampio display AMOLED da 1,72 pollici.

Tra le caratteristiche di spicco figuravano una luminosità di picco capace di raggiungere i 1.500 nit (ottima per la visibilità sotto la luce diretta del sole), una frequenza di aggiornamento a 60 Hz per animazioni fluide e una particolare tecnologia di protezione dai tocchi involontari quando lo schermo o le mani sono bagnate. È altamente probabile che la nuova Band 11 erediti in blocco queste eccellenti caratteristiche del display, puntando magari a migliorare la sensoristica dedicata al monitoraggio della salute e del fitness.

Prezzi e arrivo previsto sul mercato italiano

Al momento, l’azienda non ha ancora diffuso comunicazioni ufficiali in merito alla data di presentazione e al listino prezzi della nuova famiglia di indossabili. Per avere un termine di paragone, l’edizione speciale in ceramica della decima generazione venne proposta in Cina a 269 yuan.

Traducendo queste cifre per il mercato italiano, parliamo di circa 35 euro al cambio attuale. Naturalmente, è bene ricordare che nel nostro Paese i prezzi dei dispositivi tecnologici subiscono quasi sempre dei leggeri rincari legati alla tassazione, all’IVA e ai costi di logistica. È lecito aspettarsi che i modelli base possano posizionarsi nella classica fascia tra i 40 e i 50 euro in Italia, mentre le varianti premium in metallo e ceramica andranno inevitabilmente a occupare un segmento di prezzo leggermente superiore, giustificato dai materiali più nobili utilizzati per la cassa. Ulteriori conferme su sensori, funzionalità software e disponibilità in Europa emergeranno sicuramente nel corso delle prossime settimane, man mano che la finestra di lancio si avvicinerà.