HONOR al MWC 2026: dai robot umanoidi al Magic V6, passando per tablet, PC e il Robot Phone! SPECIFICHE e PREZZI

Qui a Barcellona, alla vigilia dell’apertura ufficiale del Mobile World Congress 2026, l’aria che si respira all’evento esclusivo di lancio di Honor è carica di aspettative e, ve lo dico subito, mi ha letteralmente gasato. Niente presentazioni noiose o concept astratti: quest’anno l’azienda ha deciso di fare sul serio con l’intelligenza artificiale, trasformandola in qualcosa che si muove fisicamente davanti ai miei occhi durante questo keynote pre-fiera. Le vere star che sto osservando dal vivo in questo momento sono due progetti che trasformano l’AI da software invisibile a entità reale. Da una parte c’è il loro primo robot umanoide proprietario, un progetto sorprendente che ha appena fatto una capriola e una piroetta, ballando in modo impeccabile per dimostrarci i suoi incredibili gradi di libertà. Dall’altra, ho letteralmente tra le mani l’incredibile Honor Robot Phone.

Ma non si vive di soli prototipi futuristici, e qui all’evento ho avuto modo di toccare con mano anche i dispositivi pronti a invadere gli scaffali, con un pragmatismo che farà felici molti utenti. Il pezzo forte per il mercato consumer è senza dubbio il nuovo Honor Magic V6: un pieghevole che dal vivo impressiona per quanto riesca a combinare un profilo ultrasottile con una nuova generazione di batterie ad alta densità. A completare questo ecosistema ci sono i nuovi strumenti che ho appena finito di sbirciare e testare: il tablet Honor MagicPad 4 e il potente laptop Honor MagicBook Pro 14, macchine progettate per abbattere definitivamente i muri tra ecosistemi diversi.

Il concept Honor Robot Phone e la robotica applicata agli smartphone

Dimenticate il design tradizionale: l’Honor Robot Phone integra un modulo fotografico motorizzato su un gimbal 4DoFultracompatto che, grazie a dei micromotori che sono tra i più piccoli mai realizzati, fuoriesce e si muove meccanicamente. Durante la demo live in prima fila, il modulo si è alzato in un attimo, ha riconosciuto il palmo della ragazza davanti a me e ha iniziato a fare il tracking del suo volto in mezzo alla folla. Se la persona si sposta, il gimbal la segue fisicamente.

L’idea è quella di avere praticamente una DJI Osmo Pocket integrata direttamente nello smartphone, ideale per fare video incredibilmente stabilizzati (a tre assi) grazie anche a un sensore principale da 200 Megapixel. E a proposito di video, c’è una collaborazione ufficiale con Arri, un brand leggendario nel mondo della cinematografia, per portare la loro scienza dell’immagine direttamente su questo dispositivo.

Ma il Robot Phone non è solo hardware passivo, è un dispositivo “collaborativo”. La telecamera capisce cosa sta inquadrando e reagisce: gli abbiamo chiesto di mettere della musica e ha iniziato a muoversi a ritmo. Immaginate le potenzialità quotidiane: lo appoggiate sul tavolo a caricare, la cam posta sul retro si alza a 180 gradi e potete usarlo per controllare se in casa è tutto a posto o cosa sta combinando il vostro animale domestico. È un prototipo, certo, ma arriverà nella seconda metà del 2026.

La scienza dell’immagine cinematografica sbarca su mobile grazie ad Arri

Le ambizioni fotografiche dell’Honor Robot Phone sono supportate da una inedita partnership tecnica strategica con Arri, storico marchio vincitore di numerosi riconoscimenti dell’Academy per le sue tecnologie di ripresa cinematografica.

Questa collaborazione non si limita all’applicazione di filtri cromatici, ma punta a integrare la scienza dell’immagine di Arri direttamente nell’hardware e nel software dello smartphone. La sfida tecnica, come spiegato dai portavoce, consiste nel tradurre i principi della cinematografia professionale – che si basano su sensori di grandi dimensioni e ottiche complesse – all’interno dei sensori miniaturizzati e dei System-on-a-Chip (SoC) del mondo mobile. L’obiettivo finale, che debutterà commercialmente proprio sull’Honor Robot Phone entro la fine dell’anno, è garantire una resa dei colori estremamente naturale, transizioni più morbide nella gestione delle alte luci e una profondità d’immagine autentica, agevolando i professionisti che desiderano inserire clip girate da smartphone nei workflow di post-produzione cinematografica.

Honor Magic V6: l’evoluzione ingegneristica degli smartphone pieghevoli

Lasciando i concept e passando al sodo, il vero capolavoro di ingegneria commerciale è il Magic V6. Voi sapete che ho sempre amato i fold di Honor per la loro sottigliezza, e qui si sono superati. Tenendolo in mano per un confronto diretto con il mio S26 Ultra (che sto usando per coprire la fiera), il peso è praticamente identico: 219 grammi per la colorazione bianca del V6. La differenza folle è nello spessore: da chiuso misura solo 8,75 millimetri (esattamente come un iPhone 17 Pro Max) e da aperto scende a un incredibile 4 millimetri. Anche il modulo fotocamere sporge in modo del tutto paragonabile a quello del top di gamma Samsung.

Esteticamente, la colorazione nera che ho provato è bellissima ed elegantissima (c’è anche un rosso, forse un po’ più discutibile). Ma la vera magia è la cerniera: la nuova Super Steel Hinge è testata per 500.000 aperture, e la piega sul display interno flessibile (ridotta del 44%) è ormai quasi invisibile dal vivo. Inoltre, è il primo foldable a vantare le certificazioni IP68 e IP69 contro acqua e polvere ad alta pressione.

Parliamo di hardware puro. Sotto la scocca batte il nuovo Snapdragon 8 Elite Gen 5, affiancato da 16GB di RAM LPDDR5X e 512GB di memoria UFS 4.1. E la batteria? Uno spettacolo: 6.660 mAh con tecnologia al silicio-carbonio (con il 25% di contenuto di silicio e densità di 921Wh/L), ricarica rapida cablata a 80W, wireless a 66W e ricarica inversa.

I display LTPO 2.0 sono una gioia per gli occhi. Il pannello esterno da 6,52 pollici (FHD+, 1-120Hz) tocca i 6.000 nit di picco, rendendolo perfetto e comodo da usare con una mano come un telefono tradizionale. Aperto, rivela lo schermo principale da 7,95 pollici (2.172 x 2.352 pixel, fino a 5.000 nit) con vetro UTG rinforzato e un nuovo strato antiriflesso. La vera killer feature del Magic V6 non è guardare video (il form factor quasi quadrato crea le classiche bande nere su YouTube), ma la produttività: gestire una mail complessa su Gmail su una metà dello schermo e navigare sul web sull’altra è di una comodità disarmante.

Ottimo anche il comparto fotografico posteriore triplo:

  • Principale da 50MP con apertura f/1.6 e stabilizzazione ottica (OIS).
  • Teleobiettivo a periscopio da 64MP (sensore da 1/2″, equivalente 70mm) con zoom ottico 3x.
  • Ultrawide da 50MP.

Nuovi orizzonti per le batterie al silicio-carbonio

La vera sfida vinta con il Magic V6 riguarda però la gestione energetica. Mantenere uno spessore inferiore ai 9 millimetri senza sacrificare l’autonomia ha richiesto l’impiego della quinta generazione di batterie al silicio-carbonio, sviluppate in collaborazione con ATL.

In questa iterazione, Honor ha raggiunto un contenuto di silicio pari al 25% (un primato per l’industria), riuscendo a stipare una capacità nominale di 6.660 mAh all’interno del sottile telaio pieghevole. Durante l’evento, è stata inoltre presentata la roadmap futura con la Honor Silicon-carbon Blade Battery: una nuova architettura capace di spingere la densità energetica oltre i 900 Wh/L e il contenuto di silicio al 32%, preparandosi a varcare la soglia dei 7.000 mAh sui futuri dispositivi ultrasottili.

L’espansione dell’ecosistema: tablet, laptop e robotica umanoide

La conferenza ha dato spazio anche al rinnovo della gamma di prodotti per il computing e la produttività:

  • Honor MagicPad 4: Un tablet ultrasottile (4,8 mm di spessore) mosso dal processore Snapdragon 8 Gen 5. Il pannello frontale è un OLED 3K da 12,3 pollici con un refresh rate di 165Hz. Una delle innovazioni software più rilevanti per gli utenti avanzati è l’integrazione di un Linux Lab all’interno delle opzioni sviluppatore, che consente di implementare ed eseguire nativamente l’assistente AI OpenClaw, ampliando le possibilità di automazione e programmazione in mobilità.
  • Honor MagicBook Pro 14: Il nuovo laptop aziendale si affida all’architettura Intel Core Ultra Series 3. È equipaggiato con un display OLED da 14,6 pollici calibrato per la massima precisione cromatica. Il notebook promette prestazioni di vertice per i carichi di lavoro creativi, supportate da una gestione termica e prestazionale governata dall’intelligenza artificiale.

Infine, confermando la sua visione a tutto tondo sull’AI embodied, Honor ha mostrato al pubblico il suo primo robot umanoide. A differenza dei progetti proposti da aziende di robotica pura, l’approccio di Honor si basa sulla continuità dell’ecosistema. Sfruttando i dati e l’apprendimento delle abitudini derivanti dall’uso di smartphone e tablet, questi robot saranno in grado di riconoscere gli utenti fin dal primo approccio, proponendosi in tre scenari d’uso specifici: ispezioni di sicurezza sui luoghi di lavoro, assistenza intelligente durante gli acquisti e supporto domestico di compagnia.

Dettagli su disponibilità e prezzi di lancio

Per quanto concerne l’arrivo sul mercato dei nuovi dispositivi, Honor ha delineato le seguenti tempistiche e fasce di prezzo:

Honor Magic V6: La commercializzazione è prevista per la seconda metà dell’anno in mercati selezionati. Le specifiche esatte per l’Europa, i tagli di memoria, i colori e i prezzi ufficiali saranno comunicati prossimamente dalle divisioni regionali.

Honor MagicPad 4: Il tablet arriverà fisicamente nei negozi a partire dal 2 marzo 2026, disponibile nelle tinte bianco e grigio.

  • La variante da 256 GB ha un prezzo di listino di 699,90 € (proposta a 599,90 € per il periodo di lancio). Il pacchetto completo che include tastiera e penna attiva è offerto a 649,90 €.
  • La variante da 512 GB ha un prezzo di listino di 799,90 € (proposta a 699,90 € al lancio). Il pacchetto completo con accessori è offerto a 749,90 €.