Cosa ci può essere meglio di un lungo viaggio autostradale per testare un’auto che fa dei 1500km di autonomia il suo cavallo di battaglia? Semplice, tre lunghi viaggi autostradali!. Per questo motivo, ho deciso di mettere sotto la lente d’ingrandimento la Kia Sportage Trifuel in un tour a tappe con destinazioni Chiavari, Ferrara e, in ultima battuta, Baia Domizia. L’occasione è stata la copertura itinerante del 105 Summer Festival, un contesto ideale per macinare una quantità considerevole di chilometri e analizzare nel dettaglio il comportamento di una motorizzazione che unisce la tecnologia ibrida all’alimentazione a GPL.
La partenza verso Chiavari e l’efficienza nel traffico urbano
Il viaggio ha inizio da Milano, uscendo dalla città con il serbatoio del GPL pieno. Fin dai primi chilometri in ambito urbano, l’efficienza del sistema si dimostra estremamente interessante. In città, così come sulle strade statali, la componente ibrida viene sfruttata al massimo, garantendo consumi ridotti. La vettura viaggia costantemente a GPL, eccezion fatta per il primo minuto successivo all’accensione, fase in cui il motore si avvia a benzina prima di effettuare la commutazione automatica.
Immettendosi in autostrada, gli ADAS (sistemi avanzati di assistenza alla guida) mostrano un’ottima calibrazione. Impostando il cruise control a 130 km/h, l’elettronica gestisce le curve con una precisione tale da poter quasi viaggiare senza mani sul volante (sempre mantenendo l’attenzione e le mani pronte, ovviamente). Un dettaglio tecnico molto apprezzabile è la possibilità di tarare il cruise control non solo per la distanza di sicurezza dal veicolo che precede, ma anche per la forza di accelerazione e la velocità di risposta del sistema. Dopo circa 100 km percorsi nel traffico autostradale, con una velocità media di 120 km/h, il consumo in modalità ibrida (HEV) si è attestato su un ottimo 7 l/100 km.
Dinamica di guida sulla Serravalle: quando l’ibrido diventa divertente
Il tratto autostradale della Serravalle, caratterizzato da curve, salite e discese, si è rivelato il terreno perfetto per testare la dinamica del veicolo. Utilizzando le palette poste dietro al volante in modalità Eco, è possibile intervenire sulla rigenerazione in frenata. Il sistema permette di passare da una marcia quasi “libera” a tre diversi livelli di intensità del freno motore, una soluzione che si rivela fondamentale per immagazzinare energia nelle batterie.
Tuttavia, premendo il tasto Drive Mode e selezionando la modalità Sport, il comportamento della Sportage cambia radicalmente. Le palette al volante smettono di gestire la rigenerazione e si trasformano in un selettore per il cambio marcia. Rispetto a molte vetture ibride dotate di cambio a variazione continua, il feeling qui è completamente diverso. Pur non essendo un’auto sportiva, la vettura risulta reattiva e divertente. Affrontando curve con raggio ampio, scivolando tra le marce prima dei rettilinei e gestendo i tratti più impegnativi, il telaio si comporta egregiamente: non si avverte alcun “effetto barcone” e l’assetto rimane composto.
I numeri confermano le sensazioni: il powertrain eroga 237 cavalli di potenza complessiva, garantendo uno scatto da 0 a 100 km/h in soli 8 secondi. Il GPL, in questo caso, non limita le prestazioni, offrendo una spinta sempre pronta. Al termine del tratto della Serravalle, affrontato senza un approccio particolarmente conservativo sui pedali, il consumo medio è addirittura diminuito. Questo evidenzia il grande vantaggio del sistema ibrido, che appiattisce la curva dei consumi recuperando l’energia in frenata e rilasciandola in accelerazione, rendendo l’efficienza molto più dipendente dalla velocità media che dallo stile di guida.
Arrivati a Chiavari e concluso l’evento in compagnia di Mauro, il computer di bordo ha registrato un consumo medio di 6,7 l/100 km dopo 343 km percorsi in 4 ore e 6 minuti, con ancora due tacche di GPL a disposizione.
La tappa di Ferrara: spazio al comfort di marcia
La seconda tappa del tour ci ha portati a Ferrara, questa volta con Chiara lato passeggero, per avere un riscontro diretto sul comfort di bordo durante i tragitti medio-lunghi. Fin dalla partenza, sul temuto pavé milanese, la Sportage ha dimostrato eccellenti doti di assorbimento delle asperità.
In autostrada a 130 km/h, l’abitacolo si mantiene silenzioso e rilassante, ben supportato da un impianto audio di qualità e da un sistema di climatizzazione automatica sempre efficace. Il secondo viaggio, andata e ritorno da Milano per un totale di 513 km, si è concluso con un consumo medio di 6,6 l/100 km, viaggiando esclusivamente a GPL. Al rientro, il computer segnalava ancora un’ultima tacca di gas residuo, a dimostrazione di una gestione energetica costante che, ancora una volta, non ha richiesto l’intervento del serbatoio a benzina. La vettura è risultata promossa anche dal punto di vista dell’ergonomia, con sedili comodi e una seduta leggermente rialzata che favorisce la visibilità.
Direzione sud: pieno carico verso Roma e Baia Domizia
Il terzo e ultimo grande spostamento ha previsto la discesa verso Napoli e Baia Domizia. Prima di partire, è stato effettuato un rifornimento completo per testare l’autonomia massima: 113 euro di spesa totale, suddivisi in 33 euro per il pieno di GPL e 80 euro per la benzina.
La vettura è stata testata a pieno carico, ospitando cinque persone a bordo con i relativi bagagli. Nonostante l’abitacolo affollato, lo spazio interno si è confermato uno dei punti di forza del modello. Anche per chi, come me, supera agilmente il metro e novanta di altezza, lo spazio per le gambe e per la testa non manca, garantendo viaggi senza compromessi per tutti gli occupanti.
Mantenendo una velocità di crociera autostradale di 135-136 km/h (al limite delle tolleranze), il GPL si è esaurito esattamente dopo 580 km percorsi. A quel punto, il sistema è passato impercettibilmente all’alimentazione a benzina, attingendo al serbatoio intatto per poter contare su un’autonomia complessiva stimata di 1500 chilometri.
Durante il tragitto c’è stato un cambio alla guida perché fino a Roma l’auto l’ha guidata Pietro e pur con uno stile di guida decisamente più aggressivo, il feedback è stato inequivocabile: l’auto si mantiene fluida, non accusa cali di potenza tra l’alimentazione a benzina e quella a gas, confermandosi un mezzo solido in ogni frangente. Spendere circa 30 euro di carburante per scendere da Milano a Roma rappresenta un risultato eccezionale dal punto di vista dei costi di gestione.
Considerazioni finali sul sistema Trifuel
Archiviata anche l’ultima tappa di Baia Domizia e fatto ritorno alla base dopo un chilometraggio così importante, le conclusioni sono evidenti. Kia sta lavorando in una direzione molto concreta; lo dimostra con i prodotti recenti come Stonic o EV2, e lo ribadisce con forza su questa Sportage Trifuel.
Oggi, per i grandi macinatori di chilometri, optare per il gasolio ha sempre meno senso logico ed economico di fronte a una motorizzazione ibrida-GPL così ben tarata. Il vantaggio economico alla pompa è drastico, l’autonomia totale azzera la “range anxiety” e non vi è alcun gap prestazionale tra le due alimentazioni. A chiudere il cerchio ci pensa un design che, grazie al recente cambio stilistico del marchio, risulta maturo, personale e piacevole.
Il test drive completo con l’analisi dettagliata dei pro e dei contro di questa Kia Sportage Trifuel sarà presto disponibile sul canale Tech Drive. Nel frattempo, vi invito a lasciare le vostre impressioni nei commenti, ringraziando l’organizzazione del 105 Summer Festival per questo lungo e istruttivo tour attraverso l’Italia.