Quest’anno ho deciso di prendermi il mio tempo per analizzare a fondo le novità di Cupertino, partendo dal modello più grande, l’iPhone 18 Pro Max. Ho in prova anche il modello più piccolo, il 18 Pro, che porterò presto con me a Londra per una giornata di test intensivo sulla batteria, dato che la vera grande differenza tra i due risiede proprio nell’autonomia. Per il resto, i due dispositivi condividono la stessa anima. Vi anticipo che è una recensione densa, in cui ho messo alla prova ogni singolo aspetto del telefono senza fare sconti.

Peso e dimensioni
163.4 x 78 x 8.8 mm249 g
Sistema operativo
iOS 27Storage
256 GBDisplay
6.9"1320 x 2868 pixels
Camera
48 mpx f/1.5-4.0Frontale 18 mpx
SOC e RAM
Apple A20 Pro (2 nm)RAM 12 GB
Rete
HSPA, LTE, 5GBatteria
5391 mAHConfezione e contenuto
Iniziamo come di consueto dal box di vendita. Non ci sono sorprese rispetto al recente passato: l'esperienza di unboxing rimane minimale e focalizzata sull'essenziale. All'interno della scatola in cartone troviamo esclusivamente il nostro smartphone, la classica manualistica ridotta all'osso e il cavo per la ricarica e il trasferimento dati. Niente alimentatore, un approccio ormai consolidato che ci costringe ad affidarci ai caricatori che abbiamo già a casa.
Materiali design e touch-and-feel
Dal punto di vista estetico ed ergonomico, parliamo di un dispositivo decisamente importante, è inutile nasconderlo. Le dimensioni si attestano su 163.4 x 78 x 8.8 mm, ma è il peso a farsi sentire: ben 249 grammi (contro i 233 g del 17 Pro Max), giustificati dalla presenza di una batteria maggiorata. Ancora niente carbon silicon, ma l'impiego di alluminio riciclato all'85%. La certificazione IP68 garantisce come sempre l'impermeabilità fino a 6 metri. A livello visivo, non ho tra le mani il burgundi che aveva monopolizzato l'attenzione alla presentazione. Al suo posto ho in prova un bellissimo argento quasi metallizzato, anche se il vero colore dell'anno secondo me è l'azzurrino, davvero molto elegante. Torna poi l'intramontabile nero opaco. La disposizione dei pulsanti è rimasta invariata. Forse il ritorno al titanio è stato rimandato al prossimo anno per il ventennale.
L'interazione quotidiana a schermo spento si conferma reattiva. L'Always On Display è sempre ben visibile e lo sblocco biometrico è rapidissimo e supportato dal sensore ora nascosto sotto al pannello. Lato connettività, abbiamo un sistema solido e rodato: il passaggio di file tramite AirDrop ha fatto un balzo in avanti notevole in termini di velocità. Troviamo ancora l'alloggiamento per la SIM fisica; le indiscrezioni dicono che il futuro modello l'annoo prossimo arriverà senza slot fisico, come per il Duo o l'Air, ma per ora la tradizione è salva.
Display
Lo schermo porta in dote cambiamenti mirati. La frequenza di aggiornamento a 120 Hz garantisce la solita fluidità impeccabile. La luminosità arriva a 1600 nit in modalità HBM (High Brightness Mode), che poi è il valore davvero utile nell'uso quotidiano sotto la luce del sole, comportandosi in maniera eccellente. Ma la vera differenza la fa la Dynamic Island, ora decisamente più piccola grazie allo spostamento di un sensore sotto lo schermo. Questo recupero di spazio permette ad iOS di mostrare fino a tre notifiche e Live Activity in contemporanea nella parte alta, aumentando concretamente la funzionalità generale.
Processore e memoria
Il dispositivo integra il processore A20 Pro a 2 nm. Il chip è dotato di due Neural Engine a 16 core. Per quanto riguarda lo spazio di archiviazione, i modelli provati dispongono di 256 GB e 512 GB di memoria interna.
Batteria
Sul fronte energetico abbiamo una capiente unità da 5391 mAh. La ricarica non è un fulmine di guerra: via cavo si raggiunge il 50% in 15 minuti e il 100% in 50 minuti, mentre la ricarica wireless si ferma a 25 W. Tuttavia, l'autonomia quotidiana è formidabile. Con un utilizzo standard, ho registrato 6 ore e 27 minuti di schermo acceso arrivando a sera col 42% residuo. Anche in una giornata di stress estremo da "cameraphone" (4 ore e 10 di schermo e 23 minuti di registrazione video), ho chiuso con il 34%. Rispetto all'anno scorso c'è un netto miglioramento del 10%: la classica giornata stress si chiude serenamente tra il 40% e il 45%. C'è peraltro l'uscita video tramite la porta inferiore.
Software ed ecosistema
L'arrivo di iOS 27 porta una ventata di aria fresca enorme, e ci tengo a precisare che ha migliorato tantissimo anche i vecchi 17 Pro (meno lag, meno surriscaldamento, più batteria). Le novità software sono corpose: finalmente la divisione dei volumi per suoneria e suoni di sistema, e il comodo "liquid glass" in cui poter regolare il grado di opacità.
L'intelligenza artificiale permea tutto il sistema. In Safari, la nuova funzione "Avvisami" è geniale: cercavo uno spazzolino Dyson Supertech introvabile e ho impostato il browser per controllare la pagina ogni ora, avvisandomi con una notifica alla prima disponibilità. L'app Password ora riconosce le chiavi compromesse o deboli e le cambia automaticamente per noi sui siti predisposti. Ma la potenza vera è nei Comandi Rapidi. Ora potete chiedere all'IA, in linguaggio naturale, di crearvi un comando specifico (ad esempio: "riassumi le notizie dal sito andreagaleazzi.com e mostramele al risveglio"). L'app pesca dalle sue immense librerie, assembla i moduli (lettura feed RSS, estrazione testo, sintesi) e vi confeziona l'automazione.
Reparto telefonico
Sul fronte delle chiamate dobbiamo fare i conti con le regolamentazioni europee. L'applicazione dialer è parecchio "castrata": non abbiamo la registrazione delle chiamate o lo sbobinamento testo presente in altri stati, ma possiamo accontentarci della traduzione in tempo reale. In compenso, la qualità hardware è indiscutibile: l'audio in capsula è caldo e cristallino, e il vivavoce è veramente eccezionale, tra i migliori in circolazione.
Foto e video
Il comparto fotografico, forte di tre sensori da 48 MP, fa un balzo tecnico con la fotocamera principale dotata di diaframma variabile da f/1.48 a f/4.0. La differenza negli scatti è tangibile: a f/4.0 con poca luce si ha una nitidezza diffusa (come ho notato fotografando i telefoni in cantinetta), mentre a f/1.48 l'effetto bokeh naturale è profondo e stacca il soggetto in modo eccezionale. Ho scattato anche di notte al Bosco Verticale e al Duomo: lo zoom arriva otticamente a 4x e 8x, per poi interpolare al massimo in modo convincente.
Non è forse il "top cameraphone" assoluto sul mercato, perché lo zoom estremo è limitato rispetto ad altri e l'IA di elaborazione (il sensore principale è da 1/1.28") è meno aggressiva della concorrenza. Se vi piace la fotografia computazionale finta o il dettaglio netto e reale, dipende molto dai vostri gusti. Bellissimi però i nuovi Stili fotografici, applicabili in fase di scatto dalla nuova interfaccia ricca di controlli, tra cui spicca un bianco e nero stile pellicola pazzesco.
Anche la suite "Ripulisci" assistita dall'IA è divisa in due: elaborazione rapida in locale (imprecisa su elementi complessi come le automobili, ma veloce) ed elaborazione in cloud ad alta qualità, che è riuscita a ricostruire perfettamente uno sfondo rimuovendo un autolavaggio. Sul fronte video, il telefono si riconferma il re: abbiamo finalmente il 4K a 60 fps in Modalità Cinema. L'effetto sfocato è software, non essendo esasperato otticamente, ma la gestione dei colori, la messa a fuoco e le prestazioni in low-light sono da riferimento.
Audio
Stesso discorso della parte telefonica anche per la riproduzione multimediale. Gli speaker stereo garantiscono un'ottima spazialità. Ascoltare musica su questo dispositivo restituisce un'alta pressione sonora e un equilibrio perfetto tra le frequenze, rendendolo piacevolissimo per i contenuti video e l'ascolto di playlist.
App e gaming
Per testare i veri muscoli del telefono ho effettuato prove specifiche senza tagli. Usando Insta360, un'app che spreme a fondo la CPU, l'elaborazione di esportazione da video 3D a 2D è risultata tangibilmente più veloce del 10-15%. Certo, le app vanno ancora affinate (Instagram ha effettuato un refresh anomalo durante un test), ma le basi sono solide.
Il vero miracolo però è sulle temperature. Messo sotto stress con 10 minuti di registrazione in 4K a 30 fps, la termocamera ha evidenziato come il 18 Pro Max fosse nettamente più freddo del 17 Pro (circa 3-4 gradi in meno sulla scocca). Il merito va alla nuova Vapor Chamber, che ora dissipa il calore su una superficie molto più ampia rispetto alla singola "fettina" del modello precedente.
Giudizio finale
Veniamo al capitolo più dolente, il listino. Per portarsi a casa questo iPhone 18 Pro Max servono 1.639 euro per la versione da 256 GB e 1.889 euro per quella da 512 GB. Cifre altissime, rese quasi obbligatorie dalla mossa di Apple di eliminare dagli store ufficiali tutti i modelli Pro precedenti (15, 16 e 17). Le uniche alternative sono il mercato dell'usato o ancora meglio quello dei ricondizionati, su siti come Certideal dove si risparmia e si ha la certezza di quello che si compra perché ormai non scegliete solo il modello e le sue condizioni generali ma proprio l'esatto esemplare che volete, perché ci sono le foto e lo stato della batteria di ogni singolo iPhone in magazzino.
Tirando le somme, è un acquisto sensato? Assolutamente sì, ma con una premessa: è uno strumento per chi ci lavora. I veri creator e i professionisti troveranno miglioramenti enormi, prestazioni impeccabili, una dissipazione finalmente all'altezza e funzioni video superlative, ammortizzando nel tempo il costo d'acquisto. Per chi cerca solo lo "status symbol" da esibire sul tavolo, forse non è l'anno giusto. Senza colorazioni estreme di lancio e con design conservativo, il ruolo di oggetto del desiderio si sta spostando verso il futuro e misterioso modello Duo. Ma per la produttività pura, questo Max è una garanzia.
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