Ci ho fatto letteralmente di tutto. L’ho lanciata a quasi 50 km/h in discesa su una mountain bike tra i boschi sconnessi dell’Appennino abruzzese, l’ho messa alla prova in condizioni di luce precarie su una pista di kart elettrici a Perugia e l’ho sballottata sulle strade spaccate verso Rocca Calascio. La Insta360 X6 è finalmente passata sotto le mie grinfie per un test sul campo vero e proprio, senza sconti. Sulla carta i numeri sono di quelli pesanti: doppio sensore Sony da 1/1.1″ in grado di catturare il 300% di luce in più, registrazione sferica che si spinge fino all’incredibile risoluzione di 8K a 50 fps(e fino a 120 fps in 4K) e un inedito triplo chip interno capace di montare i video in totale autonomia sfruttando l’intelligenza artificiale. Ma il dettaglio che forse vi cambierà di più la vita nell’uso quotidiano è il form factor: una cura dimagrante l’ha resa molto più compatta, tascabile e maneggevole. Basteranno queste specifiche pazzesche e un audio che cancella il vento in automatico per farne la videocamera definitiva “all-in-one”? Mettetevi comodi, vi racconto com’è andata.
Design e dimensioni: un form factor che fa la differenza
Ve lo dico subito: il miglioramento più evidente e pratico di questa Insta360 X6 sono le dimensioni. È decisamente più piccola e leggermente meno pesante della X5. Intendiamoci, non stiamo parlando di una piuma, in mano la sua consistenza si fa sentire, ma per la quantità di tecnologia che racchiude il lavoro di ingegnerizzazione è notevole.
Sotto la scocca troviamo l’hardware che fa la differenza: un doppio sensore Sony (uno per lato) con dimensioni quasi da un pollice, nello specifico 1/1.1″. Ma il vero cuore pulsante è il triplo chip integrato, che sblocca funzionalità di intelligenza artificiale direttamente on-camera, senza pesare sulle prestazioni del vostro smartphone o del PC.
La prova sul campo tra discese e kartodromi
In Abruzzo ho affrontato una discesa sterrata a circa 50 km/h, piena di buche, rocce e affrontata con un supporto abbastanza alto sul manubrio che, inevitabilmente, ballava un casino. La stabilizzazione si è rivelata eccezionale, mantenendo l’immagine perfettamente orizzontale e fluida anche nei passaggi più stretti a Castelvecchio, dove i segni del terremoto sono purtroppo ancora in parte visibili. Girare a 360 gradi in questi contesti è la morte sua: puoi tenere le mani salde sul manubrio e mostrare tutto l’ambiente circostante senza doverti minimamente preoccupare dell’inquadratura in quel momento.
Ho voluto spingerla al limite anche in condizioni di scarsa illuminazione a Perugia, in una pista di kart elettrici indoor. Ero ingarellato con Gabri, mi sono infilato in un buco impossibile e lui ha chiuso la curva prima del previsto… patatrac! Fortunatamente i kart sono dei carri armati, ma la cam ha registrato l’impatto perfettamente, tenendo l’orizzonte inchiodato anche durante un improvviso loop a 360 gradi della videocamera stessa.
Qualità video e tracciamento automatico
La vera manna dal cielo per chi edita i video è il tracciamento automatico dei soggetti direttamente in fase di ripresa. Zero sbatti: selezionate cosa o chi volete seguire e lei lo terrà sempre al centro della scena, anche se state registrando nel formato 2D standard, facendovi risparmiare una marea di tempo in post-produzione. Il tracking è migliorato tantissimo, risulta fluido e soprattutto super preciso.
A livello di risoluzione abbiamo a disposizione numeri da prima della classe:
- In modalità 360 gradi si arriva fino a 8K a 50 fps.
- In modalità Flat (2D standard), sfruttandola come una classica action cam, tocca i 5.6K a 60 fps.
- Scendendo in 4K, si raggiungono i 100 e persino i 120 fps, ideali per rallenty fluidissimi.
C’è sempre da tenere a mente una regola d’oro del 360: state catturando una sfera intera, quindi la qualità visiva finale dipenderà da quanto andrete a zoomare su un particolare in fase di esportazione, ma di base il salto in avanti qualitativo è netto.
Un audio intelligente che sorprende
Una delle cose che mi ha colpito maggiormente è la gestione dell’audio. Scendendo a 50 all’ora in bicicletta il fruscio del vento era praticamente inesistente. I microfoni si autoregolano in base al contesto grazie a una modalità audio intelligente che “capisce” la scena analizzando le immagini stesse.
C’è perfino un boost software per esaltare il suono del motore negli sport motoristici. E se questo non vi dovesse bastare e cercate un setup super professionale, la cam permette di collegare direttamente i microfoni Insta360 via Bluetooth, eliminando cavi e adattatori esterni.
L’intelligenza artificiale al servizio del montaggio
Il bello (e talvolta la noia) del formato 360 è dover decidere l’inquadratura dopo aver registrato. Qui entra in gioco la funzione Auto Edit, gestita interamente dal triplo chip interno.
La videocamera elabora i filmati nei tempi morti (quando è in standby o in carica, non mentre state registrando per non surriscaldarla), individua i momenti salienti, sceglie i frame migliori, i movimenti di camera e vi restituisce un montaggio già pronto. Viene sorprendentemente bene. Non serve uno smartphone top di gamma o un PC potentissimo: processa tutto lei. Se invece preferite la regia manuale, l’app mobile rimane un caposaldo (con un rendering su iOS leggermente superiore come qualità rispetto ad Android, anche se quest’ultimo si difende benissimo), mentre il software desktop per PC o Mac fa sempre il suo ottimo lavoro con interfacce ormai rodate.
Display touch e controlli migliorati
Il display LCD ha fatto un salto di qualità logico e intelligente, diventando sensibile alla pressione. Un semplice tocco sfiorato non avvia nulla, bisogna premere a fondo sullo schermo per far partire la registrazione. L’ho trovata una soluzione comodissima per evitare l’avvio accidentale di funzioni. Rimane comunque presente l’immancabile tasto fisico per la registrazione rapida (Quick Capture), comodissimo e personalizzabile per farla accendere e riprendere subito nella vostra modalità preferita.
Batteria, memoria e accessori in dotazione
La Insta360 X6 è subacquea fino a 20 metri nativamente, e mantiene il sistema di lenti intercambiabili, una scelta azzeccata per sostituire le parti più a rischio con pochi euro.
La dotazione in confezione è decisamente ricca: oltre alla cam e al case subacqueo dedicato, troviamo protezioni in gomma per le lenti, un selfie stick, cavo, pannetto in microfibra e adesivi. Ma la vera genialata è il case di ricarica per le batterie. Ne ricarica due contemporaneamente tramite USB-C, ma all’occorrenza diventa un power bank a tutti gli effetti: potete infilarci un cavo per ricaricare il vostro smartphone quando siete a corto di energia.
Parlando di energia, l’autonomia è ottima: si fanno tranquillamente 2 ore di registrazione in 8K a 30 fps, perfette per coprire la giornata di un daily vlog. La ricarica è fulminea, passa da 0 a 80% in appena 25 minuti. A questo si aggiunge una memoria integrata da 47 GB che vi permette di portare a casa circa un’oretta di girato alla massima risoluzione prima di dover inserire una scheda aggiuntiva.
In futuro arriveranno anche accessori particolari, come un sensore da applicare in testa per far orientare l’inquadratura 360 in base a dove sta guardando il creatore, e un selfie stick con una sorta di gimbal integrato.
Pro e contro: le mie considerazioni finali
Questa Insta360 X6 è diventata a tutti gli effetti una videocamera all-in-one molto matura, eccellente sia a 360 gradi che nell’uso classico in 2D.
Tra i Pro inserisco a mani basse la qualità video, una stabilizzazione granitica, l’audio che finalmente permette di fare a meno di microfoni esterni, l’editing IA integrato che è una svolta per chi ha poco tempo e, ovviamente, le dimensioni più compatte. Tra i Contro, che sono fisiologici per questa tecnologia, c’è la classica perdita di dettaglio se avete bisogno di zoomare molto un particolare in post-produzione da un file 360.
Essendo questa un’anteprima assoluta non ho ancora il listino ufficiale (lo aggiungerò appena me lo comunicheranno), ma immagino un posizionamento in linea con le versioni precedenti. Se dovessi riassumere questo test: è il miglior upgrade dalla X3. Hanno fatto un bel lavoro di ottimizzazione, rendendola una macchina completa, versatile e dannatamente divertente da usare. Fatemi sapere cosa ne pensate voi qui sotto nei commenti!