I MIEI AirBnB SUPERTECH con DOMOTICA LOW COST ma INTEGRATA. Cosa ho USATO?

Ritornare nei luoghi in cui si è vissuto a lungo porta sempre con sé un bagaglio di grandi emozioni, specialmente se tra quelle mura si conservano ricordi preziosi come la nascita di un figlio, come nel caso del piccolo Gabri. Eppure, anche i luoghi del cuore possono e devono evolversi. Aprire la porta di quella che un tempo era la propria abitazione principale, e che oggi è diventata un B&B a Milano, utilizzando semplicemente un’impronta digitale su una serratura smart Aqara, è il primo passo verso una vera e propria rivoluzione tecnologica. L’obiettivo di questo aggiornamento? Risolvere le criticità tipiche della gestione degli ospiti e trasformare un vecchio impianto in una casa intelligente e autonoma.

Da domotica tradizionale a vera smart home

Gestire un B&B da remoto comporta sfide non indifferenti. Il problema principale risiedeva nell’impossibilità di controllare efficacemente i consumi e le dimenticanze degli ospiti, i quali spesso lasciavano luci accese o l’aria condizionata funzionante a pieno regime. La dipendenza totale dall’impresa di pulizie e la mancanza di controllo a distanza rappresentavano un grosso limite per un’abitazione progettata vent’anni fa.

All’epoca la casa era già all’avanguardia: vantava un sistema BTicino MyHome filare e un impianto di aria condizionata canalizzata Daikin. Tuttavia, per molto tempo, l’assistenza ufficiale aveva escluso la possibilità di collegare in rete il vecchio condizionatore per la gestione da remoto. La svolta è arrivata grazie alle competenze di un esperto integratore domotico di nome Federico. La soluzione si chiama Airzone, un’azienda che produce interfacce, sia Wi-Fi che Zigbee, capaci di dialogare con i vecchi impianti di climatizzazione, mettendoli finalmente in rete e superando persino il limite dei comandi a infrarossi.

Parallelamente, il vecchio sistema BTicino, un tempo pionieristico ma ormai superato, è stato integrato in Alexa e Apple HomeKit grazie all’utilizzo di Easykon, un hub geniale che ha permesso di svecchiare l’impianto e renderlo compatibile con i moderni assistenti vocali.

Tuttavia, c’è una netta differenza tra la semplice domotica, che permette di accendere e spegnere le luci tramite comandi vocali o da un’app, e una smart home vera e propria, in cui la casa esegue azioni in totale autonomia seguendo logiche e programmazioni precise.

Il cervello del sistema: Homey Pro e i sensori avanzati

Per far dialogare tra loro tutti questi impianti e creare automazioni complesse, la scelta è ricaduta su Homey Pro, un hub potentissimo in grado di simulare il funzionamento di un hub Apple (come una Apple TV o uno speaker) e di importare tutti gli apparati connessi. Questo concentratore di tecnologie supporta protocolli multipli, tra cui Matter, Zigbee, Wi-Fi, Bluetooth, infrarossi e radio a 433 MHz, agendo come un direttore d’orchestra per l’intera abitazione.

L’integrazione ha permesso di installare sensori strategici e di risolvere problemi quotidiani in modo brillante:

  • Sensori di odori Aqara in bagno: In un bagno cieco dotato di aspiratore, gli ospiti dimenticavano regolarmente di azionare la ventola. Ora, un sensore rileva quando la qualità dell’aria scende o i livelli di odore superano una certa soglia, attivando automaticamente l’estrattore per 15 minuti.

  • Sensori di presenza a onde millimetriche: A differenza dei vecchi sensori a infrarossi che spegnevano la luce se si restava immobili, questi nuovi dispositivi Aqara rilevano la presenza umana anche in assenza di movimento, garantendo un’illuminazione sempre perfetta.

  • Arredamento smart: In camera da letto è stato inserito un tavolino da notte di Switchbot che funge anche da purificatore d’aria e base di ricarica wireless per gli smartphone degli ospiti.

Routine intelligenti per check-in, check-out e pulizie

L’automazione si esprime al massimo nelle routine create ad hoc per semplificare la vita agli ospiti e al proprietario. Premendo il pulsante wireless di check-in (un dispositivo Aqara integrato tramite il protocollo Matter), si attiva una sequenza di benvenuto: lo speaker Sonos accoglie i visitatori, le luci si accendono, le tapparelle si alzano e, a seconda della stagione, il sistema valuta se attivare i caloriferi o l’aria condizionata. Ad esempio, se è estate e la temperatura interna supera i 26 gradi, il clima si imposta automaticamente a 25 gradi e, in caso di aria inquinata, parte il purificatore.

Altrettanto curato è il momento della partenza. Con il tasto di check-out, il Sonos augura “Have a safe journey” e, dopo un ritardo calcolato di 5 secondi per consentire l’uscita, spegne tutte le luci. In questa fase, per motivi di sicurezza, le tapparelle elettriche (che sono pesanti) non si abbassano automaticamente: si evitano così spiacevoli incidenti, come il rischio di chiudere fuori un ospite rimasto per sbaglio sul terrazzo.

Per l’impresa di pulizie è stato pensato un flusso dedicato. All’ingresso, un pulsante attiva il saluto “Enjoy your work”. Al termine, premendo “All ok”, la casa abbassa le tapparelle e spegne le luci. Tuttavia, grazie ai sensori per porte e finestre Aqara, se l’impresa dimentica un infisso aperto, il sistema blocca l’abbassamento e lo speaker avvisa vocalmente: “Try again. A door or window is open”. Questi stessi sensori sono fondamentali per il risparmio energetico: se gli ospiti lasciano le finestre aperte per ore con il condizionatore acceso, la casa invia una notifica e successivamente spegne l’impianto.

Tutto questo genera un flusso di dati visibile sull’app di Homey, che invia notifiche puntuali fornendo informazioni vitali come la durata delle pulizie o l’esatto momento dell’uscita degli ospiti. Una funzionalità rivoluzionaria di Homey Pro è inoltre la sua integrazione con Chat GPT: l’intelligenza artificiale riesce ad analizzare i dispositivi e i sensori presenti nell’ecosistema, suggerendo e scrivendo automazioni personalizzate su richiesta dell’utente.

Il secondo progetto: retrofit completo in assenza di domotica

Il secondo appartamento in zona Corso Como presentava condizioni di partenza completamente diverse. In questo caso non esisteva alcuna predisposizione domotica pregressa e l’impianto era gestito da semplici interruttori tradizionali. Anche qui l’ingresso è stato modernizzato con una serratura e un campanello con telecamera Aqara, ma la sfida più grande è stata rendere smart le luci e le tapparelle senza dover spaccare i muri o fare tracce per infilare nuovi cavi.

La soluzione si è basata su un retrofit mirato:

  • Attuatori Aqara T2: Inseriti nelle tradizionali scatole 503 (dietro gli interruttori), questi moduli prendono fase e neutro e domotizzano l’accensione delle luci esistenti o l’automazione delle tapparelle. Anche il pulsante fisico del bagno e l’aspirapolvere robot sono stati resi smart.
  • Pulsantiere wireless: La creazione dell’ascensore aveva modificato l’accesso principale, rendendo i vecchi interruttori scomodi e distanti. Sono state installate pulsantiere wireless Aqara (con batterie che durano fino a 2-3 anni) per controllare gli scenari. Un clic accende la stanza, mentre una pressione prolungata attiva logiche complesse, come lo scenario “lounge” che spegne l’illuminazione principale, cambia colore alle plafoniere LED RGB Aqara (sincronizzate con Switchbot) e imposta un’atmosfera rilassante, oppure uno scenario “uscita” che spegne tutto e abbassa le tapparelle in un colpo solo.

Nonostante la gestione di base possa essere fatta comodamente tramite l’app di Aqara, che è strutturata in modo eccellente, Homey Pro interviene tramite Matter per integrare i dispositivi di terze parti, come l’illuminazione Switchbot o l’interfaccia Airzone del condizionatore, in scenari globali unificati.

Costi, affidabilità e progetti futuri

Realizzare un impianto domotico cablato (come un sistema KNX con Control4) garantisce sicuramente un’affidabilità superiore, eliminando la necessità di cambiare batterie o riavviare hub, ma richiede lavori strutturali e costi molto elevati. Il retrofit wireless, invece, si dimostra la scelta vincente per appartamenti già rifiniti.

Nel primo B&B, dove la base domotica era già presente, l’acquisto di Homey Pro e dei moduli Airzone ha richiesto un investimento di soli 600 euro. Nel secondo appartamento, partendo da zero, l’acquisto di Homey Pro, degli switch T2 e dei pulsanti wireless ha comportato una spesa di circa 900 euro, a cui vanno aggiunti 200 euro ben spesi per l’intervento dell’elettricista (necessario per lavorare in sicurezza sui collegamenti nella scatola 503, pur senza richiedere una nuova certificazione dell’impianto), portando il totale a 1.100 euro. Progettando bene il numero di attuatori e accessori necessari, è possibile ottenere un livello di automazione straordinario con un budget contenuto.

Chi fosse curioso di testare personalmente queste automazioni può approfittare di una speciale tariffa estiva ad agosto: 50 euro a notte per soggiornare a Milano. Il primo B&B può ospitare fino a 5 persone (due in camera da letto, due sul divano letto e una nella cameretta) e dispone di un bellissimo terrazzo su Corso Como. E per chi cerca qualcosa di diverso, c’è un terzo appartamento situato in un magnifico e silenzioso cortile interno vicino a Paolo Sarpi. Acquistato grazie ai sacrifici condivisi con Chiara, questa casa è stata pensata come futura abitazione principale, ma al momento è adibita a B&B. Pur avendo meno automazioni spinte, offre un microclima unico e un’estetica curatissima, perfetta per immergersi nella vivace atmosfera dello street food milanese.

APPARTAMENTO 1

APPARTAMENTO 2

APPARTAMENTO 3

PREZZO AMAZON HOMEY PRO

PREZZO AMAZON AQARA