PLAY da PIXEL 11: i SEGRETI dei KART ELETTRICI

Sapete bene quanto io ami la tecnologia applicata alla mobilità e al divertimento, per questo quando ho scoperto cosa hanno messo in piedi a Pescara non ci ho pensato due volte. Sono sceso direttamente in pista insieme a Francesco, istruttore e vera e propria lepre del tracciato, per scoprire i segreti di un kartodromo elettrico pazzesco e, soprattutto, per mettere alla prova sul campo le doti di stabilizzazione del nuovo Google Pixel 11. Non vi svelo subito il risultato finale delle clip girate a bordo, ma vi lascio solo immaginare cosa significhi domare un mezzo da oltre 20 CV di potenza (esattamente 15 kW) alimentato da un pacco batteria da 5 kWh, capace di incollarvi al sedile con una coppia brutale. Vi porto con me tra l’incredibile gestione elettronica di queste belve silenziose, le soluzioni per la sicurezza del tracciato e, ovviamente, le specifiche tecniche del comparto fotografico dello smartphone che ha catturato ogni singolo traverso.

Prestazioni da supercar e bilanciamento elettronico

Quando si parla di kart elettrici, i numeri sono impressionanti. Il motore posizionato sull’assale posteriore eroga circa 20 CV, che su un telaio dal peso a vuoto di 200 kg si traducono in un rapporto peso-potenza paragonabile a quello di un’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio. Se l’erogazione fosse completamente libera, sarebbe impossibile tenere il mezzo dritto, ed è qui che entra in gioco l’elettronica. Le doppie batterie messe in parallelo garantiscono fino a 60 giri di pista (circa 30 km di autonomia alle massime prestazioni), ma la vera magia è nella centralina. A differenza dei classici quattro tempi da noleggio che spesso presentano usure diverse, qui l’elettronica va a leggere il parametro impostato sul motore. Se un kart perde prestazioni, la centralina aumenta la potenza erogata dalle batterie, livellando le prestazioni di tutti i mezzi. Niente più scuse tra amici: i kart sono tutti esattamente identici. Ciliegina sulla torta è il sistema KERS, un pulsante sul volante che regala un boost di potenza di 10 secondi per giro, fondamentale per abbassare i tempi.

Il comparto fotografico di Google Pixel 11

Per riprendere questa esperienza ho utilizzato le nuove ottiche dello smartphone, che si presentano con una dotazione hardware profondamente rinnovata. Tutti e tre i modelli della gamma adottano ora una tripla fotocamera posteriore, rendendo il teleobiettivo non più un’esclusiva della variante Pro. Il sensore principale è un Quad PD da 48 megapixel(1/1,56″) con apertura f/1,70 e campo visivo di 85 gradi. Ad affiancarlo c’è un ultra-grandangolare da 13 megapixel (f/2,2, 120 gradi, sensore da 1/3,1″) e un teleobiettivo ottico 5x da 10,8 megapixel con Dual PD, OIS e apertura f/3,1. Grazie al crop del sensore e all’elaborazione computazionale, il sistema offre livelli di zoom che spaziano dallo 0,5x al 10x, spingendosi fino al 30x con il Super Zoom. Presenti anche autofocus laser multizona e un sensore dedicato a spettro e sfarfallio. La fotocamera anteriore è una Dual PD da 10,5 megapixel. Lato registrazione video, le ottiche posteriori acquisiscono clip fino in 4K a 24, 30 o 60 fps, specifiche condivise anche dal modulo frontale (4K a 30 o 60 fps).

Sicurezza di nuova generazione e controllo digitale

Andare così veloci richiede misure di protezione eccellenti. La pista di Pescara ha abbandonato i classici e pericolosi pneumatici a bordo pista, optando per barriere perimetrali in gomma plastica e moduli esagonali in materiale spugnoso ad assorbimento cinetico nei punti d’impatto più critici, che evitano il rischio che il kart si infili sotto le protezioni. Anche la gestione della corsa è totalmente smart. Dalla regia, o direttamente tramite app su smartphone e telecomando di backup, gli istruttori hanno la visione in tempo reale di ogni kart sulla pista. In caso di testacoda, si può impostare una bandiera gialla digitale su un singolo settore, rallentando istantaneamente e contemporaneamente tutti i kart che transitano in quella specifica zona, garantendo una sicurezza assoluta.

Ricarica fulminea e l’emozione delle gare endurance

Tra una sessione e l’altra, il sistema di ricarica si dimostra estremamente efficiente. I caricatori convertono la corrente alternata in continua erogando ben 5 kW di potenza. Questo permette un rapporto di ricarica 1 a 1: il tempo passato in pista corrisponde al tempo necessario per ricaricare la batteria consumata. Grazie a questa velocità, unita al controllo attento delle temperature dalla dashboard centrale, il kartodromo organizza vere e proprie competizioni Endurance di 2, 4 o 6 ore, oltre a massacranti format Ironman.

Il verdetto in pista e il comfort del noleggio

Se siete abituati ai classici motori 4 tempi da 100 o 120 cc che popolano i noleggi, qui siamo su un altro pianeta in termini di accelerazione e pulizia di guida. Sul volante c’è un display comodissimo che nei giri di qualifica mostra i tre parziali in tempo reale, mentre in gara indica la posizione e i distacchi. C’è perfino un divertente kart biposto dove il passeggero può cimentarsi con un doppio sterzo collegato (ma pedali unicamente per il pilota principale). Il vantaggio di poter correre spingendo al massimo, per poi scendere dal kart senza puzzare minimamente di benzina e poter andare direttamente al ristorante, chiude il cerchio di un’esperienza che unisce prestazioni pure e grande comfort.