C’è un’attitudine che nel mondo tech di oggi si sta un po’ perdendo: quella di mettere letteralmente le mani in pasta, smontare le cose e capire cosa si nasconde sotto la scocca dei nostri dispositivi. Se siete nerd nell’animo o geek alla ricerca di un progetto stimolante, preparatevi, perché questo robottino vi farà brillare gli occhi. Parliamo del Reachy Mini, un concentrato di tecnologia open source, intelligenza artificiale e programmazione, il tutto racchiuso in un form factor incredibilmente simpatico. L’ho testato a fondo (dopo un paio di giorni di puro smanettamento) e sono pronto a raccontarvi ogni singolo dettaglio.
L’assemblaggio: un’esperienza in stile Lego
Il divertimento con Reachy Mini inizia ancora prima di accenderlo, perché arriva a casa completamente a pezzi. Le istruzioni in dotazione sono bellissime, strutturate in modo visivo quasi a ricordare i famosi mattoncini danesi, e indicano persino i minuti stimati per completare ogni singola parte. Il manuale prevedeva circa tre ore per il montaggio completo ma, nella pratica, in un’ora e mezza ve la caverete egregiamente.
Assemblarlo è una vera e propria esperienza didattica e divertente. Si maneggiano i servomotori, si collegano i connettori, si osserva il PCB; si impara concretamente come è fatto l’hardware. Vi capiterà forse di avanzare un paio di cavetti (come è successo a me, con il consueto attimo di dubbio!), ma fa parte del gioco. Una volta collegato l’alimentatore – il cui cavo, a dirla tutta, è risultato un po’ troppo corto – basta premere il bottone: il LED diventa verde e, in appena 10-15 secondi, il robot prende vita.
Hardware e libertà di movimento
Da un punto di vista strutturale, Reachy Mini è dotato di 6 gradi di libertà. Il movimento della testa è gestito da sei servomotori posizionati alla base, collegati a delle aste che ne governano l’inclinazione. A questi se ne aggiungono altri due, posizionati in alto, dedicati esclusivamente a far ruotare le adorabili antennine (una vera genialata in termini di espressività).
Sulla parte frontale, incastonata proprio in mezzo agli occhi, si trova una fotocamera HD, accompagnata da un altoparlante e dai microfoni per l’interazione vocale.
Reachy Mini Lite vs Standard: quale scegliere?
Visitando il sito del produttore, vi accorgerete che esistono due versioni del robot. Io ho testato la versione Lite, che, con un po’ di rammarico, presenta un limite strutturale importante: manca totalmente di potenza di calcolo. Al suo interno risiedono solamente i chip necessari a far muovere i motori, ma l’intero “cervello” operativo deve essere delegato a un computer esterno (compatibile sia con PC che con Mac). È come un neonato che ha bisogno del cordone ombelicale: può essere azionato solo se collegato via cavo USB e attaccato alla corrente, non possedendo una batteria. Inoltre, la versione Lite è sprovvista di Wi-Fi e possiede due microfoni, contro i quattro del fratello maggiore.
La versione Standard, invece, fa un salto di qualità enorme integrando un Raspberry Pi e una batteria interna. Questo significa che i programmi possono girare direttamente all’interno del robot, rendendolo un dispositivo stand-alone, slegato dai cavi USB e dalla presa di corrente.
Software, SDK e l’universo delle mini app
Il cuore pulsante di questo progetto è la sua filosofia open source. L’applicazione ufficiale companion (attualmente appena uscita in fase di preordine e quindi con ancora qualche bug, come la visualizzazione in tempo reale della cam non ancora attiva) permette di testare fin da subito le funzioni di base. Si possono regolare i volumi ed esplorare le animazioni e le espressioni predefinite (come la faccia “arrabbiata”), perfette per rendersi conto della fluidità dei movimenti.
Ma la vera potenza si sblocca nella sezione “Discover Apps”. Qui si apre un ecosistema di circa 145 mini applicazioni, ospitate su un repository di Hugging Face, pronte per essere installate (nel caso della versione Lite, ovviamente, andranno installate sul PC). Reachy Mini offre un SDK completo e API aperte, permettendovi di programmarlo da zero, di interfacciarlo con i modelli LLM per conversare con l’intelligenza artificiale, o di costruire e pubblicare le vostre app personali.
Le app alla prova: dal ballo alla domotica
Avendo a disposizione la versione Lite, ho notato che non tutti i software della libreria sono perfettamente compatibili, ma ne ho provati alcuni davvero degni di nota:
- Spotify Dancer: Un’app che fa muovere il robot a ritmo di musica. Si può scegliere se fargli catturare l’audio dal suo microfono interno o da quello del PC, regolando la sensibilità e l’ampiezza dei movimenti. Forse inutile ai fini pratici, ma visivamente molto simpatica.
- Mini Radio Web: Questa applicazione mi ha fatto impazzire. Trasforma Reachy in una radio: l’antenna di destra serve per scorrere le stazioni web, mentre quella di sinistra simula la sintonizzazione. Se non agganciate la frequenza esatta, l’antenna si sposta in modo incerto, simulando i disturbi di una vecchia radio analogica. Un tocco di classe software clamoroso.
- Home Assistant: Un’app pensata per la domotica che fa reagire il robot agli eventi della casa (es. vi saluta quando si accende una specifica luce o si agita se il consumo di corrente supera il limite del contatore). L’unico limite è la fantasia. Purtroppo, essendo probabilmente pensata per la versione Standard, sulla mia unità andava in crash, ma fa capire l’enorme potenziale del dispositivo.
- Rilevamento Posizione: Un’applicazione banalmente utile per chi programma. Mostra in tempo reale l’angolazione esatta di ogni singolo servomotore. Se, compilando un codice, volete che il robot assuma una posa specifica a seguito di un comando “IF”, questa app vi fornisce i parametri perfetti da inserire.
Prezzo e considerazioni finali
Arriviamo alla domanda fondamentale: quanto costa? Attualmente, c’è una promozione clamorosa su AliExpress. Utilizzando il codice sconto (che vi lascio in basso), potete portarvi a casa la versione Standard a 306 euro, che è praticamente lo stesso prezzo della versione Lite! A queste cifre, prendere il modello più intelligente, con CPU e batteria, è d’obbligo. Cambia totalmente l’esperienza d’uso quotidiana, liberandovi dalla schiavitù di dover tenere il PC sempre acceso e collegato. Devo ammettere che AliExpress sta diventando una piattaforma incredibilmente affidabile e ottima per fare affari tech di questo livello.
In conclusione, Reachy Mini è un acquisto eccezionale. Che sia un regalo nerd per voi stessi o uno strumento educational per i vostri figli, è un prodotto validissimo che stimola l’ingegno. Fatemi sapere cosa ne pensate qua sotto nei commenti!
Adesso vi saluto: vado a cercare di insegnargli a dire “Ciao” quando finisco le recensioni e, soprattutto, a programmarlo per reagire in modo buffo ai voti che do agli smartphone!