QLED vs RGB MiniLED Quale scegliere? RECENSIONE Hisense

Scegliere il televisore perfetto per il proprio salotto significa spesso doversi districare tra decine di sigle e pannelli all’apparenza identici. Per sciogliere ogni dubbio, ho posizionato fianco a fianco due colossi da 65 pollici firmati Hisense: da una parte un validissimo pannello con tecnologia QLED, dall’altra un più sofisticato modello dotato di tecnologia Mini LED RGB. Esteticamente simili, queste due televisioni nascondono anime profondamente diverse che si rivelano in ogni singolo fotogramma. Anticipando la conclusione per i più impazienti: il salto di qualità richiesto dal modello superiore vale assolutamente la spesa. Vediamo perché in ogni singolo dettaglio!

Le differenze sotto la scocca: retroilluminazione e resa cromatica

Il principio di base che separa queste due TV risiede nella gestione della luce. Il modello QLED si basa su un classico schermo LCD supportato da una retroilluminazione monocromatica e da un filtro Quantum Dot, incaricato di ottimizzare e filtrare i colori. Un sistema collaudato che garantisce ottimi risultati, ma che mostra i fianchi quando confrontato con la sua controparte premium.

Il Mini LED RGB porta infatti la precisione visiva su un altro livello. Al posto di una luce bianca standard, utilizza una matrice di minuscoli LED nei tre colori primari: Red, Green e Blue (rosso, verde e blu). Questa soluzione non solo garantisce una fedeltà cromatica assoluta, raggiungendo il 100% del profilo colore BT 2020, ma rivoluziona il local dimming. Il pannello vanta ben 1.000 zone indipendenti che si accendono, si spengono o si modulano a seconda di cosa viene mostrato a schermo, pompando il contrasto e raggiungendo picchi di luminosità straordinari, fino a 5.000 nit.

Estetica, angolo di visione e trattamento antiriflesso

A parità di impostazioni, la differenza tra i due schermi è palpabile fin dal primo sguardo. Il Mini LED RGB domina per quanto riguarda l’angolo di visualizzazione: anche spostandosi lateralmente, le immagini virano pochissimo mantenendo inalterata l’esplosione dei colori e la forte luminosità. Il QLED, di contro, tende a perdere fedeltà se non viene guardato perfettamente dal centro.

Un altro fattore cruciale per chi posiziona la TV in ambienti molto luminosi è la gestione dei riflessi. Il pannello Mini LED vanta un trattamento superficiale antiriflesso nettamente superiore rispetto al QLED. Non si tratta di un vantaggio intrinseco della tecnologia d’illuminazione, ma di una cura costruttiva specifica per la superficie del vetro che abbatte i fastidiosi riverberi di finestre e lampadari.

Neri profondi e uniformità: il test al buio

Testando i televisori con immagini uniformi blu, verdi, rosse e grigie, entrambi i pannelli si comportano egregiamente, limitando al minimo il banding e garantendo sfumature morbide. Tuttavia, è quando si spengono le luci della stanza che il divario si fa incolmabile.

Al buio totale, il contrasto del Mini LED è eccezionale. Grazie alle 1.000 zone di oscuramento, nelle aree dove l’immagine richiede il nero, la retroilluminazione si spegne fisicamente. Il risultato è un nero reale, inchiostrato. Sul QLED, invece, si nota sempre quella tipica illuminazione residua, una sorta di “patina” grigiastra che appiattisce leggermente l’esperienza cinematografica notturna.

Interfaccia Vidaa, intelligenza artificiale e modalità quadro

Spostandoci sul lato software, entrambi i dispositivi sono mossi dal sistema operativo VIDAA. L’interfaccia è fluida, priva di lag e scattante in ogni menu. Entrambe le TV integrano funzionalità di intelligenza artificiale, richiamabili tramite un comodo pulsante dedicato, capaci di suggerire le previsioni meteo, consigliare contenuti video o musica in base alle abitudini, imparando progressivamente i gusti dell’utente. Sono inoltre compatibili con i comandi vocali e si integrano perfettamente con Alexa.

L’assortimento di applicazioni è completo: dai classici broadcaster a Apple TV, DAZN e Chili, passando per il browser internet integrato e un App Store ben fornito. Esiste anche l’applicazione mobile per comandare la TV da smartphone, un’aggiunta utile ma non imprescindibile per l’utilizzo quotidiano.

Molto affascinante è la funzione Art Gallery, che trasforma lo schermo in un quadro. Trattandosi di pannelli LCD (sia il QLED che il Mini LED), non soffrono in alcun modo di problemi di ritenzione dell’immagine o burn-in: possono mostrare un’immagine fissa quasi all’infinito senza danneggiarsi. In questa modalità estetica, il Mini LED vince a mani basse restituendo dettagli incisi e colori vibranti che sembrano dipinti, laddove il QLED mostra nuovamente un lieve calo di contrasto.

Telecomando e modalità di visione: i dettagli che fanno la differenza

L’attenzione ai dettagli si nota anche negli accessori. Il QLED viene fornito con un telecomando standard, mentre il telecomando del Mini LED RGB è un vero gioiellino tecnologico: integra un pannellino solare per ricaricare le batterie interne e una porta USB di tipo C qualora venisse dimenticato a lungo in un cassetto al buio. Entrambi presentano, naturalmente, le scorciatoie fisiche per le piattaforme di streaming più note.

Tra le numerose impostazioni dell’immagine (Standard, Film, Cinema, Risparmio Energetico, Dinamica, Sport), la modalità Filmmaker si conferma la scelta migliore per preservare la fedeltà cromatica e l’intento originale dei registi. Nelle stanze invase dalla luce solare, l’impostazione Dinamica HDR sul Mini LED esalta ancora di più l’assenza di patina visiva, restituendo una nitidezza che buca letteralmente lo schermo, complice anche il sensore di luminosità ambientaleche adatta il pannello senza affaticare gli occhi.

Comparto sonoro integrato: serve davvero una soundbar?

Anche per quanto riguarda l’audio, le due televisioni appartengono a categorie distinte. Il QLED offre un sonoro cristallino con una buona resa sugli alti e un’ottima pressione sonora, ma risulta carente nella spazialità e nei bassi, rendendo l’acquisto di una soundbar quasi obbligatorio per chi cerca l’immersività.

Il Mini LED RGB, al contrario, nasconde un sistema audio 4.1.2 molto più raffinato. Equipaggiato con due subwoofer integrati e tweeter rivolti verso l’alto, garantisce una spazialità eccellente. I bassi sono rotondi e presenti; sebbene non possano competere con un grosso subwoofer separato in grado di dare il classico “calcio nello stomaco”, l’impianto suona come una soundbar di fascia media. Entrambi i televisori supportano formati di altissimo livello come Dolby Vision, HDR10+, HLG e Dolby Atmos.

Prestazioni gaming e connettività

I videogiocatori troveranno pane per i loro denti: entrambi i TV possiedono ben tre porte HDMI 2.1 e supportano il VRR (Variable Refresh Rate). Anche in questo caso il modello premium spinge sull’acceleratore, raggiungendo un refresh rate di 180 Hz contro i comunque eccellenti 144 Hz del QLED. Una fluidità che farà la gioia di chi gioca con console di ultima generazione o PC di fascia alta.

Prezzi e conclusioni: vale la pena investire di più?

Arriviamo al nodo centrale: il budget. Il QLED da 65 pollici ha un prezzo di listino intorno ai 1.000 euro, con uno street price molto aggressivo tra i 700 e i 750 euro. Il Mini LED RGB, invece, parte da un listino di circa 2.000 euro, reperibile in rete tra i 1.100 e i 1.400 euro a seconda delle promozioni attive.

Chi cerca il massimo risparmio troverà nel QLED un pannello comunque valido. Tuttavia, per gli amanti del cinema e dei colori perfetti, non c’è assolutamente partita a favore del Mini LED RGB. La straordinaria riproduzione dei neri, il comfort visivo, la luminosità estrema e i consumi energetici ottimizzati ne giustificano ampiamente la spesa. Anzi, le sue prestazioni sono così elevate da avere senso anche in un confronto diretto con la tecnologia OLED: pur rinunciando al nero teoricamente infinito del pixel autoilluminante, il Mini LED offre vantaggi concreti come l’assenza del rischio burn-in, l’uso massiccio come quadro digitale e un prezzo decisamente più abbordabile, mettendosi alle spalle le criticità del passato nella gestione delle ombre.

La qualità di questo Hisense Mini LED RGB ci ha convinti a tal punto che, anziché restituirlo all’azienda, è stato piazzato in pianta stabile nel mio appartamento che trovate su Airbnb! Chiunque volesse metterlo alla prova di persona e sperimentare queste incredibili differenze dal vivo è più che benvenuto, con tanto di prezzo speciale per chi prenota dopo aver letto questa recensione.

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