CHI MI PULISCE LA CASA AL MARE? Recensione Roborock Qrevo 2 pro

Pensavate davvero che partissi per due settimane di mare accettando il compromesso di vivere in una casa con il pavimento costantemente ricoperto di sabbia? Sapete bene come la penso sulle pulizie e sul godersi il tempo libero, specie in vacanza, dove non voglio assolutamente essere schiavo dell’ordine tra costumi umidi e asciugamani buttati a terra. Per questo ho deciso di mettere alla prova il nuovo Roborock QRevo 2 Pro in un contesto 100% reale e decisamente ostico. Vi anticipo solo qualche numero: 25.000 PA di aspirazione, lavaggio dei panni con acqua a 75 gradi e un prezzo aggressivo di 499 euro. Sulla carta ha tutte le caratteristiche per gestire la fanghiglia post-spiaggia e i capelli sparsi per casa, ma come si sarà comportato tra le insidie di un appartamento vissuto senza troppe attenzioni? Mettetevi comodi, vi racconto tutto.

Design della base e gestione dei serbatoi

Questo nuovo modello va a cambiare il design della base rispetto al precedente, e devo ammettere che esteticamente mi piace molto di più. Andando ad analizzare la stazione, troviamo subito il serbatoio dell’acqua pulita, che con un pieno riesce a gestire circa tre lavaggi in una casa di 40 metri quadri calpestabili. Accanto c’è ovviamente il serbatoio dell’acqua sporca, che alla fine dei miei test presentava un fondo di fanghiglia e sabbia notevole, segno che il robot ha fatto egregiamente il suo dovere.

Essendo un prodotto di fascia medio-bassa, non è presente il serbatoio del detersivo con l’autodosaggio. Sotto ai serbatoi manca anche lo sportellino anteriore: troviamo direttamente il sacchetto per la raccolta automatica della polvere. Una chicca fondamentale della base è la manutenzione dei panni: il mocio laterale viene lavato dalla stazione a 75 gradi con acqua calda e successivamente asciugato con aria calda, garantendo igiene e prevenendo i cattivi odori.

Aspirazione potente e spazzola anti-ingarbugliamento

Per i miei test ho impostato l’aspirazione sempre in modalità turbo, sfruttando tutti i 25.000 PA a disposizione per essere certo di tirar su anche le particelle di sabbia più fini. Camminando a piedi nudi su un pavimento liscio si sente subito anche il micro granellino, ma dopo il suo passaggio il risultato è stato ineccepibile.

Il sistema di aspirazione si affida a una spazzola tagliata anti-ingarbugliamento: i capelli si incanalano in mezzo e vengono aspirati senza attorcigliarsi sul rullo, e lo stesso meccanismo protettivo è applicato alla spazzola laterale. A livello di mobilità, il robot non ha spiccate capacità di climbing, fermandosi davanti a soglie superiori ai 2 centimetri, ma in una casa normale si muove senza alcun problema. Il piatto di lavaggio sottostante è tra l’altro facilissimo da rimuovere tramite un piccolo gancio, ideale nel caso in cui dobbiate dare una sciacquata o liberare la griglietta di protezione da eventuali pezzetti di plastica aspirati per sbaglio.

Lavaggio intelligente e aggiramento ostacoli

La vera particolarità del Roborock QRevo 2 Pro è il suo mocio laterale che trasla e si allarga per raggiungere i bordi. Sotto i mobili della cucina, ad esempio, è riuscito ad arrivare esattamente a filo del battiscopa, raccogliendo senza esitazioni dei residui di couscous finiti a terra.

Per quanto riguarda la navigazione, il robot non ha la telecamera per la videosorveglianza, ma emette dei raggi frontali per individuare gli ostacoli più grandi. Se incontra delle ciabatte lasciate in giro, tende a spostarle leggermente senza bloccarsi, mentre tra le sedie e i tavolini si divincola davvero bene. Anche in bagno, dove lo spazio tra i sanitari è un pertugio incastroso, si è mosso agilmente grazie alla sua altezza di 9,5 centimetri. È riuscito a rimuovere al primo colpo la classica macchia lasciata da gocce d’acqua e sapone evaporate. È vero che gli angoli non vengono coperti perfettamente per via della spazzola laterale fissa, ma mantenendo il 95% del pavimento sempre pulito, anche la polvere negli spigoli estremi si riduce drasticamente.

Applicazione, mappatura e impostazioni

L’ecosistema software è gestito dalla classica e sempre affidabile applicazione di Roborock. La gestione della mappa è ottima, permette di impostare zone vietate, ostacoli da evitare e di specificare il tipo di pavimento. Le opzioni di personalizzazione sono infinite: si può scegliere la sequenza di pulizia, impostare flussi di lavoro per stanza o zona, regolare il livello dell’acqua su 30 step differenti (io l’ho tenuto a metà) e persino ordinargli di avere percorsi più meticolosi aumentando la sovrapposizione tra un passaggio e l’altro.

Molto intelligente la gestione dei tappeti: il robot può sollevare i moci di 1,5 centimetri se si decide di aspirare e lavare contemporaneamente, oppure può sganciarli e lasciarli fisicamente alla base se gli si ordina di fare prima un giro di sola aspirazione per poi lavare in un secondo momento.

Il bilancio finale sulle rinunce e il prezzo

Tirando le somme di questa prova reale, il rumore in fase di lavaggio e aspirazione è perfettamente nella media, e il robot parla rigorosamente in italiano. A 499 euro fa le pulizie a 360 gradi in modo eccellente.

I minus rispetto ai top di gamma ci sono e sono chiari: manca il riconoscimento avanzato degli ostacoli con videocamera, manca la spazzola laterale estensibile (si estende solo il mocio) e manca la vaschetta per dosare automaticamente il detersivo. Tuttavia, costa un terzo rispetto ai flagship del mercato. A questo prezzo, per chi ha una casa su due o tre piani, ha decisamente più senso acquistare più robot di fascia media come questo da piazzare sui vari livelli, piuttosto che spendere cifre folli per un singolo top di gamma da dover spostare a mano. Il tempo che vi regala, specialmente mentre siete in vacanza e volete solo andare al mare, è impagabile.