Recensione NUOVE AIRPODS 5 Apple

La consegna immediata di Apple alla fine della loro stessa presentazione mi ha permesso di provare subito le nuove AirPods 5 e di essere già pronto a parlarvene, la nuova generazione degli auricolari che portano avanti una filosofia ben precisa: niente gommini in-ear a tappare il condotto uditivo. È un approccio che moltissimi utenti preferiscono per una questione di puro comfort, ma che storicamente ha sempre rappresentato un limite per l’isolamento acustico. Apple dichiara un miglioramento della cancellazione del rumore del 50%, una promessa ambiziosa per un design aperto che mi ha spinto a testarle a fondo, dai voli aerei fino a situazioni estreme come il tracciato di un Gran Premio. Dopo cinque giorni di utilizzo intenso in giro per il mondo, posso dirvi che queste cuffie sono un prodotto notevolissimo, ma non mancano un paio di dettagli da tenere in considerazione.

Come si comportano la cancellazione del rumore e la modalità adattiva

Partiamo subito dal piatto forte, perché ottenere una ANC efficace senza il “tappo” del gommino in silicone è una sfida ingegneristica non da poco. Messe alla prova in contesti complessi, con musica da discoteca a tutto volume, vento e traffico cittadino, devo ammettere che fanno davvero paura. Abbattono i rumori di fondo in maniera brutale.

Tuttavia, impostando la cancellazione del rumore al livello massimo, emerge un difetto che mi ha fatto storcere il naso: si crea quel fastidioso “effetto acquario” che avevamo imparato a conoscere (e detestare) con le prime e le seconde AirPods Pro. Inoltre, la mancanza del gommino comporta un problema fisico strutturale. Se parlate, mangiate, o semplicemente muovete la mascella, la conformazione dell’orecchio cambia e la plastica rigida della cuffia non riesce a compensare lo spostamento. Il risultato è che l’algoritmo va in crisi e la soppressione del rumore fluttua in continuazione, un dettaglio che alla lunga mi ha dato un po’ fastidio.

La vera quadratura del cerchio, però, l’ho trovata con la modalità adattiva. In questa configurazione l’effetto acquario sparisce completamente. L’ho testata durante un dj set di Apple e a bordo pista durante il Gran Premio di Formula 1: a circa 20 metri da casse gigantesche e con i motori in sottofondo, le cuffie sono riuscite ad attutire perfettamente il frastuono, permettendomi comunque di sentire i suoni in modo nitido e non ovattato. La gestione tramite slider è precisissima e permette di bilanciare in modo fine la trasparenza e l’isolamento in base al contesto in cui ci si trova. Facendo un paragone diretto, se le AirPods Pro 3 offrono un isolamento pari a 9 su 10, queste AirPods 5 si attestano tranquillamente tra il 7,5 e l’8, un risultato eccellente considerando il form factor.

Qualità audio, equalizzazione e chiamate al top

Non avevo ancora parlato della pura qualità di riproduzione, che è veramente ottima e fa un passo in avanti, a mio avviso, rispetto alla generazione precedente. I bassi sono profondi e corposi, mentre le medie e le alte frequenze restituiscono voci cristalline e dettagli perfetti.

La vera novità lato software è che finalmente l’applicazione permette di equalizzare il suono. Ora è possibile alzare o abbassare a piacimento le basse, medie e alte frequenze per customizzare l’esperienza d’ascolto, una libertà che sulle versioni passate mancava del tutto.

Per quanto riguarda i microfoni, ho effettuato diverse chiamate e videochiamate, tra cui una proprio dal Gran Premio. Dall’altra parte mi sentivano in modo perfetto, nonostante il vento e il forte rumore ambientale, a conferma dell’ottimo lavoro fatto sull’isolamento vocale. Promossa a pieni voti anche la funzione di rilevamento della conversazione: non appena iniziate a parlare, il volume della musica si abbassa automaticamente, per poi rialzarsi non appena tornate in silenzio. Il riconoscimento è rapido e non sbaglia un colpo.

Traduzione in tempo reale ed ecosistema Apple

Un’altra funzione che ho sfruttato parecchio tra Stati Uniti e Spagna è la traduzione in tempo reale. Al momento è ancora in versione beta e si nota. Sfruttando probabilmente le capacità di Apple Intelligence, il sistema cerca di contestualizzare le frasi anziché tradurre parola per parola, ma questo comporta un ritardo di 1 o 2 secondi rispetto al parlato. Capita a volte che la traduzione risulti un po’ sconclusionata mentre l’algoritmo “aggiusta il tiro” in corsa, ma nell’uso pratico permette comunque di farsi capire e di comprendere l’interlocutore senza troppi patemi.

Inutile dire che l’integrazione nell’ecosistema Apple è magistrale: il passaggio automatico della connessione tra iPhone e Mac è immediato e privo di intoppi, confermandosi una delle feature più comode in assoluto per chi lavora su più dispositivi.

Autonomia, resistenza e i compromessi sui controlli

Dal punto di vista costruttivo, le AirPods 5 guadagnano la certificazione IP57, migliorando la resistenza all’acqua e alla polvere. Integrano ovviamente il sensore di rilevamento dell’orecchio che mette in pausa la riproduzione in automatico.

Sul fronte dell’autonomia non posso che ritenermi soddisfatto. In questi giorni non le ho mai ricaricate alla presa, usandole per circa 10 ore complessive tra voli e gli eventi live. Le cuffie garantiscono 5 ore di riproduzione continua fuori dal case, e la custodia assicura altre 3 o 4 ricariche complete.

Capitolo controlli e versioni: qui Apple ha fatto delle scelte che mi lasciano un po’ perplesso. I comandi si gestiscono tramite i sensori a pressione sui bastoncini (play, pausa, skip). Sono state introdotte anche le utilissime gesture con la testa per accettare o rifiutare una chiamata. Tuttavia, non mi fa impazzire lo swipe sul bastoncino per regolare il volume. A differenza delle in-ear che sono ben incastrate, sfregare il dito sul bastoncino tende a spostare leggermente la cuffia, costringendomi spesso a risistemarla nell’orecchio. Avrei preferito dei tap o uno swipe sulla parte superiore della cuffia per una questione di stabilità.

A proposito di stabilità: pur essendo comodissime e prive del fastidio intrinseco del gommino, non essendo letteralmente incastrate nel condotto, tendono a scappare via più facilmente se prendete dentro un ostacolo inavvertitamente.

Prezzo e conclusioni

Le AirPods 5 costano 169 euro nella versione con custodia dotata di ricarica wireless. Attenzione però, perché spulciando le specifiche sul sito Apple ho scoperto che esiste anche una versione senza ricarica wireless, ma scegliendo quest’ultima perderete la possibilità di usare le gesture del volume e non avrete l’altoparlante integrato nel case(fondamentale per ritrovarle tramite la rete Dov’è).

Tirando le somme, valgono ogni euro che costano. Offrono una qualità audio eccellente, una soppressione dei rumori che ha del miracoloso per il form factor open-fit e una personalizzazione software finalmente degna di questo nome. Se cercate l’isolamento assoluto, le AirPods Pro restano la scelta obbligata. Ma se non sopportate i gommini in-ear e volete un prodotto trasversale per lavorare, viaggiare e ascoltare musica ad alti livelli, queste AirPods 5 sono un prodotto incredibilmente riuscito. Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti.