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APPLE lancia MAC mini M6 a 2nm e MAC Studio M5 Ultra: fino a 36 core, 512GB di RAM e prezzi da 1.079€

Sapete bene come la penso sui computer desktop di Cupertino: già le generazioni precedenti di Mac mini e Mac Studio mi avevano letteralmente fatto impazzire, dimostrando che non serve avere una torre enorme sulla scrivania per macinare task pesanti senza battere ciglio. Eppure, leggendo la scheda tecnica appena ufficializzata da Apple per questi nuovi aggiornamenti, ho dovuto stropicciarmi gli occhi. Parliamo di macchine che alzano l’asticella in modo brutale: l’inedito chip M6 con l’avanzata tecnologia a 2 nanometri, memorie unificate che si spingono fino alla mostruosa cifra di 512GB e una larghezza di banda pazzesca da 1,2 TBps. È un vero e proprio salto quantico, progettato appositamente per far girare enormi modelli di intelligenza artificiale interamente in locale, con un’efficienza che spaventa. Non vi spoilero subito quale sia la configurazione che mi ha convinto di più per un possibile upgrade, ma vi do un piccolo indizio: il debutto dello standard Thunderbolt 5 e l’arrivo del tanto atteso Wi-Fi 7 stravolgono definitivamente le regole del gioco. Mettetevi comodi, perché i numeri di questa nuova generazione sono davvero clamorosi.

Il cuore della nuova generazione: l’efficienza estrema di M6

La vera star sul fronte dell’ottimizzazione è indubbiamente il chip M6, il primo di casa Apple a essere prodotto con un’avanzata tecnologia a 2 nanometri. Questo processo produttivo permette di stipare ancora più transistor in uno spazio ridotto, portando l’efficienza energetica a livelli mai visti. Al suo interno troviamo una CPU a 12 core, strutturata in maniera molto particolare: 2 super core per le operazioni fulminee in single-thread, 4 performance core per i carichi pesanti e 6 efficiency core per le attività in background.

Il comparto grafico non è da meno, con una GPU a 12 core dotata per la prima volta di Neural Accelerator integrati in ogni singolo core, capace di restituire prestazioni AI superiori del 30% rispetto a M5. In abbinamento, il nuovo Dual Neural Engine a 16 core gestisce l’elaborazione dei framework in simultanea. Per chi mastica numeri, questo silicio supporta fino a 32GB di memoria unificata con una banda passante di 170 GBps. Il risultato? L’elaborazione dei prompt, il coding e l’editing fotografico diventano fulminei.

Mac mini: potenza ultracompatta con M6 e M5 Pro

Tutta questa tecnologia trova spazio nel rinnovato Mac mini, che continua a mantenere il suo iconico design ultracompatto ma raddoppia le opzioni a disposizione. Oltre alla versione base con M6, per chi ha bisogno di spingere sul pedale dell’acceleratore c’è la configurazione con il chip M5 Pro. Questo processore alza vertiginosamente la posta in gioco offrendo una CPU fino a 18 core e una GPU fino a 20 core, supportando fino a 64GB di memoria unificata con una banda da ben 307 GBps.

A livello di connettività, entrambi i modelli integrano finalmente il Wi-Fi 7 e il Bluetooth 6, oltre alla porta Ethernet da 2,5Gb (espandibile a 10Gb). Se scegliete la variante con M6, troverete sul retro tre porte Thunderbolt 4, mentre il modello con M5 Pro fa il salto di qualità integrando tre porte Thunderbolt 5, accompagnate da HDMI, porte USB-C frontali e jack per cuffie ad alta impedenza. I prezzi in Italia partono da 1.079 euro per il modello M6 e da 2.029 euro per l’M5 Pro, con disponibilità a partire dal 22 settembre.

M5 Max e l’incredibile M5 Ultra: i pesi massimi

Spostandoci sul versante dei professionisti puri, l’architettura dei nuovi chip raggiunge proporzioni mastodontiche. Il chip M5 Max offre una CPU a 18 core e una GPU fino a 40 core, gestendo fino a 128GB di memoria unificata (banda a 614 GBps). Ma è il nuovo M5 Ultra a riscrivere completamente le regole del gioco.

Sfruttando la tecnologia UltraFusion, sono stati uniti due die M5 Max per creare un’architettura quad-die senza precedenti, capace di comunicare a 4,4 TBps inter-die. Le specifiche di M5 Ultra fanno impressione: CPU fino a 36 core, GPU fino a 80 core, e un Neural Engine a 32 core. È l’unico sistema capace di gestire fino a 512GB di memoria unificata con una larghezza di banda stratosferica di 1,2 TBps. Grazie a un media engine potenziato, è in grado di decodificare flussi pazzeschi, gestendo simultaneamente fino a 33 stream video ProRes 422 in 8K.

Mac Studio diventa il desktop definitivo per l’AI

Questo silicio estremo trova la sua casa naturale nel nuovo Mac Studio, pensato per chi fa sul serio con l’intelligenza artificiale generativa, il rendering 3D complesso e gli effetti visivi. Il supporto alla tecnologia Thunderbolt 5 non serve solo per collegare monitor o SSD velocissimi (che ora sfruttano l’architettura PCIe Gen 6): permette di collegare in cluster più unità Mac Studio tramite RDMA (Remote Direct Memory Access). Questo significa poter mettere in rete fino a quattro macchine per unire la potenza di calcolo nell’addestramento di modelli linguistici immensi.

Anche qui debutta il genlock tramite USB-C, essenziale per la sincronizzazione video professionale in abbinata a dispositivi come iPhone 17 Pro, e viene confermata la presenza di Wi-Fi 7 e Bluetooth 6. Il Mac Studio con M5 Max parte da 3.049 euro, mentre l’imponente variante con M5 Ultra richiede un investimento a partire da 6.699 euro. Se puntate ai famosi 512GB di RAM, dovrete però attendere la fine di ottobre.

L’esperienza utente con macOS 27 Golden Gate

L’hardware, per quanto formidabile, non può esprimersi al meglio senza un software all’altezza. Entrambe le macchine arriveranno sul mercato con il nuovo macOS 27 Golden Gate, che porta l’integrazione di Apple Intelligence a un livello di maturità superiore. L’ecosistema è stato raffinato per rendere l’uso quotidiano meno macchinoso, dall’automazione tramite Comandi Rapidi basata su semplici descrizioni testuali fino alle nuove capacità di fotoritocco. Sul fronte dell’interfaccia, i miglioramenti al Liquid Glass portano barre laterali edge-to-edge e finestre ottimizzate che rendono l’esperienza visiva decisamente più moderna.

Infine, un dettaglio importante per l’impatto ambientale: il Mac mini è costruito al 50% con materiali riciclati (35% per il Mac Studio) e sfrutta interamente energia rinnovabile per la produzione, avvicinando sempre di più l’obiettivo della carbon neutrality previsto per il 2030.