eBike PIEGHEVOLE, LEGGERA e VERSATILE. Test Ride SKYOU PYXIS

C’è sempre una certa curiosità da parte mia quando si tratta di testare nuove soluzioni per la mobilità urbana, specialmente se promettono di unire praticità e prestazioni a un costo accessibile. Oggi ho messo sotto la lente d’ingrandimento la Pyxis di Skyou, una e-bike pieghevole che punta tutto sulla versatilità. L’ho portata con me in diverse situazioni, dalla città fino a percorsi decisamente fuori dalla sua comfort zone, per capire di che pasta è fatta e quali sono i suoi reali limiti.

Praticità d’uso e prime impressioni sul montaggio

Il primo test l’ha superato a motore spento: l’ho piegata e infilata nel baule della macchina per portarla sul luogo del test. L’operazione è agevolata dal peso contenuto, visto che la bilancia si ferma a 16,6 kg. Skyou è un marchio che avevo già provato e apprezzato per il bilanciamento tra costo e resa, e anche in questo caso offre una scelta comoda: la bici si può ritirare già montata da un rivenditore, oppure ricevere a casa tramite spedizione. Nel secondo caso, vi confermo che bastano 10 minuti per l’assemblaggio. Le istruzioni sono chiare ed è presente un video tutorial che semplifica ulteriormente le cose. L’impressione generale è quella di un mezzo che non cerca montaggi esasperati, ma che non rinuncia agli elementi essenziali.

Caratteristiche tecniche, telaio e componentistica

Analizzando la struttura, troviamo un telaio completamente in alluminio e un sistema frenante che spicca per la categoria, ovvero un doppio freno a disco idraulico. La batteria è integrata all’interno del tubo principale, ma rimane facilmente removibile: aprendo la leva centrale e piegando il telaio, si può sganciare l’accumulatore per ricaricarlo comodamente in casa o in ufficio. Sul telaio è presente anche la predisposizione per un porta borraccia.

Per le ruote si è optato per un diametro di 20 pollici con una sezione generosa da 1,95 pollici. È una misura intelligente per l’uso cittadino perché evita che gli pneumatici si incastrino nelle rotaie dei tram. Manca un sistema di ammortizzazione dedicato, ma devo dire che il volume delle gomme e la struttura del telaio riescono ad assorbire in modo adeguato le asperità del terreno. Completa la dotazione un impianto di illuminazione ben studiato, dotato di una parabola tagliata per evitare di abbagliare i veicoli e i pedoni incrociati.

Il motore e il compromesso del sensore di pedalata

La Pixis offre cinque livelli di assistenza elettrica. Qui troviamo quello che è il compromesso principale scelto dall’azienda per contenere i costi: il sensore di pedalata non è di coppia. All’atto pratico, questo significa che partendo da fermi è necessario completare circa un quarto di giro di pedale prima che il motore inizi a erogare spinta.

Il sensore di coppia restituisce un feeling sicuramente più naturale, ma considerando il peso ridotto della bici, quel primo quarto di pedalata si riesce a dare senza eccessivo sforzo. L’ho testato fermandomi di proposito in pendenza: una volta attivato, il propulsore da 250 W e 38 Nm di coppia spinge in modo costante e lineare, gestendo bene il dislivello senza far percepire la fatica.

La prova su strada tra salite impegnative e discese

Per valutare la reale versatilità del mezzo, ho cercato un terreno accidentato: una strada a 1800 metri di altitudine, in parte asfaltata e in parte fuoristrada, con pendenze estreme che si aggiravano intorno al 30%, simili alla rampa molto ripida di un box. Impostando l’assistenza al livello cinque e utilizzando le marce più corte dei sette rapporti disponibili, la bici è salita a una velocità di circa 11 km/h. Ovviamente, su pendenze simili il motore va supportato in modo attivo con la pedalata, non è una mountain bike da arrampicata, ma l’aiuto c’è e mi ha permesso di affrontare il tratto parlando senza avere il fiato spezzato.

La discesa successiva è stata il banco di prova per l’impianto frenante. Su pendenze così ripide ho toccato quasi i 40 km/he i freni idraulici si sono dimostrati ottimi: sono potenti e molto modulabili. Potrebbero sembrare sovradimensionati per la tipologia di e-bike, ma sulla sicurezza è sempre meglio abbondare. Nonostante le buche e il brecciolino, bloccando la ruota posteriore il telaio ha mantenuto un buon controllo, senza scricchiolii anomali, dimostrando che i componenti sono assemblati e fissati con precisione.

Comportamento in città, guida senza assistenza e autonomia

Tornando su strade pianeggianti e in leggera salita, spingendo il rapporto più lungo, il motore stacca l’assistenza in modo progressivo attorno ai 26-27 km/h. Nel contesto urbano, fatto di continue frenate, ripartenze ed evitamento di ostacoli, la bici si fa apprezzare per una notevole maneggevolezza. I cambi di direzione destra-sinistra sono rapidi e intuitivi.

Ho voluto provare a guidarla impostando l’assistenza a zero per capire come si comporta a batteria scarica. Il verdetto è che risulta mediamente pedalabile. Certo, sul mercato esistono pieghevoli più leggere e scorrevoli da usare a motore spento, ma richiedono materiali come carbonio o titanio e budget completamente diversi; per questa fascia di prezzo, il risultato è più che soddisfacente. Per quanto riguarda l’autonomia, la batteria da 360 Wh garantisce una percorrenza reale compresa tra i 30 e i 50 km, variabile a seconda del peso del ciclista, del livello di assistenza utilizzato e dei dislivelli affrontati.

Piegabilità, prezzi e considerazioni finali

Il lato pratico si chiude con la piegabilità. Il sistema è semplice: si sgancia una leva per abbassare il manubrio, i pedali si ripiegano spingendoli verso l’interno per ridurre l’ingombro laterale, e il telaio si piega a metà unendo due perni magnetici che tengono la bici chiusa. Rimuovendo il tubo sella, il peso e gli ingombri si riducono ulteriormente, permettendo di caricarla in macchina senza affaticare troppo la schiena.

Sul fronte del listino, la Pixis viene proposta a 999 euro, un posizionamento corretto considerando l’equipaggiamento tecnico e la presenza dei freni idraulici. Il marchio mette a disposizione diverse colorazioni, tra cui un bell’arancione (quello della mia prova) e un azzurro molto riuscito. Tramite un codice sconto dedicato che sono riuscito a strappargli è possibile abbassare il prezzo a 799 euro. A questa cifra, al netto della mancanza del sensore di coppia, il pacchetto offerto diventa un’opzione estremamente concreta per chi cerca una pieghevole tuttofare. Anzi, diventa una vera best buy!  Voi cosa ne pensate di questo modello?

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