I nuovi Huawei Watch GT7 Pro e GT7 standard sono al mio polso ormai da diversi giorni, messi a dura prova tra ritmi quotidiani, sessioni di allenamento e lunghi percorsi in mountain bike sotto condizioni meteo non esattamente clementi. Se state cercando uno stravolgimento totale rispetto alla già eccellente serie GT6, siete fuori strada: l’azienda ha scelto la via del perfezionamento, andando a correggere e migliorare quegli specifici dettagli che definiscono davvero l’esperienza d’uso. Nel corso di questa recensione analizzeremo un’intuizione di design sul cinturino capace di risolvere un fastidio storico dei wearable, una solidità costruttiva invidiabile e una nuova integrazione per la navigazione GPS che farà la gioia degli sportivi. Restano intatte le certezze granitiche sulla durata della batteria, ma non manca qualche ombra sul fronte software e sulla gestione delle notifiche che merita di essere sviscerata a fondo.
Il design e l’hardware: il colpo di genio del cinturino
Partiamo subito da quella che, secondo me, è la vera chicca hardware di quest’anno: il nuovo cinturino. Huawei ha optato per un design molto particolare in cui la parte in eccesso si infila praticamente sotto. Questo significa che, sia sul modello Pro che su quello standard, non avrete più a che fare con i fastidiosi doppi anelli in cui l’ultimo lembo di cinturino esce sempre, diventando una fonte di stress continuo. È un sistema talmente comodo che viene da chiedersi perché non ci abbiano pensato prima: lo allacciate con un semplice gesto e ve ne dimenticate. I materiali sono ottimi, parliamo di un silicone anallergico che, pur essendo plastico, non fa sudare in modo eccessivo e non mi ha dato alcun problema al polso (anche se, chiaramente, la sensibilità cutanea resta un fattore soggettivo). Ottima anche la retrocompatibilità con i cinturini della versione 6.
Il display da 1,7 pollici di diametro è un vero spettacolo, capace di spingersi fino a 3000 nit di luminosità, rendendolo perfettamente leggibile anche sotto il sole cocente. Ma è sui materiali della cassa che il Huawei GT7 Pro fa la voce grossa: abbiamo una struttura in lega di titanio protetta da vetro zaffiro. Li sto maltrattando da giorni e, ad oggi, ci sono zero graffi. Sul retro troviamo i soliti, ottimi sensori, ulteriormente affinati per garantire misurazioni precise di elettrocardiogramma, ossigenazione del sangue (SPO2) e battito cardiaco. Non manca, ovviamente, la comoda corona ruotabile per navigare nei menù.
Batteria e ricarica: dimenticatevi il caricabatterie
L’autonomia è da sempre il fiore all’occhiello di Huawei e anche a questo giro non delude. Con un utilizzo abbastanza pesante – l’ho portato in montagna monitorando tra la mezz’ora e l’ora di attività con GPS attivo ogni giorno – la batteria ha garantito serenamente tra i 10 e i 12 giorni di durata. Se invece il vostro uso è più blando e vi limitate al fitness di base, al monitoraggio generale, alle notifiche e a qualche chiamata Bluetooth, potete tranquillamente raggiungere i 15-20 giorni.
La ricarica è completamente wireless: basta appoggiare l’orologio sulla sua base magnetica e in meno di un’oretta avrete il 100% di carica. Queste tempistiche sono identiche sia per il Pro che per la versione standard.
Cosa cambia tra il modello pro e quello standard?
La differenza principale risiede nella sensoristica legata al cuore. Il modello standard non dispone dell’elettrocardiogramma e di tutte quelle misurazioni mediche che richiedono hardware specifico. Tuttavia, non gli manca nulla a livello smart: ha microfono e altoparlante per rispondere alle chiamate, oltre a includere altimetro, barometro e tutte le funzioni essenziali per lo sport e l’outdoor.
Alla prova sul campo: montagna, bici e integrazione con Komoot
Ho voluto testarlo sul serio e l’ho portato in montagna. Ho iniziato con Buddyfit per un po’ di corpo libero: alla faccia di chi dice che l’allenamento statico è una passeggiata, il sensore ha tracciato perfettamente le mie variazioni, segnando 100, 103, 105 fino a 108 battiti.
Ma a Livigno non puoi non fare un giro in bici! Ne ho affittata una, una cargo bike con Chiara (un “cancello” incredibile da pedalare, ma ce l’abbiamo fatta ad arrivare in agriturismo). L’orologio ha un pulsante dedicato per l’accesso rapido alle attività. Selezionando “Pedalata all’aperto”, potete scegliere il tipo di bicicletta e avviare il monitoraggio. Durante l’attività, se volete bloccare lo schermo per evitare tocchi accidentali, basta tenere premuta la corona (che risulta comodissima anche per scorrere le varie schermate dati). A fine giro, ho bruciato 311 calorie e l’orologio ha persino calcolato la mia frequenza cardiaca di recupero.
Il giorno dopo, giro serio in mountain bike per testare una funzione a mio avviso pazzesca: l’integrazione con Komoot. Basta fare uno swipe verso l’alto prima di avviare l’attività all’aperto, selezionare “Percorsi” e l’orologio sincronizza le tracce salvate dall’app. Il fix del GPS è fulmineo, ci ha messo meno di 10 secondi a capire dove fossi, indicandomi che mi trovavo a 520 metri dall’inizio della traccia. Una volta raggiunto il punto di partenza, inizia la navigazione vera e propria: vi avvisa a ogni bivio o deviazione in modo precisissimo. Il giro si è concluso sotto un temporale epico, ma nessun problema, visto che l’orologio è impermeabile fino a 5 atmosfere.
Sport supportati e la novità dello sci
Huawei divide il monitoraggio sportivo in tre fasce. Ci sono gli sport tracciati in maniera finissima (che sono sempre di più: corsa, ciclismo, nuoto in piscina e acque libere, immersioni, golf); quelli tracciati in modo discreto (come il tennis o la palestra coi pesi, dove secondo me dovrebbero fare uno sforzo in più); e quelli tracciati in modo molto generico. Essendo un grande appassionato, ho provato a tracciare il ping pong, ma i dati si limitano a battito, calorie e tempo, esattamente come un esercizio generico. Il mio consiglio per Huawei è di inserire sport specifici solo quando i dati raccolti sono altrettanto specifici (magari contando dritti e rovesci con la racchetta), ma è un dettaglio minore.
La grande novità software di quest’anno riguarda lo sci. Purtroppo non ho potuto provarla, a meno di non volare a Dubai per sciare al chiuso (un controsenso assurdo!). Il software include 3000 comprensori sciistici integrati nelle mappe offline dell’orologio, capaci di fornire non solo posizione, distanza, velocità e battiti, ma anche la forza G in curva, analizzando di fatto la qualità della vostra sciata. Non vedo l’ora che arrivi l’inverno.
Salute e software: sensori impeccabili ma un’app che insiste troppo
Sui sensori, sapete già come la penso: Huawei ha attualmente i migliori in circolazione per passi, battito cardiaco e altitudine. È possibile visualizzare i progressi giornalieri in due modi: i classici anelli oppure i “trifogli”, che spostano il focus dal fitness puro alla salute generale (esercizio, risveglio, rilassamento).
Ottimo il monitoraggio del sonno, che traccia con precisione anche i piccoli sonnellini diurni e la qualità della respirazione. Presenti all’appello l’SPO2, la temperatura cutanea, l’analisi dell’aritmia, la rigidità arteriosa e il rilevamento cadute con invio automatico dell’allarme. Sul fronte dell’alimentazione, il calcolo delle calorie bruciate è precisissimo, mentre l’inserimento delle calorie assunte tramite app risulta ancora un po’ legnoso e poco intuitivo, costringendo a cercare nomi precisi dei cibi o a comporre piatti complessi a mano.
L’applicazione di riferimento è sempre Huawei Health. Se avete Android dovete scaricarla dal sito ufficiale e concedere un po’ di autorizzazioni (un piccolo sbattimento, ma fattibilissimo); se avete iOS, la trovate regolarmente su App Store. Le funzioni sono identiche, con una sola grande differenza legata ai limiti di sistema di Apple: su iOS non potete rispondere alle notifiche. Su Android, invece, si può rispondere tramite emoji, comandi vocali o un tastierino (piccolino, ma fa il suo dovere). Due piccole critiche sulle notifiche: se vi inviano foto su WhatsApp o Telegram non potrete visualizzarle, e purtroppo lo stato di lettura non è sincronizzato con lo smartphone.
Un’altra cosa che mi ha fatto un po’ storcere il naso è l’insistenza dell’app nel proporre l’abbonamento alla versione Pro, con continui inviti, offerte per mesi gratuiti e upgrade. Lo stesso vale per le Watch Face: ce ne sono tantissime bellissime (io ne ho trovata una che adoro), ma molte sono sotto paywall. Se non ci si abbona le opzioni gratuite (magari col panda o altri animaletti) sono simpatiche, ma si poteva fare decisamente di più.
Funzioni smart e chiamate
L’interfaccia si muove con swipe verso il basso per i toggle rapidi e verso l’alto per le notifiche. Le schermate sono personalizzabili, il feedback della vibrazione è bello corposo e ci sono un sacco di funzioni extra: mappe con Petal Maps, controllo della musica, scatto remoto per la fotocamera e il Wallet tramite Curve Pay, che permette di usare i pagamenti NFC associando le vostre carte di credito a Curve.
Non c’è una SIM integrata, quindi la parte telefonica si appoggia allo smartphone. Ho fatto un test chiamando il 190 e il volume dell’altoparlante è bello alto; anche dall’altra parte mi sentivano in modo forte e chiaro.
Prezzi e considerazioni finali
Arriviamo al capitolo prezzi, che è forse la parte più interessante. Il Huawei Watch GT7 standard costa 229 euro, ma al netto dei 70 euro di sconto con il coupon promozionale di lancio, diventa un best buy assoluto per le caratteristiche che offre. Il Huawei Watch GT7 Pro viene proposto a 359 euro, un prezzo altrettanto allettante.
Se dovessi riassumere i tre motivi per sceglierli, vi direi:
- La batteria infinita, che elimina del tutto lo stress della ricarica quotidiana.
- La qualità del monitoraggio a 360°, con sensori impareggiabili.
- Il design e i materiali, davvero premium.
Nel complesso, questi due smartwatch confermano ancora una volta la forza di Huawei come colosso incontrastato nel mondo dei wearable, un mercato in cui non a caso è il produttore che vende di più a livello globale.
Voi cosa ne pensate di questi nuovi modelli? Siete tentati dal Pro o preferite risparmiare con lo standard?

