Recensione iPhone 17e

Ci sono dispositivi che nascono per tracciare nuove strade tecnologiche e altri che arrivano sugli scaffali sollevando un quesito inevitabile: avevamo davvero bisogno di questo modello? Oggi analizzo il nuovo iPhone 17e, uno smartphone che promette tanto ma che, a conti fatti, lascia un sapore agrodolce. Una recensione un po’ piccante e diversa dal solito per capire se, dietro al logo della Mela, si nasconda un reale affare o un’operazione di puro marketing aziendale.

Peso e dimensioni

146.7 x 71.5 x 7.8 mm
169 g

Sistema operativo

iOS 26.3

Storage

256 GB

Display

6.1"
1170 x 2532 pixel

Camera

48 mpx f/1.6
Frontale 12 mpx

SOC e RAM

Apple A19 (3 nm)
RAM 8 GB

Rete

HSPA, LTE, 5G

Batteria

4000 mAH

Confezione e contenuto

La confezione di Apple la conosciamo bene, smartphone, cavo USB-C e spilla per il carrellino SIM.

Materiali design e touch-and-feel

Partiamo dalle note positive, perché ce ne sono. L'iPhone 17e è un dispositivo che si tiene in mano in modo eccellente. Con un peso piuma di soli 169 grammi e uno spessore ridotto a 7.8 mm, offre un'ergonomia che molti padelloni moderni possono solo invidiare. La costruzione è solida, protetta dall'affidabile vetro Ceramic Shield e dotata di certificazione IP68 per l'impermeabilità.

Su questo modello niente always-on, lo sblocco avviene tramite FaceID, super affidabile in ogni condizione come sempre, ed in quanto a connettività troviamo 5G, WiFi 6, Bluetooth 5.3, NFC, GPS, Apple Pay, Apple CarPlay e il connettore USB-C 2.0.

Display

Il display è un OLED da 6.1" con risoluzione 1170 x 2532 pixel, 460 PPI, e luminosità massima pari a 1200 nits, quindi non eccelsa ma comunque buona. La qualità del pannello è ottima, un bell'OLED, nulla da dire, ma quello che lo rende un po' anacronistico sono le cornici intorno abbastanza spesse (assottigliandole sugli iPhone 17 siamo arrivati da 6.1 a 6.3") e il cosiddetto "notch" per la fotocamera anteriore al posto della Dynamic Island. Ecco magari al livello funzionale se ne può anche fare a meno ma esteticamente mostra di essere rimasto indietro.

Processore e memoria

Il processore è l'Apple A19 a 3nm con a fianco 8GB di RAM e 256/512GB di memoria interna.

Batteria

La batteria è una 4005 mAh con ricarica cablata che permette di raggiungere il 50% in 30 minuti e wireless a 15W. Come sappiamo Apple non ha ancora fatto il passo alle carbon-silicon su nessun modello ma nonostante questo non ci si può lamentare, questo 17e raggiunge comunque la fine della mia giornata stress con ancora il 40-50% residuo.

Software ed ecosistema

Se c'è un campo in cui Apple continua a dettare legge, quello è sicuramente l'ambiente software. Il vero motore invisibile di questo smartphone è il sistema operativo iOS, che gode di un vantaggio strutturale innegabile: essendo progettato per girare su una gamma di dispositivi molto ristretta rispetto all'infinita varietà del mondo Android, per gli sviluppatori è decisamente più facile programmare. Il risultato pratico di questa ottimizzazione si vede e si sente. Le applicazioni girano in modo impeccabile, spesso debuttano in anteprima proprio sull'App Store e, dettaglio non da poco per chi lavora, le app destinate ai professionisti risultano molto più curate. Sono interfacce "arrotondate", meno spigolose e prive di quelle incertezze che a volte si riscontrano altrove. Tutto il sistema viene spinto al massimo dal processore, ed è proprio questa fluidità di calcolo che rende ancora più insopportabile il già citato lag visivo dello schermo.

A livello grafico, quest'ultima versione del sistema operativo ha cercato di dare una rinfrescata generale introducendo il nuovo stile Liquid Glass. Esteticamente ha portato dei miglioramenti provando a svecchiare l'interfaccia, ma a dire il vero, è una scelta di design che personalmente non mi fa impazzire. Entriamo però nel campo dei gusti puramente personali in cui è inutile addentrarsi troppo: l'interfaccia può piacere o meno, ma rimane il fatto che l'ecosistema chiuso di Apple, al netto dei difetti hardware di questo specifico modello, si conferma una garanzia di stabilità.

Reparto telefonico

Per quanto riguarda la parte puramente telefonica, la ricezione è buona, il supporto eSIM è presente e l'audio stereo in vivavoce è forte e pulito.

Il software, però, mostra il fianco quando si apre l'app Telefono. Il dialer di iOS sembra fermo al 2000: in Italia non segnala le chiamate di spam, non permette di registrare le telefonate e non offre la sbobinatura automatica. Insomma, le funzionalità avanzate mancano all'appello. A livello puramente estetico, l'interfaccia ha visto dei miglioramenti, ma il nuovo stile Liquid Glass è fortemente polarizzante e, per quanto sia una questione di gusti personali, potrebbe non far impazzire tutti.

Foto e video

Sul fronte fotografico, gli scatti dal sensore principale sono sovrapponibili a quelli fatti dal fratello maggiore, l'iPhone 17. I risultati si vedono: ho scattato in diverse condizioni di luce (inclusa un'incredibile pizza da Capuano) e le immagini sono sempre all'altezza delle aspettative, nitide e ben bilanciate.

Il problema? C'è solo un sensore principale. L'assenza della lente grandangolare è una mancanza che pesa come un macigno. Pensate a un dipendente a cui l'azienda ha fornito questo dispositivo e non riesce a fare delle foto abbastanza ampie da contenere tutto. Essere costretti a rinunciare a una funzione così basilare e utile al giorno d'oggi è una scelta anacronistica che penalizza l'esperienza d'uso quotidiana.

Audio

L'audio dagli altoparlanti è stereo, ben bilanciato, caldo e potente.

App e gaming

Si tratta di un iPhone, inutile parlare di prestazioni, fluidità, potenza. Ne ha da vendere e non invidia niente a nessuno in questo senso, nemmeno a telefoni ben più costosi. Anche il feedback della vibrazione è superiore e trasmette una sensazione di qualità superiore a molti Android. Tutto perfetto allora? Per niente, c'è un elemento che rovina tutto: il già citato display a soli 60hz. A che serve avere i vari processore e software più veloci del west se poi è tutto guardato attraverso un display che va a scatti? Ok è un esagerazione, e so che c'è ancora chi sostiene di non notare nemmeno la differenza fra 60 e 120Hz ma spero di aver reso l'idea di quanto questa mancanza mi faccia arrabbiare.

Giudizio finale

Arriviamo al nocciolo della questione. L'iPhone 17e costa 729 euro. Verrebbe da chiedersi perché Apple non l'abbia realizzato in plastica economica, non abbia magari reinserito il vecchio (ma ancora amato) Touch ID e non lo abbia venduto a 399 euro. La risposta è crudele ma reale: nessuno lo comprerebbe.

La storia ce lo insegna con i flop commerciali dell'iPhone 5C e della linea Mini. Il brand Apple è intimamente legato al concetto di status symbol; i consumatori vogliono un prodotto premium, non un "iPhone da sfigati". Apple è un'azienda capace di registrare record di vendite con un iPhone 17 Pro arancione (sostanzialmente un downgrade del 16 Pro) solo perché esibirlo sul tavolo "fa figo". Parliamo dello stesso brand che è riuscito a far andare sold-out un calzino porta-telefono da 250 euro. Chapeau a questa potenza di marketing invidiata da tutti i produttori Android, ma questo ci fa capire l'essenza dell'iPhone 17e: è il telefono perfetto per le flotte aziendali, destinato agli IT Manager che devono fornire un dispositivo iOS ai dipendenti senza spendere le cifre dei modelli Pro.

Design:

8

Display:

5.9

Uso generale:

8

Fotocamera:

6.5

Autonomia:

8.9

Qualità prezzo:

6

Voto finale:

7