Recensione NARWAL Flow 2

Chi come me ha avuto modo di provare la prima incarnazione del Narwal Flow sa bene quanto quel dispositivo avesse colpito nel segno, offrendo un rapporto qualità-prezzo non facile da eguagliare, specialmente per quanto riguardava l’effettiva resa sul pavimento. Oggi ci troviamo di fronte alla sua evoluzione diretta: un Flow 2 che, pur richiedendo un investimento leggermente superiore, perfeziona numerosi aspetti e si conferma un’eccellenza assoluta nel panorama domestico. Niente compromessi, perché l’asticella si è alzata ancora, introducendo tecnologie pensate per chi ha reali e certe esigenze di pulizia. Con praticamente un solo, piccolo difetto. Scopriamo quale!

La base di ricarica: design rinnovato e manutenzione automatizzata

Il primo grande cambiamento salta all’occhio osservando la stazione di ricarica, che in primis sfoggia un design decisamente più curato e moderno. Il pannello frontale è ora arricchito da un led retroilluminato che non solo comunica visivamente le fasi di lavoro del robot, ma può essere sfruttato come una carina luce notturna o ambientale, ricreando persino un simpatico “effetto camino”.

A livello funzionale, le novità sono sostanziose. Troviamo un serbatoio dedicato al detersivo dotato di autodosaggio, compatibile con qualsiasi detergente (non schiumoso mi raccomando) per pavimenti. Ma il vero salto di qualità risiede nella gestione delle temperature. La base è in grado di lavare il panno del robot a 60°C quando necessario, per poi igienizzare se stessa attraverso un circuito interno che raggiunge i 100°C. L’asciugatura finale avviene rigorosamente con aria calda a 60°C, prevenendo la formazione di cattivi odori e muffe.

L’unico aspetto da tenere in stretta considerazione è il consumo idrico: il sistema utilizza molta acqua per garantire prestazioni eccellenti. Basti pensare che il serbatoio dell’acqua sporca tende a riempirsi dopo appena due cicli di lavaggio della mia zona giorno, che direi essere di medie dimensioni. Chi desidera azzerare del tutto questa manutenzione, tuttavia, sarà felice di sapere che esiste una versione della base predisposta per il collegamento diretto all’impianto idrico di carico e scarico.

Il sistema di lavaggio: la rivoluzione del rullo piatto

Se c’è un elemento che funge da “jolly” in questo dispositivo, è senza dubbio la struttura del panno lavapavimenti. Abbandonati i classici moci a sezione tonda, Narwal ha optato per un innovativo rullo piatto che garantisce una superficie di contatto con il pavimento estremamente ampia, pari a circa 150 cm² (contro i miseri 20 cm² di un rullo tradizionale).

Il processo di pulizia è ingegnoso e a ciclo continuo. Il robot dispone di un serbatoio interno che eroga acqua calda a 60°C miscelata al detersivo attraverso ben 16 ugelli diretti sul panno in rotazione. Man mano che il panno passa sul pavimento e raccoglie lo sporco, un raschietto integrato lo pulisce e lo strizza costantemente. Questo significa che il robot lava sempre il pavimento con acqua pulita, evitando l’effetto “trascinamento” dello sporco tipico di altri modelli.

Aspirazione potente e navigazione intelligente

Sotto la scocca troviamo una potenza di aspirazione impressionante che tocca i 31.000 Pa. Il blocco di aspirazione è di tipo flottante: quando riconosce un tappeto, si appiattisce completamente su di esso creando un vero e proprio effetto risucchio, ottimizzando la rimozione della polvere intrappolata nelle fibre. L’agilità è garantita da ruote capaci di superare ostacoli alti fino a 4 cm, un valore utile per chi ha soglie pronunciate in casa.

Per quanto riguarda la navigazione, il robot abbandona la classica torretta superiore a favore di un LIDAR incassato. Questa scelta progettuale gli permette di mantenere un profilo estremamente basso (soli 9,5 cm di altezza), garantendogli di passare agevolmente sotto sanitari sospesi, letti e divani mobili, accendendo anche un faro LED anteriore quando rileva zone buie. La mappatura e l’evitamento degli ostacoli sono affidati a una telecamera anteriore supportata da intelligenza artificiale.

L’unica vera mancanza hardware è l’assenza di una spazzolina laterale estensibile in grado di traslare verso i battiscopa. Sebbene l’aspirazione quotidiana riduca drasticamente l’accumulo di polvere, i bordi e gli angoli richiederanno un minimo di intervento manuale qualche volta l’anno. Ecco qual era il difetto a cui accennavo in apertura.

Applicazione completa e personalizzazione estrema

L’applicazione di controllo si conferma matura, ben strutturata e capace di gestire mappe multipiano, inserimento di mobili virtuali e zone di esclusione. La mappatura iniziale è rapida, anche se in alcuni casi potrebbe unire più stanze in un unico grande ambiente, richiedendo un rapido intervento manuale da parte dell’utente per dividere le zone. Notevole, invece, l’intelligenza nel riconoscere le superfici: ha identificato correttamente un tappeto in plastica in cucina, permettendo all’utente di impostare l’istruzione di ignorarlo e trattarlo come un normale pavimento rigido.

Le possibilità di pulizia sono vastissime: si può aspirare, lavare, eseguire le due operazioni separatamente in sequenza o contemporaneamente. La modalità Freo lascia decidere all’intelligenza artificiale il miglior approccio in base al nome della stanza e allo sporco presunto, ma l’app permette una personalizzazione certosina con soli quattro tap, scegliendo l’ordine esatto delle stanze, i livelli di acqua e l’intensità di aspirazione.

Particolarmente utile è la gestione della privacy: la funzione di telecamera da remoto è protetta da password, permette di ascoltare e parlare tramite l’audio bidirezionale, e offre persino una funzione “ronda” per scattare foto in punti precisi della casa o cercare animali domestici dispersi tra le stanze.

La prova sul campo: lo sporco estremo non fa paura

L’ho messo alla prova con farina, chicchi di riso negli angoli e liquidi difficili come il caffè, con il robot che ha subito dimostrato tutta la sua efficacia. L’approccio sui tappeti è chirurgico: seguendo un’impostazione personalizzabile, il robot parte dalla base a secco, si dirige prima sul tappeto (sollevando comunque il blocco lavaggio per sicurezza) e lo aspira profondamente. Solo dopo aver completato le superfici tessili torna alla base, fa il carico di acqua calda a 60°C, bagna il rullo e inizia il lavaggio vero e proprio dei pavimenti duri. Questo annulla totalmente il rischio di inumidire i tappeti.

Sulle macchie liquide, come il caffè versato sul pavimento, la superiorità del rullo continuo si fa evidente. A differenza dei classici moci rotanti che spargerebbero il liquido per la stanza, il rullo lo assorbe e si autopulisce istantaneamente. Il sistema rileva automaticamente la macchia ostinata: è possibile fargliela pulire in autonomia o, come impostato nel mio test, farsi inviare una notifica per autorizzare l’intervento. Una volta autorizzato, il robot esegue un movimento a zigzag mirato e insistente sull’area sporca, tornando persino una seconda volta dopo aver rilavato il panno alla base, solo per assicurarsi che non sia rimasto alcun residuo.

Il riconoscimento ostacoli si comporta molto bene. Identifica cavi, cuffie abbandonate, ciabatte e persino feci di animali domestici, segnalando ogni ritrovamento con un’icona e una foto sull’applicazione. È molto meticoloso nell’aggirare gli oggetti, avvicinandosi molto ai bordi; a volte sfiora millimetricamente gli ostacoli, denotando forse la necessità di un piccolissimo affinamento software per mantenere un margine di sicurezza leggermente più ampio, ma evitando comunque danni o incastri rovinosi.

Conclusioni, prezzi e a chi è consigliato

L’investimento richiesto non è indifferente: il listino recita 1299€, ma al lancio viene proposto a 979€, includendo un’estensione di garanzia a 3 anni e un corposo pacchetto di accessori e consumabili dal valore di oltre 200€. A questo prezzo promozionale, sotto la soglia psicologica dei mille euro, ha assolutamente senso.

Ma per chi è davvero pensato questo robot? È la scelta definitiva per chi ha esigenze di lavaggio importanti. Se avete animali domestici che portano fango in casa, se perdete molti capelli o peli, o se avete pavimenti difficili da pulire a fondo, come cotto o ceramica con fughe larghe e profonde, l’azione combinata del rullo piatto da 150 cm², della forte pressione a terra e, soprattutto, del lavaggio continuo con acqua a 60°C, non ha eguali sul mercato.

Dovrete scendere a patti solo con un paio di compromessi: la necessità di pulire manualmente gli angoli più remoti un paio di volte l’anno per via dell’assenza del braccetto laterale estensibile, e un software di mappatura che potrebbe richiedere qualche minuto iniziale per dividere perfettamente le stanze. Finezze del tutto trascurabili di fronte a una macchina che, al momento, rappresenta il non plus ultra per chi vuole un pavimento non solo aspirato, ma realmente e igienicamente lavato.

CODICE SCONTO ULTERIORI 120€ (dal 20 aprile al 10 maggio): FLOW2GALE