1 ANNO con EZVIZ ECOSISTEMA COMPLETO PRO e CONTRO

Quando si installa un sistema domotico, l’entusiasmo iniziale è sempre alle stelle, ma la vera prova del nove si ha solo con l’uso quotidiano prolungato. A distanza di dodici mesi dalla prima installazione, sono tornato a casa di Samuele per verificare l’affidabilità dell’ecosistema Ezviz. Abbiamo analizzato cosa ha funzionato alla perfezione, quali sono state le criticità e, soprattutto, quali nuove integrazioni sono state aggiunte per rendere l’abitazione ancora più intelligente.

Fin dal cancello d’ingresso, l’esperienza si conferma all’avanguardia: il videocitofono si apre automaticamente grazie al semplice riconoscimento del palmo della mano. Ma entriamo nel dettaglio di questa configurazione completa per scoprire se vale davvero la pena trasformare una casa tradizionale in una smart home.

Lo spioncino smart si evolve: risoluzione 4K e funzioni per la privacy

Uno dei pezzi forti dell’aggiornamento dell’ecosistema è il nuovo spioncino smart, che compie un netto salto di qualità. La registrazione esterna ora vanta una risoluzione 4K, affiancata da un display interno molto più definito e luminoso.

Il vero vantaggio, tuttavia, risiede nell’ottimizzazione energetica. La batteria è stata maggiorata e garantisce circa un paio di mesi di autonomia (variabile in base al traffico davanti alla porta). Per massimizzare il risparmio, il dispositivo è dotato di un sensore PIR interno: lo schermo si accende solo se rileva l’effettiva presenza di qualcuno all’esterno. Se passa semplicemente un vicino mentre non siete in casa, il display rimane spento e vi arriva comodamente una notifica sull’applicazione smartphone. Quando è il momento di ricaricare, basta sfilare il modulo e collegarlo tramite USB, sfruttando anche lo slot per la micro SD integrato per l’archiviazione.

A livello software, ci sono due funzioni estremamente interessanti:

  • Il riconoscimento dei volti (attualmente in beta): permette di memorizzare fino a 10 visi noti, inviando notifiche personalizzate quando queste persone si presentano alla porta.
  • Le aree privacy: fondamentali per chi vive in condominio. Direttamente dall’app è possibile tracciare e oscurare specifiche zone dell’inquadratura (come la porta del vicino), garantendo il rispetto della privacy altrui con una sincronizzazione istantanea.

Infine, un dettaglio costruttivo importante: il nuovo modello è certificato IP54, il che lo rende resistente a polvere e pioggia. Questo risolve definitivamente un piccolo difetto della generazione precedente, che tendeva ad accumulare umidità e a sfocare leggermente l’immagine.

L’integrazione completa: robot aspirapolvere e controllo a infrarossi

La vera forza di questo ecosistema risiede nell’avere tutto integrato in un’unica applicazione. Non è necessario saltare da un software all’altro: i dispositivi comunicano tra loro in modo fluido.

In questo anno, Samuele ha introdotto nuove automazioni, a partire dal robot aspirapolvere Ezviz. Integrato nelle routine rapide della casa, basta un tap sull’app (o su un comando fisico) per farlo partire a pulire la zona giorno, con un innegabile risparmio di tempo nella vita quotidiana.

Un’altra aggiunta brillante è l’emettitore e ricevitore a infrarossi. Questo piccolo hub permette di rendere smart qualsiasi apparecchio tradizionale dotato di telecomando, come i condizionatori. La funzione più interessante è la possibilità di mappare e copiare i comandi di dispositivi non nativamente presenti nel database; Samuele, ad esempio, prevede di utilizzarlo per controllare i futuri estrattori d’aria dei bagni, semplicemente clonando il segnale del loro telecomando originale.

Serratura smart e allarme: la sicurezza quotidiana

Spesso si è scettici riguardo all’affidabilità delle serrature connesse, ma il test di un anno ha fugato ogni dubbio: la serratura smart non si è mai inceppata. L’autonomia si attesta su una media di 3 o 4 mesi, perfettamente in linea con gli standard di mercato. Oltre alla comodità, offre una grande tranquillità, specialmente per chi ha figli: i ragazzi possono rientrare da scuola in autonomia digitando un codice, senza il rischio di perdere le chiavi.

Per quanto riguarda l’allarme perimetrale, l’app permette di creare scenari complessi legati all’inserimento del sistema (come abbassare o alzare le tapparelle in base al momento della giornata). Essendo un sistema retrofit via radio, il compromesso è la gestione delle batterie:

  • I sensori alle finestre consumano pochissimo e, dopo un anno, hanno ancora le batterie originali.
  • I sensori volumetrici, essendo molto più energivori, richiedono una sostituzione ogni 4-6 mesi, anche attivando le funzioni di risparmio energetico.

Questo è il tipico compromesso dei sistemi non cablati: dover cambiare le batterie periodicamente è il prezzo da pagare per avere un impianto domotico senza dover rompere i muri o creare nuove tracce nell’abitazione.

Videocamere di sorveglianza e gestione energetica stagionale

L’intero perimetro della casa è sorvegliato da videocamere alimentate tramite pannelli solari. Durante l’estate, il sistema è totalmente autosufficiente, permettendo persino l’utilizzo continuo della funzione timelapse senza intaccare l’autonomia.

In inverno, la minore esposizione solare richiede qualche accortezza in più. Per evitare di dover smontare le videocamere o salire su una scala con un power bank ogni due settimane, è sufficiente disattivare le funzioni più dispendiose (come il timelapse continuo) e limitare il monitoraggio delle persone alle sole ore notturne.

Inoltre, per chi non possiede il videocitofono principale, il sistema offre un comodo display portatile a batteria, che Samuele ha posizionato nella taverna, per avere sempre il controllo di chi suona alla porta da qualsiasi piano della casa.

Un’emergenza reale risolta da remoto

L’utilità di una casa connessa si dimostra nelle emergenze. Durante le vacanze, Samuele ha subito un allagamento del giardino a causa di un irrigatore bloccato, che stava facendo defluire acqua nei box. A centinaia di chilometri di distanza, è riuscito ad affrontare il problema con successo:

  1. Ha controllato le telecamere esterne, verificando visivamente che il problema fosse l’irrigazione accesa al massimo.
  2. Ha contattato un amico e gli ha sbloccato la porta a distanza tramite la serratura smart, permettendogli di entrare senza chiavi fisiche e chiudere l’acqua.

In casa è presente anche un sensore antiallagamento (che abbiamo testato con successo immergendolo in un po’ d’acqua); fortunatamente, non si è mai attivato per un’emergenza reale, ma la sua affidabilità è confermata.

Pro, contro e considerazioni sui costi

Dopo dodici mesi di utilizzo intensivo, il bilancio è estremamente positivo, ma con qualche nota da tenere a mente.

I principali Pro:

  • Un’unica app per tutto: la comodità di un solo ecosistema unificato è impagabile.
  • Portata del segnale eccellente: la centralina riesce a comunicare in modo stabile con dispositivi posizionati molto lontano e separati da diversi muri, come il sensore installato sulla serranda del box.
  • Zero lavori murari: trasformare una casa in smart home senza interventi edili.
  • Costo accessibile: l’intero impianto, comprensivo di telecamere, spioncino, serratura, hub e sensori, ha richiesto una spesa di circa 1500 euro, un rapporto qualità-prezzo eccellente per il livello di automazione ottenuto.

I Contro da segnalare:

  • Ottimizzazione dell’applicazione: c’è una notevole differenza di fluidità tra i sistemi operativi. Su iPhone l’app gira in modo impeccabile, mentre su Android si nota ancora qualche micro-lag o tempi di attesa leggermente superiori.
  • Automazioni avanzate mancanti: come si suol dire, l’appetito vien mangiando. Avendo un sistema così aperto, a volte si sente la mancanza di trigger specifici per creare scenari perfetti (ad esempio, l’impossibilità attuale di disattivare automaticamente l’allarme tramite il riconoscimento facciale dello spioncino). Trattandosi di un software in continua evoluzione, è probabile che queste funzioni arrivino con futuri aggiornamenti.

In conclusione, alla fatidica domanda “torneresti indietro a una casa non smart?”, la risposta è un no categorico. Il comfort, il controllo remoto e la sicurezza offerti valgono ampiamente lo sforzo di dover sostituire qualche batteria ogni tanto. L’ecosistema Ezviz si conferma promosso a pieni voti per affidabilità, costo e scalabilità.

CASA SMART DA ZERO EPISODIO 1

CASA SMART DA ZERO EPISODIO 2

CASA SMART DA ZERO EPISODIO 3