Ripercorrere gli ottant’anni di storia dei dispositivi Sony Bravia è stato bello e soprattutto mi ha offerto una prospettiva unica su come l’ingegneria dei display si sia trasformata nel tempo, culminando oggi con la presentazione delle nuove tecnologie True RGB. Un viaggio affascinante che mette in luce le pietre miliari del passato e apre importanti riflessioni sulle attuali strategie di mercato che… Sì, ve lo anticipo, mi hanno lasciato un po’ perplesso. Riuscirà Sony a convincermi? Ad ogni modo video girato da Motorola Edge 70 Fusion, quindi fatemi sapere che ne pensate anche sulla qualità delle riprese.
Le tappe fondamentali: dai transistor ai primi schermi piatti
L’analisi dell’evoluzione dei televisori Sony parte necessariamente dai dispositivi che hanno fatto la storia dell’elettronica. Fin dal 1960, l’azienda ha dimostrato una spiccata propensione all’innovazione, introducendo un peculiare televisore portatile a transistor. Dotato di ben 23 transistor, il dispositivo presentava una configurazione tecnica all’avanguardia per l’epoca: pulsanti frontali per l’accensione, controlli analogici per la memorizzazione delle frequenze, rotelle dedicate al volume e alla regolazione delle frequenze orizzontali e verticali, oltre a un indicatore LED utile a monitorare un’eventuale batteria integrata.
Un decennio più tardi, nel 1969, il marchio ha consolidato la propria posizione di leadership con l’introduzione del tubo catodico a colori e della celebre tecnologia Trinitron, divenuta rapidamente sinonimo di altissima qualità visiva grazie a uno schermo che, rispetto alla concorrenza, risultava già notevolmente piatto.
L’ingegneria del design ha continuato a evolversi in modo sorprendente. Nel 1977, un televisore portatile monocromatico da 5 pollici offriva la possibilità, tramite un’apposita maniglia e una ghiera per le frequenze, di essere ruotato e posizionato sia in verticale che in orizzontale, integrando anche un vano posteriore per la batteria e l’ingresso per l’antenna. Arrivando al 1986, i dispositivi a tubo catodico sfoggiavano un design in cui un frame specifico riquadrava la sezione posteriore, raggruppando ordinatamente i comandi per la centratura dell’immagine e le connessioni audio-video, inclusa la storica presa SCART, disponibile nelle varianti standard e RGB.
Il debutto della tecnologia OLED
Il superamento del tubo catodico ha trovato la sua prima concreta applicazione nel 2002 con l’arrivo dei primi schermi piatti, ma è nel 2007 che il mercato ha assistito a una vera e propria rivoluzione tecnologica. In quell’anno è stato presentato il primo televisore OLED da 11 pollici, un prodotto dal design futuristico e dal costo estremamente elitario, che segnava anche l’ingresso delle connessioni HDMI ad affiancare i tradizionali ingressi per l’antenna.
I nuovi Bravia 7 II e Bravia 9 II con tecnologia True RGB
Oggi, l’attenzione è interamente focalizzata sulle nuove ammiraglie dell’azienda: i modelli Sony Bravia 7 II e Bravia 9 II. Durante gli eventi di presentazione, è stata illustrata l’architettura dei nuovi pannelli dotati di tecnologia True RGB, che sfrutta una retroilluminazione avanzata per garantire picchi di luminosità altissimi e una copertura dello spazio colore estremamente estesa. Questa configurazione prevede una sorta di duplicazione dell’immagine a livello di retroilluminazione, un accorgimento tecnico che promette una fedeltà visiva nettamente superiore rispetto alla generazione precedente priva di retroilluminazione RGB.
Tuttavia, un’analisi empirica delle prestazioni sul campo solleva alcune considerazioni critiche. Se la visione perpendicolare risulta impeccabile, l’angolo di visione laterale del Bravia 7 II mostra evidenti limiti, con un degrado della qualità dell’immagine. Il top di gamma Bravia 9 II cerca di arginare il problema adottando un rivestimento del pannello opaco: questa soluzione riesce a eliminare fastidiosi riflessi e migliora in parte la situazione, ma al costo di una lieve riduzione della luminosità complessiva.
L’impatto della partnership con TCL
Questi compromessi tecnici sembrano riflettere un mutamento nelle strategie aziendali. È noto il recente accordo che ha dato vita a una joint venture tra l’azienda giapponese e il colosso cinese TCL, con quest’ultimo a detenere il 51% delle quote della neonata società, contro il 49% di Sony. La sensazione è che lo sviluppo dei nuovi pannelli sia fortemente influenzato da logiche legate alla distribuzione, alle quote di mercato e all’ottimizzazione dei costi. Per un marchio storicamente noto per la ricerca della qualità senza compromessi, questa transizione suggerisce l’auspicio che la partnership porti TCL ad assimilare gli alti standard qualitativi di Sony, evitando invece un livellamento verso il basso per rincorrere esclusivamente i volumi di vendita basati sui grandi formati.
Il confronto diretto: perché l’OLED rimane superiore
La conferma della superiorità tecnica di altre soluzioni è emersa, in modo del tutto inaspettato, durante una dimostrazione comparativa allestita dalla stessa azienda. Il test mirava a mostrare i miglioramenti della tecnologia True RGB del nuovo Bravia 9 (Gen 2) rispetto al modello RGB standard dell’anno precedente. Tuttavia, l’inclusione nella demo di un pannello OLED dell’anno passato ha evidenziato in modo netto come quest’ultimo offra ancora una precisione cromatica e una qualità visiva irraggiungibili per le tecnologie basate su retroilluminazione, siano esse Micro LED o True RGB.
In assenza di annunci ufficiali sui prezzi di lancio, è plausibile che i nuovi modelli si allineino alle cifre dell’attuale serie 9 Mini LED, posizionandosi intorno ai 2800-2900 euro per il formato da 65 pollici. A questi livelli di costo, investire in una tecnologia retroilluminata significa accettare compromessi che i pannelli OLED hanno ormai superato da tempo, offrendo una resa visiva eccellente in ogni contesto di utilizzo.
La scelta aziendale di rallentare apparentemente lo sviluppo sull’OLED a favore di partnership commerciali lascia aperte molte questioni sul futuro del mercato dei televisori premium. A margine di questa analisi, le riprese e le valutazioni visive dei dispositivi in esposizione sono state documentate utilizzando uno smartphone Motorola Edge 70 Fusion, strumento che ha contribuito a confermare una verità tecnica incontrovertibile: per chi cerca la massima qualità visiva, i televisori OLED rimangono ancora oggi la scelta definitiva.