HO PROVATO la TESLA con GUIDA AUTONOMA FSD in EUROPA…cercando di metterla in difficoltà.

Guidare attraverso la fitta rete di canali e incroci dei Paesi Bassi può rivelarsi una sfida per chiunque, ma farlo lasciando il controllo a un’intelligenza artificiale aggiunge un brivido del tutto nuovo. L’Olanda è la prima nazione in Europa ad aver aperto le porte alla sperimentazione pubblica del Full Self-Driving (FSD) Supervised di Tesla, e non potevamo farci sfuggire l’occasione di metterlo alla prova a bordo di una Tesla Model Y. In un contesto urbano fatto di biciclette sfreccianti, pedoni improvvisi e strade dalle carreggiate millimetriche, abbiamo testato se il futuro della mobilità promesso da Elon Musk sia effettivamente pronto per le nostre strade.

Il primo impatto e le impostazioni fondamentali dell’intelligenza artificiale

Per risvegliare il pilota automatico avanzato, è necessario immergersi nei menù del veicolo e attivare la dicitura FSD Supervised. La parola “supervisionato” non è messa a caso: il sistema richiede un’attenzione costante da parte del conducente, che deve mantenere le mani in prossimità del volante e lo sguardo fisso sulla carreggiata. Prima di poter anche solo inserire la marcia, Tesla obbliga l’utente a seguire un tutorial interattivo con tanto di quiz finale per assicurarsi che i limiti e le regole del sistema siano stati compresi appieno.

Una volta superato il test, si ha accesso a una serie di parametri di guida estremamente interessanti. Tra questi, spicca l’offset sulla velocità massima, un’opzione che permette alla vettura di contestualizzare i limiti stradali. Basandosi sulla cartografia e sulla lettura dei cartelli, l’FSD sa perfettamente a quanto si dovrebbe andare, ma riconosce anche che in certe situazioni – come limiti troppo conservativi o contesti di potenziale pericolo dove tutti procedono più lentamente – è necessario un approccio dinamico. La macchina non si limita a rispettare un numero teorico, ma adatta la velocità alla situazione reale del traffico, rendendo l’andatura fluida e, soprattutto, sicura.

Nel vivo del traffico tra reazioni umane e ostacoli imprevisti

L’uscita dal parcheggio del Tesla Store si è rivelata subito un bel battesimo: un enorme camion in manovra ostruiva la visuale e lo spazio. Premendo semplicemente un pulsante, la vettura ha preso il comando, analizzando l’ingombro e infilandosi nel primo varco utile non appena il mezzo pesante ha liberato la traiettoria. Nessuna esitazione robotica, ma una manovra sorprendentemente umana.

Il vero stupore arriva quando si affrontano incroci complessi e rotatorie. Avere otto telecamere ad alta risoluzione significa possedere una visione a 360 gradi senza il fisiologico ritardo umano nel girare la testa. Durante la prova, la vettura ha gestito inversioni a U attraversando più corsie, ha decodificato frecce semaforiche direzionali e ha persino valutato la tempistica perfetta di fronte a un semaforo diventato giallo a pochi metri di distanza. Proprio in quell’istante, il computer ha calcolato che una frenata brusca sarebbe stata pericolosa, decidendo per una leggera e sicura accelerazioneper liberare l’incrocio, esattamente come avrebbe fatto un guidatore esperto.

La convivenza con pedoni, ciclisti e le strettoie olandesi

L’ecosistema stradale olandese è noto per la sua eterogeneità e per l’assoluta precedenza concessa alle due ruote. In questo scenario caotico, l’FSD ha dimostrato un rispetto rigoroso per le utenze deboli. Di fronte a biciclette contromano o pedoni pronti ad attraversare, la Model Y ha sempre rallentato con dolcezza, senza mai inchiodare.

Particolarmente probante è stato il passaggio su stradine di campagna prive di segnaletica orizzontale, caratterizzate da ponticelli stretti in prossimità di suggestivi mulini a vento. In una situazione in cui incrociavamo un SUV di grandi dimensioni, la Tesla ha rallentato fino a quasi fermarsi, ha ceduto il passo valutando gli spazi e si è allargata in modo millimetrico per superare l’ostacolo. Ha persino gestito con estrema cautela l’incontro ravvicinato con un cavallo, dimostrando un livello di comprensione spaziale che tranquillizza fin dai primi chilometri.

Telecamere contro sensori: la filosofia vision-only di Tesla

A differenza della maggior parte dei costruttori che si affida a un mix di LiDAR, radar e ultrasuoni, Tesla ha intrapreso la complessa strada del Vision-Only. Sfruttare esclusivamente l’input visivo delle telecamere abbinato a un sistema IMU (Inertial Measurement Unit) per le accelerazioni laterali e longitudinali ricalca esattamente il modo in cui noi umani guidiamo: usiamo gli occhi e il cervello.

L’elaborazione avviene tutta in locale grazie a una potente centralina ridondata. Il vantaggio di questa scelta è l’assenza di conflitti tra sensori diversi (ad esempio, quando il LiDAR rileva un ostacolo che la telecamera non vede) e la possibilità di attingere a milioni di chilometri di dati reali raccolti dalla flotta globale di Tesla. L’FSD non esegue semplicemente delle rigide regole di codice, ma applica una vera e propria rete neurale addestrata sul comportamento dei migliori guidatori in carne ed ossa.

Attenzione costante: il severo sistema di monitoraggio

Non pensate di poter schiacciare un pisolino o perdervi ad ammirare l’architettura di Amsterdam. La telecamera interna posizionata sopra lo specchietto scruta incessantemente i vostri occhi e i vostri movimenti. Se per un secondo vi distraete per guardare il navigatore o, come è successo a noi, vi mettete a gesticolare e chiacchierare animatamente, il sistema interviene.

Prima con un avviso visivo e sonoro, chiedendovi di applicare una leggera coppia al volante per confermare la vostra presenza. Se l’avviso viene ignorato, la macchina applica la cosiddetta “purga”: il sistema si disattiva completamente per il resto del viaggio, restituendovi il pieno controllo manuale e obbligandovi a parcheggiare se volete riavviarlo. È un meccanismo punitivo, ma assolutamente necessario per garantire la sicurezza stradale in questa fase di transizione tecnologica. Al contrario, i pedali non sono supervisionati: nei lunghi viaggi è possibile muovere e sgranchire le gambe senza alcun problema.

Una parentesi sull’efficienza e i costi energetici

Gestire un veicolo elettrico, specialmente se dotato di tecnologie di calcolo così avanzate, richiede un’attenta pianificazione energetica. Nel corso del viaggio abbiamo riflettuto su come ottimizzare i costi, appoggiandoci ad applicazioni come Billoo, un’ottima soluzione per monitorare e tagliare le bollette di luce e gas. Caricando i PDF delle proprie fatture, il sistema valuta il piano tariffario e suggerisce istantaneamente alternative più convenienti sul mercato, permettendo di effettuare il passaggio direttamente in-app. Un “trucco” utile per chi ha un’auto elettrica ed è particolarmente energivoro, soprattutto optando per tariffe a prezzo fisso per mettersi al riparo dai rincari.

Quanto costa e quale sarà il futuro in Europa?

Tornando all’FSD, la sua disponibilità si declina in diverse fasce di prezzo. Si può acquistare il pacchetto completo una tantum (7.500 euro), oppure optare per un comodo modello in abbonamento on-demand. Con costi che variano dai 49 ai 99 euro mensili a seconda dell’Autopilot di partenza, è possibile attivare la funzione solo in vista di un lungo viaggio o di un periodo particolarmente stressante, per poi disdirla.

Dopo oltre due ore di test, riprendere il controllo manuale della Model Y devo dire che ha evidenziato in modo netto il carico mentale che la guida in contesti urbani complessi richiede. L’FSD si fa carico dello stress di calcolare le distanze, monitorare gli specchietti e gestire il traffico a singhiozzo. Tesla stima una riduzione degli incidenti di ben sette volte, e non faccio fatica a crederci: l’AI non si distrae, non beve e non usa lo smartphone.

Il processo rigoroso preteso dall’Unione Europea per certificare questa tecnologia è corretto. L’approvazione non deve essere affrettata, ma i risultati visti sulle strade olandesi fanno sperare in un rapido via libera a cascata per tutti i paesi europei, Italia compresa. Il piacere di guida non scompare; semplicemente, lo si riserva per le belle strade panoramiche o i circuiti, delegando all’intelligenza artificiale la noia e la frustrazione degli ingorghi quotidiani.

(Nota a margine per gli appassionati di tecnologia: tutte le clip di questo viaggio sono state girate con le camere, in particolare la grandangolare, del Vivo X300 Ultra, che si è dimostrato un ottimo compagno di viaggio).