L’attesa per i nuovi top di gamma dell’azienda di Shenzhen si è finalmente conclusa al di fuori dei confini cinesi. A distanza di qualche mese dalla presentazione asiatica, arrivano sulle piazze internazionali i nuovi dispositivi di punta del brand, caratterizzati dalla sigla “s” e da una scheda tecnica che punta a ridefinire gli standard fotografici. Oltre alle evidenti doti multimediali, questi terminali segnano un traguardo fondamentale per la strategia globale dell’azienda, abbattendo limitazioni che avevano caratterizzato le generazioni precedenti.
Il ripristino delle reti di ultima generazione e l’hardware interno
La vera rivoluzione per gli utenti internazionali è rappresentata dal supporto nativo alla connettività 5G, una caratteristica assente nei modelli esportati globalmente negli ultimi anni. A questo si aggiunge la compatibilità con le schede eSIM, il supporto alle reti Wi-Fi 7 dual-band, e standard avanzati come il Bluetooth 6.0 e la tecnologia proprietaria NearLink E2.0.
Il cuore pulsante di entrambi i modelli è un processore del tutto inedito, il Kirin 9030S. Si tratta di un’evoluzione rispetto ai chip impiegati sulla precedente serie 80, le cui esatte performance architetturali richiederanno test sul campo per essere sviscerate a fondo. Ad affiancare il SoC troviamo una memoria RAM da 12 GB, abbinata a tagli di archiviazione interna da 256 GB o 512 GB. Il software a bordo, che gestisce l’intera esperienza utente, è la nuova EMUI 16, interfaccia sviluppata sulle basi di AOSP 16.
Comparto fotografico: il primato del sensore da 200 megapixel
Le differenze più marcate tra i due dispositivi emergono analizzando i moduli fotografici posteriori. Il modello di punta assoluto, il Pro Max, introduce per la prima volta nel settore smartphone un impressionante sensore RYYB da 200 megapixel dedicato al teleobiettivo. Con una grandezza di 1/1.28 pollici e un’apertura f/2.6, questa lente garantisce uno zoom ottico 4x e permette di registrare video spinti fino a 20x grazie all’elaborazione in tempo reale dei file RAW. Il sistema, stabilizzato otticamente fino a 7 stop, gestisce brillantemente anche gli scatti macro.
La fotocamera principale del Pro Max adotta un altro sensore da 1/1.28 pollici ma da 50 megapixel, equipaggiato con tecnologia LOFIC per catturare una gamma dinamica estremamente ampia. L’obiettivo vanta un’apertura variabileregolabile su dieci livelli (da f/1.4 a f/4.0) e stabilizzazione OIS. Chiude il setup un obiettivo ultra-grandangolare da 40 megapixel.
Spostandoci sul fratello minore, il comparto resta di altissimo livello ma con qualche rinuncia. Il teleobiettivo 4x scende a una risoluzione di 50 megapixel, pur mantenendo l’OIS e la modalità macro a 5 centimetri. La lente principale è molto simile, un sensore RYYB da 50 megapixel, che tuttavia fa a meno della tecnologia LOFIC. L’ultra-grandangolare, infine, è un sensore più tradizionale da 12.5 megapixel.
Qualità visiva e resistenza strutturale
Anche i pannelli frontali mostrano leggere differenze dimensionali pur condividendo l’eccellenza tecnologica. La variante Pro Max vanta uno schermo da 6.9 pollici con risoluzione di 1.308 x 2.880 pixel, mentre il modello Pro si assesta su un più compatto 6.6 pollici (1.256 x 2.760 pixel). In entrambi i casi parliamo di display LTPO piatti con frequenza di aggiornamento dinamica da 1 a 120 Hz.
Huawei ha posto particolare enfasi sulla durabilità. I pannelli sono dotati di uno speciale trattamento ottico in grado di abbattere i riflessi fino al 70%. Inoltre, l’impiego di uno strato in carbonio simile al diamante e di materiali ceramici al nitruro di silicio promette di moltiplicare drasticamente la resistenza a graffi e cadute. A protezione del tutto interviene il vetro proprietario Kunlun Glass (di seconda generazione sul Pro, in versione originale sul Max). Non mancano le certificazioni di impermeabilità, con i device che vantano un doppio standard IP68 per le immersioni e IP69 contro i getti d’acqua ad alta pressione.
Autonomia e normative sui mercati europei
Per supportare hardware così energivori, il produttore ha integrato celle particolarmente capienti. Globalmente, i dispositivi sono equipaggiati con una corposa batteria da 6.000 mAh. Tuttavia, per rientrare in specifiche direttive europee, le unità destinate ai mercati dell’Unione avranno una capienza leggermente ridotta, fermandosi a 5.500 mAh.
I vantaggi del Pro Max si riflettono anche nelle velocità di ricarica: il terminale più grande supporta la ricarica rapida cablata a 100W e quella wireless a 80W. Il modello Pro, dal canto suo, si difende ottimamente con velocità rispettivamente di 66W via cavo e 50W senza fili.
Dettagli di design e diffusione globale
A livello estetico, le cornici metalliche sono state verniciate in tinta per fondersi senza soluzione di continuità con le sfumature delle scocche posteriori, donando particolare risalto alle colorazioni più accese. Dimensionalmente, il Max risulta essere più pesante (230 grammi) ma leggermente più sottile (8,1 mm di spessore), contro i 213 grammi e gli 8,2 mm del Pro.
La distribuzione commerciale dei nuovi smartphone Huawei seguirà un approccio graduale. Le vendite sono già state aperte in Malesia e a breve toccheranno anche Singapore, mentre per il 16 luglio è fissato un evento di lancio dedicato al Medio Oriente. Per il momento i terminali non sono ancora apparsi sui canali ufficiali europei dell’azienda, ma i prezzi per il vecchio continente sono già stati intercettati e l’arrivo ufficiale sembra essere imminente.







