Recensione HONOR 600 Lite

La maledizione del 2026 colpisce ancora e non accenna a fermarsi. Sembra che quest’anno ci sia un trend inequivocabile: un preoccupante downgrade delle prestazioni a parità di prezzo, o peggio, un innalzamento dei listini per avere tra le mani le stesse identiche specifiche degli anni passati. Non ne faccio una colpa esclusiva ad Honor, sia chiaro, è una situazione generalizzata che ha toccato anche altri brand (pensate al Motorola G87 che ho appena recensito, o ad un paio di base di gamma che mi sono rifiutato persino di testare.

Oggi però sotto analisi finisce proprio l’Honor 600 Lite. Un dispositivo che, se fosse uscito un paio di anni fa, avrebbe avuto un senso attorno ai 299 euro a voler essere generosi. Invece, viene proposto a 429 euro. E vi anticipo già che i conti non tornano. Scopriamo perché in questa analisi completa.

Peso e dimensioni

157.4 x 75.4 x 7.3 mm
180 g

Sistema operativo

Android 16, MagicOS 10

Storage

128 GB

Display

6.6"
1200 x 2600 pixels

Camera

108 mpx f/1.8
Frontale 16 mpx

SOC e RAM

Mediatek Dimensity 7100 Elite (6 nm)
RAM 8 GB

Rete

HSPA, LTE, 5G

Batteria

6520 mAH

Materiali design e touch-and-feel

Dal punto di vista estetico, l'Honor 600 Lite è essenzialmente un clone di iPhone. Dalle dimensioni al peso, passando per la forma, come si tiene in mano e la scelta dei colori (io ho in prova una variante verde-azzurra davvero molto graziosa), l'ispirazione a Cupertino è palese ma del resto la metà dei telefoni sono ormai così. Lo si nota persino quando si accende lo schermo, una scelta stilistica che avevamo già visto sull'Honor 600 base.

Nonostante la poca originalità, la costruzione ha i suoi pregi. Il vetro posteriore satinato è molto piacevole sia al tatto che alla vista, e mi è piaciuta la scelta di inserire un pulsante laterale in alluminio. Certo, serve per attivare una funzione fotocamera abbastanza inutile, ma a livello di design restituisce un buon feedback.

Lo sblocco tramite il sensore posizionato sotto lo schermo funziona in modo decisamente affidabile e rapido. In quanto a connettività troviamo 5G, WiFi dual-band, Bluetooth 6.0, GPS, NFC e connettore USB-C 2.0.

Display

Sulla parte frontale troviamo un pannello che rappresenta uno degli aspetti davvero soddisfacenti di questo dispositivo.  Il display è un'unità AMOLED da 6.6 pollici con una superficie utile che copre circa il 90.1% della parte frontale. La risoluzione è di 1200 x 2600 pixel, con un rapporto di forma di 19.5:9 e una densità di circa 434 ppi, che garantisce un'ottima definizione delle immagini. Questo schermo è in grado di riprodurre fino a un miliardo di colori e supporta una frequenza di aggiornamento a 120Hz, garantendo un'ottima fluidità visiva. Un aspetto tecnico importante riguarda il PWM Dimming a 3840Hz, che serve a ridurre l'affaticamento visivo quando si usa lo smartphone al buio. Per quanto riguarda la luminosità, il pannello offre un valore tipico di 800 nits, che sale a 2000 nits in modalità ad alta luminosità. Non ci sono peculiarità costruttive rivoluzionarie o miracolose, ma nell'insieme è uno schermo luminoso e molto piacevole da guardare.

Processore e memoria

Sotto la scocca di questo Honor 600 Lite batte un processore MediaTek a 6 nanometri, una piattaforma hardware presentata lo scorso dicembre. Ad affiancare il SoC, il dispositivo offre una dotazione di memorie composta da 8 GB di RAM e 256 GB di spazio di archiviazione interna non espandibile.

Batteria

Qui arriviamo all'aspetto decisamente più soddisfacente e riuscito dell'intero smartphone. L'autonomia è garantita da una batteria mastodontica da ben 6320 mAh che assicura una durata eccezionale sul campo. Potete utilizzare il telefono in modo intenso senza avere mai l'ansia di rimanere a secco prima di sera. Per il ripristino dell'energia è supportata esclusivamente la ricarica cablata a 45 W, una potenza onesta che permette di gestire una cella così capiente in tempi ragionevoli.

Software ed ecosistema

A bordo troviamo l'interfaccia proprietaria Magic OS 10. Da un punto di vista estetico e funzionale è un software che mi piace; Honor ha fatto un ottimo lavoro di svecchiamento rendendolo più moderno. Il vero neo, purtroppo, è che a volte prende e non prende i tocchi. Non è tanto un problema dell'interfaccia in sé, quanto piuttosto della base hardware sottostante che fatica a starle dietro, rovinando la navigazione anche nelle app più basilari come Facebook.

Reparto telefonico

Il comparto puramente telefonico non presta il fianco a critiche dal punto di vista della ricezione e della qualità delle chiamate. Tuttavia, non amo l'app predefinita per la gestione dei contatti, tanto che per evitare di impazzire ho installato quasi subito il dialer di Google, molto più pulito e funzionale rispetto alla soluzione nativa di Honor.

Foto e video

Anche l'esperienza con le fotocamere risente della lentezza del sistema: passare dall'ottica principale alla grandangolare richiede tempo, e spesso la foto viene scattata con ritardo rispetto alla pressione del tasto.

Il sensore principale è un 108 Megapixel che, tutto sommato, si difende. Di giorno restituisce scatti abbastanza buoni e permette di interpolare l'immagine fino a uno zoom 3x senza perdere troppa qualità. Di notte se la cava in modo sufficiente, ma parliamo di foto che ottenevamo da telefoni di cinque anni fa; non cambia una virgola. Il vero disastro è la fotocamera grandangolare: un sensore da ben 5 Megapixel (dico "ben" per essere ironico) che fa foto di bassa lega, peggiorando drasticamente di notte. Curiosamente, la fotocamera anteriore gestisce l'effetto bokeh dello sfondo quasi meglio del sensore grandangolare posteriore. Lato video, i limiti del processore si fanno sentire: ci si ferma a una risoluzione massima di 1080p a 30 frame al secondo, senza l'ombra del 4K.

Ho inoltre riscontrato un bug grave nella galleria. Dopo aver scattato una foto  la vedo correttamente nella piccola anteprima in basso; quando però la apro a schermo intero, il sistema mi restituisce l'errore "Formato del file non supportato o danneggiato". Per una foto scattata letteralmente dieci minuti prima, è inaccettabile.

Audio

Un punto a favore va alla riproduzione sonora. Il telefono è dotato di audio stereo e la qualità è apprezzabile. Il volume generale è abbastanza buono e corposo, rendendo godibile l'ascolto di musica o la visione di contenuti in vivavoce senza dover per forza ricorrere alle cuffiette.

App e gaming

È qui che purtroppo iniziano i veri problemi. Quella scheda tecnica, alla prova dei fatti, si traduce in un utilizzo generale da telefono economico, inaccettabile per chi sborsa più di quattrocento euro. A causa della crisi dei chip, il processore "nuovo" monta in realtà core Cortex vecchi, che non offrono nessuno slancio prestazionale. A questo si aggiungono memorie interne non dichiarate, ma che dalla loro lentezza sembrano palesemente delle vecchie UFS 2.2 o addirittura 2.1.

Il risultato è un sistema costellato da lag e impuntamenti. Quando ho provato ad aprire Instagram, il telefono ha subito un blocco totale, rimanendo inchiodato per diversi secondi prima che l'app si chiudesse da sola. Anche con Spotify la situazione è tragica: i tempi di caricamento per entrare nell'app e far partire una traccia sono snervanti. Persino scrollare una semplice email appena aperta mostra scatti evidenti. Dover aspettare due o tre secondi per ogni singola operazione fa girare le scatole.

L'altro grosso scoglio riguarda la dissipazione. Se usato per WhatsApp o per leggere le email, magari da una persona anziana, il telefono regge. Ma non appena avviate compiti solo leggermente più impegnativi, come la visione di un video su YouTube o lo scorrimento dei social, inizia a scaldare di bestia nella parte posteriore. Il dispositivo va in thermal throttling in tempo zero, abbattendo la potenza. Scordatevi i giochi 3D o le app che spremono il processore: dovrete solo armarvi di pazienza e aspettare.

Giudizio finale

Alla luce di tutto questo, ve lo dico in modo molto chiaro: non comprate i telefoni base o medi usciti quest'anno, specialmente da marzo in poi. L'Honor 600 Lite ha un design carino, uno schermo stupendo e una super batteria, ma è troppo lento per costare 429 euro.

Per me, il prezzo giusto per un buon dispositivo oggi oscilla attorno ai 400 euro, massimo 500 se non cercate prestazioni estreme, ma rigorosamente orientandosi sui telefoni dell'anno scorso. I veri Best Buy si trovano lì: prodotti del 2025 ottimi, che oggi portate a casa anche a 200 o 250 euro. In alternativa, c'è il florido mercato dei ricondizionati.

Certo, se guardiamo i veri cameraphone come l'Oppo Find X9 Ultra, il Vivo X300 Ultra Pro o lo Xiaomi 17 Ultra, troviamo macchine tecnicamente spaventose per fare fotografie. Ma anche i loro prezzi sono diventati inarrivabili: parliamo di 1600 euro per l'Oppo e 2000 euro per il Vivo. Questo è davvero un anno nero per gli smartphone. Quindi, seguite il mio consiglio della vita: aspettate i cali di prezzo dei medi di gamma, guardate le mie recensioni per capire chi si salva e puntate dritti sulle vecchie glorie.

HONOR 600 LITE 256GB BLACK + EARBUDS S8 WHITE
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399,90 €

Design:

8.5

Display:

7.5

Uso generale:

5.9

Fotocamera:

6

Autonomia:

8.9

Qualità prezzo:

5.9

Voto finale:

6