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XIAOMI FIMI PALM vs DJI OSMO POCKET Recensione

Ed eccoci all’attesissima recensione del concorrente (anche se lo chiamerei vero e proprio clone) della DJI osmo pocket: la FIMI (controllata da XIAOMI) PALM. Nella recensione comparativa i pro e i contro di ognuna delle due.

Partiamo subito dal prezzo: la DJI Osmo Pocket costa 359 euro e la controparte Xiaomi costa circa 189 euro, praticamente la metà – con le dovute differenze in termini di assistenza che conosciamo già.

Per quanto riguarda le dimensioni:  la DJI è leggermente più piccola e leggera, la Fimi pesa circa 120 grammi. Il display ha una diagonale maggiore sulla Fimi.

Tra le due action camera cambia anche il modo di connessione allo smartphone: sul DJI abbiamo una basettina da abbinare per collegarla fisicamente allo smartphone, sul Fimi abbiamo invece la possibilità di collegarla allo smartphone tramite connessione wireless. Quest’ultima credo non sia una differenza sostanziale, le repute due action cam fatte per essere usate senza lo smartphone abbinato, visto che sono dotate di display integrato.

Dentro la confezione troviamo solamente una cover per il gimbal e un cavo USB C per la ricarica.

La batteria della Fimi dura circa un 20% in più della DJI, viene dichiarata una autonomia di circa 240 minuti (davvero tanto).

Mi sono piaciute particolarmente due cose nella Fimi: la prima è la possibilità di controllare i movimenti della camera con un piccolo joystick integrato nel corpo e la seconda è la possibilità di abbinare accessori con l’attacco a vite. Sulla variante DJI bisogna acquistare accessoristica dedicata.

La DJI permette di muovere comunque il gimbal ma tramite l’utilizzo del display touch.

Il software della Fimi non è troppo intuitivo: ci si muove con gli swipe che permettono di accedere al registrato o alle impostazioni. Possiamo regolare la luminosità del display, la modalità della testa e impostare la velocità con il quale deve muoversi. La modalità FPV non è però fluida come sulla variante DJI.

Ho trovato interessante la modalità LDC che permette, tramite un piccolo crop, di correggere le distorsioni del grandangolo. Ecco, la principale differenza tra le due camere è anche la lunghezza focale della lente che nel modello di Xiaomi è molto più grandangolare. L’ho apprezzato tanto.

Il timelapse non è completo come in quello DJI, non posso impostare un punto di inizio e uno di arrivo per far muovere la camera automaticamente durante la ripresa.

La qualità del video può essere impostata ad un massimo di 4k a 60 fps in PAL e 30 fps in NTSC ma con un bitrate di 120 Mbps, più o meno simili.

Insomma: quale registra meglio? La Fimi la preferisco per la lente grandangolare. Il gimbal della DJI ha una migliore stabilizzazione e una diversa gestione dell’esposizione che punta a non avere zone bruciate, la Fimi preferisce esporre bene le zone in ombra. Il tracking del soggetto è più rapido nella Fimi ma la DJI riesce a tenere il tracking anche nelle riprese in controluce, situazione in cui la Fimi impazzisce.

Per le riprese in low light, la DJI riesce a catturare le basse luci meglio – anche se non eccelle. La qualità generale dei video è infatti superiore nella DJI che vanta un sensore più performante, il file sembra essere più pulito. La Fimi vince invece nel comparto audio, grazie ai due microfoni.

Per quanto riguarda i comandi: preferisco i comandi della Fimi con il suo joystick ma non amo il software, più intuitivo nella DJI.

Veniamo alle conclusioni: se volete il massimo della qualità, la DJI rimane ancora la camera da battere, nonostante i limiti (ad esempio, entrambe non hanno l’ingresso per il microfono); se invece siete all’inizio e volete una camera con buona qualità o avete la necessità di una lente grandangolare, la Fimi è la scelta che fa per voi.

 

PREZZO BANGOOD FIMI

PREZZO DJI POCKET