Recensione AMAZFIT ACTIVE MAX Smart e sportwatch

Mi avete visto per mesi, mesi e mesi con al polso l’Amazfit Active 2, un dispositivo che non mi stancherò mai di definire un assoluto best buy. Costa tra gli 80 e i 100 euro, va bene per l’85% delle persone, ha un sensore affidabile e una batteria da una settimana. Insomma, un bell’orologio: leggero, comodo, impermeabile. Ma adesso la situazione è cambiata. Quell’Active 2 è finito al polso di mio figlio perché io sono passato all’Amazfit Active Max.

Ho aspettato un po’ a raccontarvi come va per un motivo molto semplice: aspettavo che si scaricasse. E vi assicuro che l’attesa è stata lunga. In questa recensione vi spiego perché, secondo me, vale la pena spendere quel qualcosa in più per fare il salto di qualità.

Design e display: più grande, più luminoso

La prima cosa che salta all’occhio è il cambiamento dimensionale. Si passa da un display buono a uno schermo da 1.5 pollici decisamente più impattante. La luminosità è mostruosa: siamo passati dai 2000 nits dell’Active 2 ai 3000 nits del Max. Si vedono entrambi bene sotto la luce del sole, sia chiaro, ma qui abbiamo quella spinta in più che non guasta mai.

Ovviamente si paga dazio sulle dimensioni: il Max è più “grandicello” e un po’ più pesantuccio. Se l’Active 2 quasi non si sente, questo si nota di più, ma non è nulla di esagerato. Il cinturino in dotazione è comodo e, personalmente, ci dormo senza problemi perché non mi dà fastidio avere l’orologio al polso la notte, soprattutto se voglio monitorare il sonno.

Batteria e memoria: il vero valore aggiunto

Qui veniamo al dunque, il motivo vero per cui ho fatto il cambio. Con l’Active 2 facevo 7-8 giorni, che è un’ottima durata. Con il Max? Sono arrivato a 20 giorni veri con tutti i sensori attivati. È una libertà incredibile. E quando dovete caricarlo, c’è un altro vantaggio: la velocità di ricarica. Se il modello precedente era un po’ lentino (un’ora e mezza per il 100%), questo ci mette circa il 40% in meno. Per me che sono sempre in giro e ho poco tempo, è una manna dal cielo.

L’altro grande upgrade è la memoria interna. Sul Max abbiamo 4 GB di storage. Perché è importante? Perché sull’Active 2 eravamo al limite: se scaricavi una mappa offline, doveva essere piccola e poco dettagliata, e ti rimaneva poco spazio per altro. Qui non c’è più quel limite. Posso caricare mappe offline ampie e dettagliate per le mie uscite in mountain bike, e contemporaneamente metterci su podcast e musica da ascoltare mentre corro, lasciando il telefono a casa.

Funzioni smart e intelligenza artificiale

Lato notifiche, Amazfit ha fatto un ottimo lavoro. Si leggono bene e, se siete nel mondo Android, potete rispondere sia con la voce che utilizzando Zepp Flow. In pratica è l’intelligenza artificiale che legge il contesto delle notifiche e vi suggerisce delle risposte sensate, oppure potete dettare voi la risposta. Se avete iPhone, purtroppo, potete solo leggere le notifiche, ma lo sapete: quella è colpa delle chiusure di Apple, non di Amazfit.

Troviamo poi i pagamenti NFC (comodissimi per pagare al volo o passare le tessere fedeltà tipo Esselunga), la possibilità di rispondere alle chiamate con un buon altoparlante e una vibrazione che definirei “buonina”, forse un po’ zanzarosetta, ma sempre udibile.

Sport e salute: precisione confermata

Sotto la scocca, il sensore è sostanzialmente lo stesso dell’Active 2, e questa è una buona notizia perché la precisione è rimasta alta. Abbiamo la frequenza cardiaca a riposo, la variabilità della frequenza (HRV), il sonno profondo: tutte metriche che non cambiano rispetto al modello più economico ma che restano affidabilissime.

C’è una funzione carina chiamata Biocharge, un indicatore che vi dice quanto vi siete ricaricati durante la notte e quanto siete “scarichi” a fine giornata. Funziona bene e magari vi incita a dormire un po’ meglio o a muovervi di più.

Sullo sport, monitora ben 170 attività (dieci in più dell’Active 2). Vi faccio l’esempio del tennis, che ho testato di persona: viene monitorato veramente bene. Conta gli swing, i servizi, i rovesci, i dritti e vi dà un report completo sull’effetto aerobico e anaerobico. Sabato sono andato a giocare con mio figlio (che mi ha massacrato, confermando che sono una pippa), e l’orologio ha registrato perfettamente il mio sforzo eccessivo. Il GPS l’ho trovato preciso su entrambi i modelli.

L’app Zepp e il controllo delle calorie “vocale”

L’applicazione Zepp è un altro punto di forza. Mi piace tantissimo la facilità con cui si passa da un telefono all’altro: basta inserire username e password e si auto-abbina via Bluetooth, tenendo tutto sincronizzato. Ma la vera chicca, quella che mi ha stupito, è il monitoraggio degli alimenti.

Io mi sono rimesso in forma non solo facendo sport, ma stando attento al primo principio della termodinamica: calorie ingerite meno calorie bruciate. Semplice. L’app vi permette di tenere traccia di tutto questo in modo geniale. Potete scansionare le etichette, scrivere, oppure usare l’input vocale.

Vi faccio un esempio pratico. L’altro giorno ero nel mantovano e mi sono lasciato andare a pranzo. Ho semplicemente detto all’app: “100 grammi di costine di maiale, 50 grammi di fagioli con cipolle, 100 grammi di sbrisolona e una tazzina di zabaione”. Ragazzi, ci ha beccato precisamente. Ha inserito tutto, calcolando carboidrati, proteine e grassi, dicendomi che la sera avrei dovuto andarci piano con i grassi. Tutto questo senza abbonamenti. C’è la versione Aura Plus a pagamento per analisi del sonno più approfondite, ma sinceramente le metriche gratuite sono già sovrabbondanti per le mie esigenze.

Conclusioni e prezzi: quale scegliere?

Arriviamo al sodo. L’Amazfit Active Max costa di listino 169 euro. Facendo due conti, parliamo di circa il 70% in più rispetto all’Active 2 (che si trova tra gli 80 e i 100 euro e si è un po’ svalutato).

Ne vale la pena? Lato mio, sì. Per me, caricare l’orologio ogni 20 giorni in modo rapido, avere le mappe offline dettagliate e 4 GB di memoria sono funzioni che giustificano la spesa. Se l’Active 2 è un best buy per l’85% delle persone, questo Max è la scelta giusta per quel 15% che vuole di più o per chi, come me, cerca la comodità estrema della batteria infinita. Amazfit ha fatto un gran lavoro: dispositivi affidabili, un’app fatta benissimo e un ecosistema che, pur non essendo proprietario come Apple Watch, fa tutto quello che serve a 360 gradi.

In definitiva: Active 2 resta il re del rapporto qualità-prezzo, ma il Max è quello che mi tengo stretto al polso. Fatemi sapere cosa ne pensate voi qua sotto nei commenti!

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