Recensione Samsung Galaxy S26 Plus

Mettere alla prova uno smartphone nella solita routine da ufficio è facile, ma per capire davvero di che pasta è fatto serve portarlo fuori dalla comfort zone. Per testare il nuovo Samsung Galaxy S26 Plus ho approfittato di una trasferta decisamente movimentata (e rigorosamente a scrocco!), iniziata all’alba a Milano, passata per Lugano, volata fino a Parigi per una tappa a Disneyland e rientrata in serata. L’obiettivo principale? Capire se il tanto chiacchierato Exynos 2600 a 2 nanometri sia davvero il campione di efficienza che promette di essere, inserito in un pacchetto hardware che cerca di farsi spazio in una fascia di prezzo davvero agguerrita.

Peso e dimensioni

158.4 x 75.8 x 7.3 mm
190 g

Sistema operativo

Android 16, One UI 8.5

Storage

256 GB

Display

6.7"
1440 x 3120 pixel

Camera

50 mpx f/1.8
Frontale 12 mpx

SOC e RAM

Exynos 2600 (2 nm)
RAM 12 GB

Rete

HSPA, LTE (up to 7CA), 5G

Batteria

4900 mAH

Confezione e contenuto

In confezione troviamo solamente il cavo USB-C.

Materiali design e touch-and-feel

Partiamo dall'estetica e dall'ergonomia, fattori cruciali quando si viaggia. Con le sue dimensioni di 158.4 x 75.8 x 7.3 mm e un peso di 190 grammi, il dispositivo si fa sentire in mano. È vero, è leggermente più compatto del fratello maggiore Ultra, ma non è così piccolo o leggero da poter essere definito un vero "portatile" o da giustificarne la scelta solo per l'ergonomia. Ad ogni modo, come tutta la famiglia S26, è certificato IP68 (1,5 metri di profondità per 30 minuti).

Sensore di impronta per lo sblocco sotto al display rapido e affidabile, always-on sempre pronto a mostrare anche un'anteprima delle notifiche, ed in quanto a connettività troviamo 5G, WiFi7 tri-band, Bluetooth 6.0, GPS, NFC, Android Auto, Google Pay e connettore USB-C 3.2.

Display

Frontalmente ci accoglie un bel display da 6.7" Dynamic LTPO AMOLED 2X. Le specifiche parlano da sole: risoluzione 1440 x 3120 pixel, refresh rate adattivo fino a 120Hz e una luminosità di picco dichiarata che arriva a 2600 nits. Non so quanto sia quella massima realistica e non di picco con la maggior parte dei pixel spenti ma posso dire che durante la mia giornata parigina, anche sotto la luce diretta, la leggibilità è stata assoluta. I colori sono vibranti e i contrasti perfetti, esattamente come ci si aspetta da un pannello top di gamma di casa Samsung. Manca ovviamente la funzione di display privacy che a comando lo rende invisibile a quelli che vi stanno di fianco come farebbe una pellicola privacy perché quella è una novità esclusiva di S26 Ultra.

Processore e memoria

Il cuore pulsante di questo smartphone è la vera novità: l'Exynos 2600, il primo processore a 2 nm montato su uno smartphone, realizzato da Samsung in collaborazione con TSMC. Le memorie consistono in 12GB di RAM e 256 o 512GB di memoria interna non espandibile.

Batteria

Per testare la batteria da 4900 mAh, ho monitorato costantemente le percentuali durante la mia maratona. La giornata è iniziata alle 5:30 del mattino a Milano, staccando il telefono dal caricabatterie.

Arrivato al terminal dei voli privati per Parigi, il telefono era ancora al 75%, avendo già totalizzato 1 ora e 27 minuti di display acceso. Una scarica costante e convincente, senza surriscaldamenti anomali.

Il pomeriggio, alle 16:45, una volta risalito a bordo per il ritorno, la batteria era scesa al 31%. C'è stato un calo importante, probabilmente complice l'app di Disneyland Paris (nota per essere parecchio energivora) o l'uso intenso per foto e video. Nonostante questo stress, il retro dello smartphone è rimasto sempre e solo "un fintino tiepidino". Prima di attivare la modalità aereo, ho rincarato la dose montando un video su CapCut per mettere sotto torchio il processore.

Alle 18:17, atterrato nuovamente a Lugano, l'indicatore segnava il 25%. La giornata si è infine conclusa alle 22:00 con un 13% residuo e ben 5 ore e 7 minuti di schermo acceso. Un'autonomia solida per una giornata fuori dal comune, del tutto in linea con le prestazioni riscontrate nelle giornate milanesi più canoniche, sebbene ugualmente stressanti.

Per quanto riguarda il ripristino dell'energia, il telefono supporta la ricarica rapida cablata a 45W (che porta la batteria a circa il 70% in 55 minuti) e la comoda ricarica wireless a 20W.

Software ed ecosistema

Sul fronte software, troviamo la classica esperienza Samsung, completa e matura. Il centro di controllo e l'aggregazione delle notifiche girano in modo impeccabile. Un grande punto a favore sono i 7 anni di aggiornamenti garantiti, che assicurano una longevità eccellente al dispositivo.

Se proprio devo muovere una critica (che in realtà è anche un pregio), l'interfaccia è quasi fin troppo ricca: ci sono un milione di funzioni. Qualcuno potrebbe ritenerle inutili o accusarle di consumare batteria in background, ma la verità è che c'è una feature adatta ad ogni tipo di utente.

Un esempio lampante è il Dialer telefonico, a mani basse il migliore in circolazione. Permette di registrare le chiamate, sbobinarle, tradurle in tempo reale e persino far rispondere una voce digitale che vi traduce testualmente ciò che sta dicendo l'interlocutore. È una di quelle comodità che capisci solo provandole: un po' come i sistemi ADAS di assistenza alla guida sulle auto. Magari sulla vecchia macchina non li avevate, ma una volta che li provate sulla nuova, non tornate più indietro.

Reparto telefonico

La parte telefonica è, nel complesso, super promossa. Buono anche l'audio in vivavoce, presente la compatibilità con le eSIM e, come anticipato, il dialer è il migliore in assoluto, la possibilità di far rispondere ai call center dalla nostra segreteria digitale è game changer, poi se invece era una chiamata seria vedendo la trascrizione in tempo reale facciamo sempre in tempo a prenderla parlando in prima persona, sbobinamento, riassunto e recap AI fanno il resto.

Foto e video

Il comparto fotografico non porta stravolgimenti e si allinea a quello già visto lo scorso anno sulla serie S25. Troviamo una configurazione a tre sensori:

  • Principale da 50 MP (apertura f/1.8, focale 24mm)
  • Teleobiettivo 3X da 10 MP (apertura f/2.4, focale 67mm)
  • Ultrawide da 12 MP (apertura f/2.2, focale 13mm, angolo di 120°)

Non c'è molto da aggiungere se non che le foto e i video vengono bene. Non siamo di fronte al re assoluto dei cameraphone (scettro che, onestamente, è stato strappato anche all'Ultra da brand più focalizzati esclusivamente sulla fotografia), ma per un utilizzo generalista che copre le esigenze del 95% degli utenti, questa dotazione è più che soddisfacente.

Audio

L'audio dagli altoparlanti è stereo, potente e ben bilanciato, nulla di cui lamentarsi.

App e gaming

Nell'utilizzo quotidiano standard, mettendolo fianco a fianco con il Galaxy S26 Ultra (che monta lo Snapdragon 8 Gen 5), i due telefoni sono assolutamente paragonabili. La fluidità è totale.

Le differenze emergono sotto stress, nelle operazioni che mettono alla frusta la CPU e la GPU. Per testarli a dovere, ho ripulito entrambi i dispositivi da ogni cache e memoria in background e ho aperto Insta360, un'app decisamente avida di risorse. Ho importato un video a 360 gradi da circa 2 GB (che stressa anche la velocità delle memorie, dovendo pescare i dati dall'archiviazione e non solo dalla RAM) e ho avviato un auto-editing guidato dall'Intelligenza Artificiale.

Qui il divario si è fatto sentire: lo Snapdragon dell'S26 Ultra si è dimostrato un buon 20-30% più veloce rispetto all'Exynos 2600, che è rimasto un pochino al palo. È un ritardo che nell'uso normale non noterete mai, ma che a livello di pura forza bruta esiste. Inoltre, la teoria vorrebbe che un processo produttivo a 2 nm con transistor minuscoli garantisse un'efficienza termica superiore. All'atto pratico, toccando entrambi i dispositivi dopo lo sforzo, i telefoni erano caldi esattamente alla stessa maniera. Insomma, l'Exynos va bene, ma non fa gridare al miracolo né per potenza pura né per rivoluzione termica.

Buono anche il feedback aptico della vibrazione, in linea con l'S26 Ultra: nulla di fantasmagorico, ma assolutamente solido e senza critiche.

Giudizio finale

Eccoci al vero nodo della questione: ha senso comprare questo Samsung Galaxy S26 Plus? Il dispositivo di per sé va molto bene, ma il problema è squisitamente commerciale. I prezzi di listino parlano di 1289 euro per la versione da 256GB e 1489 euro per la variante da 512GB.

È vero che il mercato offre subito promozioni, sconti o codici vari (io stesso ho usato un coupon per togliere altri 50 euro), ma i listini sono troppo ravvicinati a quelli del fratello maggiore. Per circa 100-200 euro di differenza – cifre che, spalmate su un acquisto a rate, si traducono in pochi euro al mese – il Galaxy S26 Ultra vi offre molto di più. Ha il pennino, ha il privacy display (assente sui modelli base e Plus) e soprattutto ha uno Snapdragon più performante. Magari oggi la differenza di potenza non si nota, ma nell'ottica dei 7 anni di aggiornamenti previsti, quel margine di elaborazione in più potrebbe evitare qualche lag futuro.

In definitiva, se volete le dimensioni generose e le prestazioni top, la mia scelta spassionata ricade sull'Ultra. Se volete risparmiare, l'S25 Plus dello scorso anno rimane una validissima alternativa. Questo S26 Plus rischia di rimanere schiacciato a metà strada. Ora non mi resta che aspettare di provare il "piccolino" della famiglia, il Galaxy S26 liscio: costando decisamente meno ed essendo realmente portatile, potrebbe essere lui il vero best buy di questa generazione.

Cosa ne pensate di questo posizionamento di prezzo di Samsung? Siete d'accordo sul fatto che l'Ultra cannibalizzi questo modello, o preferite rinunciare al pennino per un design leggermente più arrotondato e leggero? Fammelo sapere, se vuoi, sono a disposizione per approfondire ogni aspetto tecnico o dubbio su questo smartphone!

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Design:

8.5

Display:

8.9

Uso generale:

8.3

Fotocamera:

8

Autonomia:

6.9

Qualità prezzo:

6

Voto finale:

8.3