Recensione Vivo X300 Ultra

Appassionati di fotografia, questo è il vostro momento! Sì perché in questo periodo, in quanto a fotografia su smartphone, i brand asiatici stanno letteralmente alzando l’asticella a livelli impensabili, asfaltando la concorrenza tradizionale. Mi riferisco ad esempio a Oppo Find X9 Ultra, recensito appena ieri. Ma oggi i riflettori sono tutti puntati sul Vivo X300 Ultra, un dispositivo che spinge il concetto di “pro” così in là da risultare quasi sfrontato. È una bestia da domare, con un potenziale sbalorditivo e un kit di accessori che lo trasforma in una vera e propria macchina da presa. Scopriamo insieme perché questo terminale è il sogno dei fotografi, ma forse richiede troppi compromessi per il creatore di contenuti da “punta e scatta”.

Peso e dimensioni

163 x 76.8 x 8.2 mm
232 g

Sistema operativo

Android 16, OriginOS 6

Storage

512 GB

Display

6.82"
1440 x 3168

Camera

200 mpx f/1.9
Frontale 50 mpx

SOC e RAM

Qualcomm SM8850-AC Snapdragon 8 Elite Gen 5 (3 nm)
RAM 12 GB

Rete

HSPA, LTE, 5G

Batteria

6600 mAH

Materiali design e touch-and-feel

Facciamo subito i conti con la realtà: il Vivo X300 Ultra non è un peso piuma. Sulla bilancia segna 232 grammi, e le dimensioni sono decisamente importanti. Eppure, pad alla mano, l'ergonomia stupisce in positivo. Il merito è di un grip eccellente, esaltato da una colorazione verde chiaro davvero elegante.

Il vero elefante nella stanza è l'enorme oblò posteriore che ospita le tre fotocamere. Sporge tantissimo, ben oltre gli 8,2 mm dichiarati sulla scheda tecnica. Tuttavia, nell'uso quotidiano, questo scalino si trasforma in un inaspettato vantaggio ergonomico: l'indice ci si "appende" naturalmente, garantendo una presa salda che bilancia il telefono anche quando si deve raggiungere la parte alta dello schermo con il pollice. Niente fastidiosi sbilanciamenti, insomma.

Sotto lo schermo trova posto un lettore di impronte digitali fulmineo e reattivo, mentre la dotazione è completata da un ottimo secondo altoparlante stereo superiore e dal supporto per eSIM (affiancato a due slot Nano SIM) e uscita video DisplayPort. In quanto a connettività troviamo 5G, WiFi 7, Bluetooth 5.4, GPS, NFC, Android Auto, Google Pay.

Display

Passando alla parte frontale, troviamo un bel display da 6,82 pollici con risoluzione 1440 x 3168 pixel e una notevole densità di 510 ppi. Il pannello si spinge fino a 144 Hz di refresh rate, garantendo una fluidità assoluta. Sebbene Vivo non dichiari un valore di picco preciso per i nit, la luminosità massima è ottima: anche sotto il sole battente di aprile, la leggibilità è rimasta impeccabile in ogni situazione di stress.

Processore e memoria

Il processore è lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 a 3nm con a fianco 16GB di RAM e 1TB di memoria interna UFS 4.1.

Batteria

A proposito di consumi, l'autonomia è affidata a un'imponente batteria. C'è un piccolo "mistero" sui numeri: il software riporta 6600 mAh (valore nominale/lordo credo), mentre l'etichetta di omologazione segna 6390 mAh (valore netto). Numeri a parte, quello che conta è la resa sul campo: dopo una "giornata super stress" con quasi 6 ore di schermo acceso, il telefono è arrivato a sera con il ben 35-40% di carica residua. Un risultato eccezionale, supportato anche dalla ricarica Power Delivery a 100W tramite porta Type-C, che garantisce velocità di ricarica massime non solo con gli alimentatori proprietari, ma con qualsiasi caricatore compatibile.

Software ed ecosistema

Il Vivo X300 Ultra arriva sul mercato con Android 16 e la nuova interfaccia OriginOS 6. Rispetto al passato, il sistema appare più vivace e colorato, con una miriade di impostazioni per personalizzare ogni singolo aspetto dell'esperienza utente. Il sistema di gestione delle notifiche è comodo e sdoppiato (toggle da un lato, notifiche dall'altro), anche se rimane il piccolo fastidio di non poter aprire direttamente l'app espandendo la pila delle notifiche, caratteristica in cui l'esperienza stock dei Google Pixel rimane superiore.

Sul fronte dell'Intelligenza Artificiale nativa, il telefono offre alcune chicche interessanti nella barra laterale, come la traduzione a schermo e un'ottima funzione di "estrazione immagine" che riconosce e copia il testo dagli screenshot. Manca però una profonda integrazione AI nel dialer telefonico. Fortunatamente, per la produttività generale, c'è l'assistente Gemini, che nell'ecosistema Android è diventato uno strumento imprescindibile per gestire appuntamenti, riassumere mail di Gmail e organizzare il calendario con una precisione pazzesca.

Reparto telefonico

L'app chiamate è quella stock di Google (con microfoni e qualità audio in capsula davvero eccellenti, tra l'altro), ma manca la possibilità di registrare le telefonate in modo nativo o di far rispondere un assistente vocale.

Foto e video

Arriviamo al vero fulcro di questo smartphone: le fotocamere. C'è un'infinità di opzioni, filtri sviluppati in collaborazione con Zeiss, modalità per il paesaggio notturno, la street photography e persino la possibilità di gestire il pixel binning manualmente. Ma c'è un elemento che rende questo dispositivo "troppo pro" e, paradossalmente, meno versatile per alcuni utilizzi: il divario delle lunghezze focali.

Per capirci, la fotocamera grandangolare spinge tantissimo: ha un sensore da 50 megapixel, un angolo di 116° e corrisponde a un 14 mm (circa 0,5x). L'obiettivo principale, invece, è un 35 mm equivalente (circa 1,5x). La terza lente è un teleobiettivo prismatico da 3.7x (circa 170 mm).

Cosa manca all'appello? Manca il classico 24 mm, ovvero l'1x a cui siamo abituati su tutti gli smartphone. Per ottenere l'inquadratura standard a 24 mm, il telefono esegue un crop (un ritaglio) sul sensore della grandangolare. Essendo da 50MP non si perde dettaglio, ma si perde profondità di campo. Ritagliando l'immagine, non stiamo cambiando la distanza focale della lente, quindi l'effetto sfocato (bokeh) naturale scompare. Per avere un vero bokeh ottico bisogna passare al 35 mm, ma quella lente è troppo "zoomata" per i classici vlog o i selfie a braccio teso: se provate a riprendervi, vi entrerà nell'inquadratura solo mezza faccia. Per un fotografo professionista che può fare un passo indietro non è un dramma, ma per un content creator è una limitazione importante.

Per i Pro: il kit teleobiettivo da 400 mm

Se siete disposti a chiudere un occhio su questo gap focale, quello che questo telefono può fare sulle lunghe distanze ha dell'incredibile. Vivo ha previsto un kit teleobiettivo esterno da 400 mm, composto da una cover dedicata e un modulo impugnatura (che integra anche una batteria supplementare, pulsante di scatto, rotella per lo zoom personalizzabile e un tasto registrazione).

Basta innestare l'ottica con un semplice movimento rotatorio e lo smartphone si trasforma in una macchina da guerra. La distanza minima di messa a fuoco sale a 3 metri, ma i risultati sono sbalorditivi. I ritratti scattati a 5 metri di distanza mostrano un bokeh progressivo perfetto, staccando soggetti, animali e dettagli architettonici dallo sfondo in modo netto e fotograficamente ineccepibile. Che si tratti di fotografare i bulloni dei motori della gru del Bosco Verticale da centinaia di metri di distanza, o di isolare un dettaglio in controluce mantenendo un HDR impeccabile, la qualità restituita dalle lenti Zeiss, unita agli algoritmi, è semplicemente fuori scala.

Video da cinema e audio avvolgente

Anche il comparto video è pensato per chi mastica post-produzione. Il Vivo X300 Ultra registra fino in 4K a 120 fps e offre una modalità Video Pro completissima (monitoraggio audio, ISO, shutter speed). La vera chicca è la possibilità di registrare a 10 bit in Log, offrendo la scelta tra codec H.264 e H.265. Attenzione solo in fase di montaggio: programmi come Premiere spesso digeriscono meglio l'H.264, ma è un limite del software PC, non dello smartphone.

Audio

Di altissimo livello anche l'audio: la riproduzione musicale attraverso i doppi speaker stereo è molto equilibrata, con un volume massimo bello spinto e una sorprendente e pastosa presenza di bassi.

App e gaming

Le prestazioni sono al top  in ogni senso. Il telefono non scalda mai in modo anomalo, nemmeno durante le sessioni di gaming o con le app più esigenti, mantenendo un consumo energetico incredibilmente costante.

Una menzione d'onore va al feedback aptico: la vibrazione è precisa, potente, "secca" e senza code gommose. È un piacere scorrere le interfacce o ricevere notifiche con un motorino di vibrazione tarato così bene.

Giudizio finale

Non giriamoci attorno: il conto da pagare per questa tecnologia è salato, ma per addolcire la pillola l'azienda ha messo in campo delle promozioni di lancio davvero corpose e strutturate. Il Vivo X300 Ultra debutta ufficialmente a 1.999 euro. Scegliendo l'acquisto sul vivo Store ufficiale, troverete inclusi nel prezzo il potentissimo caricabatterie FlashCharge da 100W e un'esclusiva custodia da viaggio. Se invece preferite affidarvi ad Amazon, sempre a 1.999 euro vi assicurerete un pacchetto ancora più goloso: oltre al caricatore rapido e alla custodia, vi porterete a casa anche gli auricolari vivo Buds Air3 (offerta valida fino a esaurimento scorte).

Ma il vero parco giochi per i fotografi si sblocca optando per la versione bundle con il Photography Kit, disponibile sia su vivo Store che su Amazon. Al prezzo speciale di 2.399 euro vi portate a casa lo smartphone e un vero e proprio arsenale: il nuovo estensore teleobiettivo da 400 mm, il Grip Kit, il supporto per treppiede, il caricabatterie FlashCharge da 100W, oltre alla custodia da viaggio e, sempre fino a esaurimento scorte, i vivo Buds Air3. Un pacchetto "all-in" che trasforma letteralmente il dispositivo.

Infine, per chi preferisce rivolgersi alla grande distribuzione, il telefono è acquistabile anche sui portali di Unieuro.it, Euronics.it e MediaWorld.it al prezzo di 1.999 euro, dove si ha il vantaggio di poter accedere a comode soluzioni di finanziamento agevolato per dilazionare la spesa.

Tirando le somme, si tratta indubbiamente di cifre importanti e destinate a una nicchia specifica. Il Vivo X300 Ultra è un dispositivo straordinario, capace di sfornare foto e video di una naturalezza cromatica e di un dettaglio pazzeschi. Tuttavia, a causa delle scelte molto estreme sulle lunghezze focali che vi ho raccontato, non è il telefono ideale per chi cerca la versatilità immediata del classico "punta e scatta" o per i vlogger "run and gun" che necessitano di un 24 mm nativo. È un vero e proprio strumento di precisione, pensato per chi sa come settarlo e ha la pazienza di sfruttarne le infinite opzioni pro. Una cosa è certa: la qualità fotografica di questi giganti asiatici sta davvero lasciando le briciole alla vecchia guardia. E voi, siete pronti a scendere a compromessi con l'inquadratura per avere questo livello di dettaglio? Fatemelo sapere qua sotto nei commenti!

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Design:

8.7

Display:

9

Uso generale:

8.7

Fotocamera:

9

Autonomia:

9

Qualità prezzo:

6

Voto finale:

8.5