L’innovazione tecnologica e la pressante necessità di affrontare le sfide ambientali stanno guidando una trasformazione radicale all’interno delle nostre case. Stiamo progressivamente abbandonando i combustibili fossili in favore di soluzioni più pulite, un passaggio essenziale per la decarbonizzazione della nostra società. Se da un lato la rinuncia a petrolio, gas, legna e carbone ci permette di utilizzare energia proveniente da fonti rinnovabili, dall’altro stiamo assistendo a un inevitabile aumento dei nostri consumi elettrici.
Le nostre abitazioni si stanno evolvendo rapidamente. L’introduzione di pompe di calore per il riscaldamento, forni e piani a induzione per cucinare, sistemi di ventilazione meccanica controllata (VMC) per il ricircolo dell’aria e, non ultima, l’esigenza di ricaricare l’auto elettrica direttamente nel box di casa, hanno alzato notevolmente l’asticella del nostro fabbisogno energetico. Non stiamo parlando di sprecare energia, tutt’altro: rispetto a cinquant’anni fa, quando ci affidavamo a energivore lampadine a incandescenza e inefficienti stufette a resistenza vivendo oggettivamente peggio, oggi viviamo nel comfort ottimizzando le risorse. Il vero tema non è lo spreco, ma il cambiamento della fonte energetica primaria, che fa fisiologicamente lievitare i costi in bolletta. Ecco perché oggi vi parlo di una tariffa proposta da ENGIE proprio per questo.
Capire i costi dell’energia: il PUN e l’azzeramento dello spread
Per navigare consapevolmente in questo nuovo scenario, è fondamentale comprendere come si forma il prezzo dell’energia elettrica. Il costo all’ingrosso dell’elettricità è stabilito dal PUN (Prezzo Unico Nazionale). Tutti i fornitori del mercato acquistano la materia prima a questo preciso prezzo, applicando successivamente un ricarico, noto in gergo tecnico come spread, prima di rivenderla ai clienti finali.
Ed è proprio in questo meccanismo che si inserisce l’innovazione della tariffa “Taaanta Energia” di ENGIE, una soluzione che strizza l’occhio al mondo tech (e che a Milano, capitale dell’innovazione, definiremmo senza dubbio una “figata”) per un vantaggio economico tangibile: lo spread è azzerato. Engie, in sostanza, rivende l’energia esattamente al prezzo di costo all’ingrosso, senza applicare alcun ricarico sui consumi.
Di fronte a un’offerta del genere, è lecito chiedersi dove risieda il margine di guadagno per il fornitore. La risposta è trasparente e si traduce in un contributo fisso di 120 euro all’anno (in promo a 96 euro). Questa struttura tariffaria cambia radicalmente le regole del gioco, risultando strategica per una specifica fascia di utenza.
A chi conviene davvero? I profili di consumo ideali
La formula del contributo fisso unito allo zero spread rende questa tariffa l’alleata ideale per i cosiddetti “autoconsumanti”, ovvero per chi fa un uso intensivo dell’energia elettrica. Il principio matematico alla base è estremamente semplice: maggiore è l’energia elettrica utilizzata, più la tariffa risulta conveniente, poiché il costo fisso annuale si ammortizza spalmandosi su un numero elevato di kilowattora (kWh).
Per fare un esempio paradossale, se i consumi domestici si attestassero a soli 10 kWh al mese, il peso dei 120 euro annuali renderebbe il costo della singola unità di energia altissimo, rendendo questa offerta del tutto fuori luogo. La prospettiva, invece, si ribalta se si superano agilmente i 300-400 kWh al mese.
Ma a cosa corrisponde questo volume di energia nella vita di tutti i giorni? Parliamo, a titolo di esempio, dell’energia necessaria per effettuare 4 o 5 ricariche complete di un’auto elettrica media, oppure del fabbisogno energetico standard di una casa full electric di 100 metri quadrati abitata da una famiglia di quattro persone. In scenari come questi, l’azzeramento del ricarico sul PUN genera un risparmio notevole nel lungo periodo.
Strategie per massimizzare il risparmio: fasce orarie e monitoraggio smart
Oltre all’assenza di spread, c’è un ulteriore strumento per ottimizzare la spesa. Il prezzo dell’energia consumata è infatti suddiviso nelle tradizionali fasce orarie (F1, F2, F3). Questo significa che programmando in modo intelligente le proprie abitudini, ad esempio concentrando l’uso degli elettrodomestici più potenti o la ricarica del veicolo elettrico nelle fasce serali, notturne o nei weekend (le più economiche), è possibile abbattere ulteriormente i costi in bolletta. Questa è anche la risposta definitiva e a tono da fornire a chi ancora sostiene, erroneamente, che ricaricare un’auto elettrica costi quanto fare il pieno di diesel.
A supporto di questa gestione strategica e intelligente, l’ecosistema del fornitore include una funzionale app ENGIE per il monitoraggio gratuito dei consumi. Attraverso lo smartphone è possibile tenere sempre sotto controllo il proprio profilo, capendo esattamente quanta energia viene utilizzata giorno per giorno, individuando i picchi massimi di assorbimento, visualizzando la media giornaliera e analizzando tutto lo storico dei periodi precedenti.
Sostenibilità e trasparenza: energia 100% green
Un ultimo aspetto, cruciale per chi decide di elettrificare i propri consumi per ragioni etiche, riguarda la provenienza dell’elettricità. Aderire a questa proposta significa alimentare i propri dispositivi e i propri mezzi di trasporto con energia 100% green, garantita e proveniente esclusivamente da fonti rinnovabili.
In totale trasparenza, è corretto specificare che le informazioni qui riportate nascono in collaborazione con Engie, ma si tratta di una soluzione strutturata in modo estremamente razionale che merita di essere sposata e presa in seria considerazione da chi si riconosce nei profili di consumo elevato che abbiamo analizzato. Quando una tariffa è pensata specificamente per chi spinge sui consumi elettrici, ha molto senso valutarla. Il consiglio finale è di prendere in mano la vostra ultima bolletta, fare due calcoli precisi sui vostri reali volumi di consumo e verificare in prima persona l’effettiva convenienza, perché informarsi e confrontare non costa nulla.