Quando si maneggia un dispositivo con un foglio specifiche così spinto, le aspettative schizzano inevitabilmente alle stelle. Io, come sapete, arrivo dall’utilizzo quotidiano di un Pixel 11, uno smartphone che fa dell’ottimizzazione e dell’esperienza utente la sua vera spina dorsale, e il passaggio a questo nuovo terminale Poco rappresenta uno scontro tra due filosofie diametralmente opposte. Da una parte la chiara tradizione di pompare all’estremo ogni singola componente hardware, dall’altra un sistema operativo che, pur non essendo drammatico, mostra il fianco in più di un’occasione e fa un po’ rimpiangere la pulizia del software di Mountain View. Mettiamo allora da parte i meri numeri per un attimo e analizziamo come si comporta davvero questo concentrato di tecnologia nella vita di tutti i giorni.

Peso e dimensioni
163.5 x 78 x 8.5 mm238 g
Sistema operativo
Android 16, HyperOS 3Storage
512 GBDisplay
6.9"1200 x 2608 pixels
Camera
200 mpx f/1.7Frontale 32 mpx
SOC e RAM
Qualcomm SM8850-AC Snapdragon 8 Elite Gen 5 (3 nm)RAM 16 GB
Rete
HSPA, LTE, 5GBatteria
8050 mAHConfezione e contenuto
Partiamo dal principio. Aprendo la scatola troviamo una dotazione che lascia sensazioni contrastanti. È presente un ormai arcaico cavo da USB-A a USB-C, una scelta francamente incomprensibile nel 2026, ma che quantomeno risulta predisposta per i caricabatterie ultra-veloci dell'ecosistema Xiaomi. Molto interessante la presenza della nuova etichetta energetica: il dispositivo ottiene una classe C sia per la resistenza alle cadute che per l'indice di riparabilità, ma si riscatta con una classe A e ben 1000 cicli garantiti per la longevità della batteria. Apprezzabile l'inclusione di una cover protettiva in confezione, sebbene sia realizzata in semplice plastica rigida e non in silicone, il che limita un po' il grip generale, ma è sempre meglio che doverla acquistare a parte.
Materiali design e touch-and-feel
Prendendolo in mano, il telefono restituisce un'immediata sensazione di solidità. Le dimensioni si attestano su 163.5 x 78 x 8.5 mm a fronte di un peso di 238 grammi. Non si tratta certamente di un peso piuma e l'impugnatura si fa sentire, ma l'ergonomia generale rimane buona. Un plauso va fatto all'ottimizzazione degli ingombri sul retro: il comparto fotocamere non sporge tantissimo, evitando fastidiosi sbilanciamenti e "balli" sulla scrivania quando lo si poggia su una superficie piana.
Passando all'interazione quotidiana, emergono le prime noie di gioventù. Il sensore di prossimità ha una calibrazione incostante: tenendolo in tasca, capita molto spesso che, tirandolo fuori alla luce del sole, la schermata always on non si adatti subito alla luminosità ambientale. Il risultato è una fastidiosa cecità: non si vede immediatamente il cerchietto a schermo che indica dove poggiare il dito, costringendo l'utente a un doppio tap sul vetro per forzare l'accensione del display. Fortunatamente, una volta centrato il lettore, lo sblocco biometrico è velocissimo. Lato connettività non manca assolutamente nulla: troviamo il Wi-Fi 7.0, il Bluetooth 6 e la fondamentale uscita video tramite cavo Type-C che permette di fare comodamente il mirroring della schermata, sebbene sia assente un'interfaccia desktop dedicata per la produttività.
Display
Il pannello frontale, un AMOLED da 6.9" con risoluzione 1200 x 2608 pixel, è un'ottima unità, anche se il reparto marketing del brand ha giocato con le parole. Fa abbastanza sbuffare la dichiarazione dei 10000 nits di picco (raggiungibili matematicamente solo accendendo l'1% dei pixel a schermo), ma il parametro che conta davvero nell'uso reale è quello dei 1220 nits in HBM (High Brightness Mode). Sono tanti e garantiscono una visibilità perfetta anche sotto la luce diretta del sole estivo. Ottima la gestione della retroilluminazione verso il basso, capace di spingersi fino a 1 nit di luminosità minima, perfetto per non affaticare gli occhi al buio. A bordo c'è una frequenza di aggiornamento spinta fino a 185 Hz. Sono utili? Forse solo in quei pochissimi titoli videoludici che li supportano in modo nativo. Durante la semplice navigazione web o l'uso standard dei social, è letteralmente impossibile percepire la differenza rispetto ai classici 120 Hz, ma è comunque un plus tecnico da segnalare nella lunghissima lista delle specifiche.
Processore e memoria
Sotto il cofano non si è badato a spese. Il cuore pulsante è lo Snapdragon 8 Elite di generazione 5, un chip di indubbio spessore. Ad affiancarlo, nel sample in prova, troviamo ben 16 GB di RAM e 512 GB di storage interno su velocissime memorie UFS 4.1. In commercio viene proposta anche una variante base da 12/256 GB (che a mio avviso ha decisamente poco senso considerando il target del dispositivo) e un'esagerata (più che altro per il prezzo) variante top di gamma da 1 TB di spazio di archiviazione.
Batteria
L'alimentazione è affidata a una moderna batteria al carbon silicon da 8050mAh che, sulla carta, promette miracoli: 100 W di ricarica cablata e 50 W in modalità wireless. Ho effettuato dei test approfonditi con un caricabatterie dotato di misuratore di wattaggio universale e la realtà è leggermente diversa. In stand-by e a telefono freddo, ho visto un picco di 80 W durato letteralmente pochi secondi. Non appena si accende il display o il processore inizia a elaborare dati, per evitare pericolosi surriscaldamenti alla cella, la potenza viene abbattuta drasticamente a 13-15 W. A schermo spento e con batteria in temperatura d'uso, la ricarica si assesta sui 40 W continui. I fatidici 100 W teorici sono probabilmente raggiungibili solo in condizioni da cella frigorifera al Polo Nord. Niente panico però, perché i tempi effettivi rimangono di assoluto rispetto: il dispositivo copre lo 0-50% in circa 20-22 minuti e arriva al 100% in un'oretta abbondante. L'autonomia è eccellente, sebbene l'interfaccia nasconda inspiegabilmente il dato sulle ore di schermo acceso. Ho chiuso una prima giornata di utilizzo intenso al 60%, una seconda più blanda al 75%, e in un test di stress massiccio su due giorni consecutivi, partendo col 50% di carica al mattino, ho svangato la sera col 26% di autonomia residua.
Software ed ecosistema
Il dispositivo arriva sul mercato con Android 16 e la lodevole promessa di 4 major update e ben 6 anni di patch di sicurezza. A bordo non manca l'integrazione con Gemini e tutta la ricca suite Hyper AI di Xiaomi, ma l'esperienza generale zoppica vistosamente. Il problema più grave ed esasperante, che mi ha riportato drasticamente alle noie delle vecchie interfacce MIUI di anni fa, riguarda la gestione delle notifiche push. Il sistema di risparmio energetico castra i processi in background con una logica a dir poco randomica: applicazioni vitali come Telegram, WhatsApp, le mail o l'app domotica Homey non mi notificavano nulla. Ho passato in rassegna tutte le impostazioni, forzato la sincronizzazione degli account e inserito manualmente le singole app nella whitelist escludendole dal risparmio energetico, ma non c'è stato alcun verso di risolvere il problema in via definitiva.
Reparto telefonico
La parte telefonica è solida ma manca di quell'intelligenza in più che ormai ci si aspetta dai top di gamma. A livello di Hyper AI manca clamorosamente un risponditore automatico capace di tradurre testo in voce e voce in testo in tempo reale durante le telefonate. La registrazione delle chiamate è presente, ma si affida al modulo base e un po' stupido di Android, che si limita ad avvisare l'interlocutore con la solita voce sintetica senza offrire vere trascrizioni avanzate. I microfoni fisici, in compenso, sono di altissima qualità e catturano benissimo la nostra voce anche in ambienti rumorosi.
Foto e video
Il modulo fotografico si presenta con numeri mastodontici: un sensore principale da 200 MP f/1.7, una lente grandangolare da 50 MP (f/2.4 a 102°) e un ambizioso teleobiettivo 5X da 50 MP (f/3.0, 115 mm). Il software dell'app fotocamera è razionale e abbastanza stock, senza guizzi particolari, ma permette di registrare validi video in 4K a 60 fpsoffrendo la comodità di passare fluidamente da una cam all'altra durante la ripresa. Sul campo, con tanta luce o nei classici scatti macro, la resa è molto ruffiana ma estremamente efficace. I risultati su una complessa tartare gourmet o su una pizza scrocchiarella colma di formaggi sono da acquolina in bocca. Il sistema lavora bene anche con lo zoom digitale: salendo in e-bike fino a 3000 metri di quota a Livigno (rigorosamente in jeans, con una mossa geniale da non replicare), ho scattato panoramiche interpolando l'immagine fino a 60-70X con un eccellente intervento dell'intelligenza artificiale. I problemi arrivano con la gestione della profondità di campo sulla lente 5X. Durante i test per un ritratto, ho costretto la mia compagna Chiara a mettersi in posa immobile per la bellezza di 7 minuti: il risultato è stato uno scatto disastroso in cui il mio dito in primissimo piano e una baita sullo sfondo distante 50 metri erano perfettamente a fuoco. Zero effetto bokeh, zero separazione dei piani. Aggiungiamo una fotocamera anteriore modesta, e il verdetto finale si scrive da solo: va benissimo per l'80% degli utenti, ma chi cerca un cameraphone puro per fare fotografia creativa deve guardare altrove.
Audio
Una delle vere sorprese del dispositivo arriva proprio dal comparto sonoro multimediale. Sul retro della scocca è stato sapientemente integrato un subwoofer dedicato. Il risultato è un audio rigorosamente stereo, potente, avvolgente e capace di riprodurre bassi che è davvero raro sentire fuoriuscire dalle casse di uno smartphone. L'ascolto musicale senza l'ausilio di cuffie o speaker esterni è un piacere reale.
App e gaming
Mettendo sotto sforzo l'hardware brutale di questo Poco, le soddisfazioni non mancano affatto. Tralasciando qualche fastidioso micro-lag nel caricamento delle storie, che imputo esclusivamente alla cronica mancata ottimizzazione di Instagram per Android, il telefono è un vero treno. Nelle operazioni davvero esigenti, come il montaggio video 360tramite l'applicazione dedicata o l'esecuzione di giochi pesanti, il SoC non fa una piega. L'esperienza di utilizzo quotidiana è poi impreziosita da un feedback aptico della vibrazione semplicemente eccellente: digitare lunghi testi sulla tastiera restituisce un feedback secco, legnoso e precisissimo sotto i polpastrelli.
Giudizio finale
Arriviamo infine alle dolenti note del listino ufficiale. Tenetevi forte: la versione da 12/256 GB è piazzata a 1099 euro, la variante 16/512 GB a 1199 euro, e si raggiungono i 1399 euro per il modello da 1 TB. Probabilmente numeri voluti dal reparto globale di Poco che hanno sorpreso anche chi di loro si occupa del nostro mercato leggendo queste cifre totalmente fuori dal loro mercato storico, e in fase di lancio hanno deciso di raddrizzare il tiro con un massiccio taglio "promo". La versione 16/512 GB è stata infatti riposizionata a 649,90 euro, una cifra che ridà immediatamente senso e appetibilità all'intero progetto. A 1099 euro e con quel nome sulla scocca non è più un "Poco" e non ha ragione d'esistere, ma a 649 euro ci si porta a casa un hardware granitico che fa girare tutto al massimo. Bisognerà solo armarsi di un pizzico di pazienza per convivere e sperare in un fix rapido per quei fastidiosi peccati di gioventù sul fronte software. La versione 12/256GB, sempre in promo, arriva a 629€, la 16/1TB a 1069€.


























