Partire per le vacanze ad agosto rappresenta da sempre la prova del nove per qualsiasi automobilista, ma affrontarla a bordo di un’auto elettrica a volte aggiunge un livello di sfida che richiede l’equipaggiamento giusto. Quest’anno la scelta è ricaduta sulla Volvo EX60, un SUV che si posiziona in un segmento strategico. Con i suoi 4,80 metri di lunghezza, si rivela la quadratura del cerchio: dimensioni perfette per garantire abitabilità senza trasformarsi in un ingombro eccessivo nelle manovre. L’obiettivo del nostro esodo verso l’Abruzzo, affrontato in quattro persone con bagagli al seguito, è stato testare l’efficienza della piattaforma a 800 Volt, spingendo al limite consumi, intelligenza di bordo e infrastrutture di ricarica.
Capacità di carico e design interno dell’abitacolo
L’impatto estetico esterno è dominato da bellissimi cerchi da 22 pollici e da linee pulite, ma è l’ottimizzazione degli spazi a sorprendere fin dal momento dei bagagli. La scheda tecnica dichiara un bagagliaio posteriore da 640 litri (che diventano 1.600 litri abbattendo i sedili), ma nella pratica si è rivelato capace di accogliere senza sforzo persino le classiche e ingombranti valigie giganti dell’ultimo minuto. A questo si somma l’asso nella manica del frunk anteriore, che regala ulteriori 50 litri utilissimi per stivare cavi e minuteria.
Entrando nell’abitacolo, si viene accolti dal tipico minimalismo scandinavo. L’ambiente è elegante e sobrio, impreziosito da tessuti ricercati e inserti in legno grigio. La gestione delle funzionalità è quasi interamente affidata allo schermo centrale: sebbene qualche tasto fisico in più non avrebbe guastato, l’interfaccia utente è incredibilmente semplice. Con un clic si regolano gli specchietti, i comandi principali degli ADAS e la climatizzazione dei sedili, sia riscaldati che raffrescati. Il colpo d’occhio sul posto di guida restituisce un volante compatto in stile Peugeot e un cruscotto posizionato in profondità, una scelta ingegnosa che rende del tutto superfluo l’head-up display. A coronare il comfort c’è l’innovativo tetto in vetro panoramico, che grazie a una speciale pellicola LCD può passare da trasparente a opaco con un semplice tocco sul display.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale in viaggio
Il vero salto generazionale lo si percepisce nell’integrazione di Gemini, l’assistente vocale potenziato dall’intelligenza artificiale, perfettamente integrato con il sistema operativo della vettura (che supporta l’installazione di app terze come ABRP). La pianificazione della partenza per Pineto, fissata per la temibile domenica 2 agosto, è stata affidata completamente all’IA. Interrogato sull’orario migliore per evitare l’esodo estivo, Gemini ha analizzato lo storico del traffico da bollino rosso, calcolando un tragitto di 554 chilometri via A1 e A14, e consigliando categoricamente di partire alle 5:30 del mattino per contenere il viaggio a poco più di cinque ore.
Durante le lunghe ore di guida, l’assistente si è trasformato in un formidabile compagno di avventure. Ha intrattenuto l’intero equipaggio inventando una favola fantastica che mescolava elementi gialli e fantascientifici, e ha risposto a domande complesse senza mai perdere il focus. Avere a disposizione un copilota digitale del genere, capace di leggere i dati del veicolo e interagire in modo così naturale, eleva radicalmente l’esperienza di bordo.
Comfort, ADAS e prestazioni off-road
Fin dai primi chilometri autostradali, la vettura si è dimostrata un eccellente salotto viaggiante. Persino i passeggeri solitamente inclini a soffrire il mal d’auto non hanno avvertito il minimo fastidio, godendo di una marcia incredibilmente fluida. Il pacchetto di assistenza alla guida di livello 2 rasenta la perfezione: il cruise control adattivo interviene con frenate dolci e calibrate, mentre l’autocentraggio mantiene il veicolo in traiettoria con assoluta naturalezza. L’aspetto più impressionante è stata la capacità del sistema di destreggiarsi all’interno dei cantieri autostradali, riconoscendo e seguendo senza alcuna esitazione le linee gialle provvisorie sull’asfalto, senza mai restituire strattoni imprevisti al volante.
Una volta giunti a destinazione, abbiamo testato l’auto anche tra gli sterrati delle campagne abruzzesi. Sebbene la EX60 sia priva di sospensioni pneumatiche, impostando la gestione del doppio motore in modalità off-road ha sfoggiato una trazione impeccabile su terreni friabili, supportata da un’altezza da terra adeguata per il fuoristrada medio. In questi frangenti, le telecamere a 360 gradi si sono rivelate provvidenziali per calcolare gli ingombri millimetrici e capire esattamente dove si stavano posizionando le ruote.
Velocità di ricarica impressionante a 800 Volt
Il vero cuore pulsante di questa prova è stata l’infrastruttura elettrica. La versione testata, equipaggiata con la batteria “piccola” da 95 kWh, promette picchi di ricarica in corrente continua a 400 kW, per un passaggio dal 10% all’80% in appena 15 minuti. La teoria è stata ampiamente confermata dalla pratica: grazie alla funzione Plug and Charge, che avvia l’erogazione semplicemente inserendo il connettore senza necessità di autenticazioni tediose, l’esperienza alle colonnine HPC è sbalorditiva. Collegati a un’infrastruttura da 300 kW, dopo soli 30 secondi la vettura assorbiva già 295 kW di potenza. In appena 5 minuti e mezzo la batteria aveva superato il 53%, e arrivata all’82% caricava ancora all’impressionante ritmo di 101 kW, disegnando una curva di ricarica semplicemente pazzesca.
Siamo di fronte al paradosso della tecnologia moderna: la ricarica è talmente rapida che non c’è letteralmente il tempo materiale per fermarsi a mangiare o prendere un caffè con calma senza dover correre a spostare l’auto per evitare penali. Anche la ricarica in corrente alternata (AC) è un punto di forza assoluto. Grazie al caricatore di bordo da 22 kW, è bastato parcheggiare l’auto al mare per ritrovarla carica al 100% in sole 4 ore. Utilizzando il provider Heavyway, il costo alla colonnina lenta è stato di appena 0,44 €/kWh (contro gli 0,79 €/kWh delle stazioni fast autostradali), permettendoci di ripartire con l’abitacolo perfettamente precondizionato nonostante il sole cocente.
Consumi eccezionali e bilancio del viaggio
A conti fatti, il viaggio si è concluso totalizzando 1.627 chilometri, a fronte di un consumo energetico di 329 kWh. La media si è attestata sui 19,2 kWh/100 km, un risultato formidabile considerando il carico, il clima estivo e le velocità autostradali, che ci ha permesso di percorrere oltre 300 chilometri con ancora il 25% di batteria residua. La nota dolente non è certo l’infrastruttura italiana — che si è dimostrata capillare e potente — bensì la maleducazione di chi occupa impropriamente gli stalli di ricarica con veicoli termici, o il caos inenarrabile per riuscire a mangiare un panino negli Autogrill durante l’esodo di metà agosto.
Sul fronte economico, la spesa totale per l’energia si è fermata ad appena 130 euro. Questo risultato è figlio di un mix intelligente tra ricariche veloci autostradali, soste lente strategiche e qualche sessione gratuita offerta da centri commerciali locali. In conclusione, questa Volvo EX60 (il cui prezzo per la versione in prova si aggira attorno ai 75.000 euro) dimostra che il taglio di batteria da 95 kWh è assolutamente centrato. I viaggi in elettrico, supportati dall’architettura a 800 Volt, non richiedono più compromessi o infinite attese: soste di 10 o 15 minuti ogni 350 chilometri sono fisiologiche e rendono le tempistiche del tutto sovrapponibili a quelle di un’auto tradizionale, garantendo però un livello di silenziosità e comfort ineguagliabili. Il prossimo passo sarà l’analisi tecnica completa nel Tech Drive, per sviscerare ogni singolo dettaglio di questa straordinaria vettura.