BUSINESS SUPERTECNOLOGICA su A350 e FOLLIE COREANE! Play da VIVO V70

Un lungo volo intercontinentale è sempre l’occasione perfetta per mettere alla prova i propri strumenti di lavoro lontano dalla comodità dell’ufficio. Questa volta, con rotta verso l’affascinante Corea del Sud, ho deciso di trasformare il viaggio nell’habitat naturale per testare a fondo due esperienze molto diverse tra loro, ma ugualmente tecnologiche: le potenzialità del nuovo Vivo V70 nell’uso quotidiano estremo e la rinnovata, e per certi versi sorprendente, cabina di business class dell’Airbus A350 di Swiss. Mettete via i power bank e allacciate le cinture, vi racconto com’è andata.

Un trono ad alta quota: la business class dell’A350 Swiss

Iniziamo dal viaggio, perché quando si passano più di 10 ore in aereo, l’ambiente circostante fa un’enorme differenza. Ho avuto la fortuna di volare sulla cabina rinnovata dell’A350 e, ragazzi, la poltrona centrale è una vera e propria postazione di comando. Con una disposizione 1-2-1, il sedile centrale si prende un’incredibile quantità di spazio, trasformandosi non solo in un comodo letto completamente reclinabile (arricchito da un materassino dedicato che aumenta notevolmente il comfort), ma in un vero e proprio ufficio volante.

La dotazione tecnica è semplicemente il sogno di ogni viaggiatore geek. Abbiamo a disposizione una presa USB-C a 60W in grado di ricaricare un Mac senza battere ciglio, una USB-A, una classica presa da 220V e persino la ricarica wireless integrata nei vani portaoggetti. A dominare la scena c’è un enorme schermo da circa 20 pollici, incredibilmente reattivo per gli standard aeronautici, accompagnato da un tablet per il controllo remoto.

Due chicche mi hanno convinto su tutte: la possibilità di sincronizzare le proprie cuffie Bluetooth direttamente all’infotainment di bordo (addio fili aggrovigliati) e il sistema di riscaldamento e raffrescamento integrato nel sedile, una manna dal cielo per trovare la temperatura perfetta senza dover combattere con le classiche bocchette dell’aria. Se a questo aggiungiamo un internet satellitare sorprendentemente performante e le spettacolari telecamere di volo che permettono di godersi il decollo e l’atterraggio dalla prospettiva del carrello, il volo si trasforma in un’esperienza davvero premium. L’aereo è estremamente silenzioso e stabile, tanto da far quasi dimenticare di essere a 10.000 metri di quota.

Vivo V70: l’affidabilità che ti salva il viaggio

Peso e dimensioni

157.5 x 74.3 x 7.4 mm
187 g

Sistema operativo

Android 16, OriginOS 6

Storage

256 GB

Display

6.59"
1260 x 2750 pixel

Camera

50 mpx f/1.9
Frontale 50 mpx

SOC e RAM

Qualcomm SM7750-AB Snapdragon 7 Gen 4 (4 nm)
RAM 8 GB

Rete

HSPA, LTE, 5G

Batteria

6500 mAH

Se l’aereo è stato la mia casa, il Vivo V70 è stato il mio inseparabile coltellino svizzero per tutta la durata del viaggio. Avendo accumulato delle good vibes durante la recensione in studio, ho deciso di portarlo con me come dispositivo principale per vedere come se la cavasse nel mondo reale, tra fusi orari, mappe, foto e traduttori.

La vera, grande conferma di questo smartphone è l’autonomia eccezionale. In giornate di turismo estremo, camminando per chilometri (abbiamo persino fatto un giro di quasi 16 km attorno alle mura di Seul) con il display sempre acceso sotto il sole, il GPS costantemente in funzione, centinaia di foto scattate e svariati video registrati, non ho mai avuto bisogno di attaccarlo a un power bank. Arrivare a sera con ancora energia a disposizione in viaggio è un lusso impagabile, e lui non ha mai ceduto.

Certo, se cercate il non plus ultra della fotografia mobile pura, il mercato offre modelli come il Vivo X300 Ultra. Ma il V70 si difende benissimo: le prestazioni fotografiche sono più che adeguate al suo posizionamento di fascia medio-alta. Le foto e i video portati a casa sono di ottima qualità, perfetti per i social e per i ricordi di viaggio.

Ma al di là dei megapixel, ho apprezzato enormemente l’ergonomia e la maneggevolezza. È un telefono comodo da tirare fuori dalla tasca mille volte al giorno, leggero ma solido. A chiudere il cerchio ci pensa un software granitico: non ho mai registrato un crash, un riavvio improvviso o un tentennamento del GPS. Quando sei dall’altra parte del mondo e devi orientarti tra metropolitane e quartieri sconosciuti, l’affidabilità del sistema operativo vale molto più di qualsiasi scheda tecnica pompata.

Brevi cartoline dalla Corea

E la Corea? Affascinante, sicura e vibrante. Seul è una città di contrasti enormi dove i grattacieli moderni convivono a pochi passi dalle ricostruzioni di antichi villaggi e da parchi storici, come quello di Gyeongju con le sue suggestive tombe reali a forma di collina.

La cosa che colpisce immediatamente noi europei è il senso civico e la sicurezza totale: parchi pubblici con giochi a disposizione di tutti dove nessuno ruba o rompe nulla, metropolitane pulite e un popolo incredibilmente gentile e affabile. Abbiamo girato a qualsiasi ora del giorno e della notte con una tranquillità impensabile in molte nostre metropoli.

E poi c’è il cibo. Tralasciando il cibo di bordo (buono, ma pur sempre da aereo), lo street food coreano è un’esperienza da fare assolutamente. Con pochi euro si mangia divinamente tra le bancarelle, passando da dolci spettacolari come le fragole caramellate fino alla mia personalissima dipendenza: la pannocchia flambé. Se a questo aggiungete i mercatini dell’elettronica vintage, veri e propri labirinti per appassionati in cui scavare alla ricerca di componenti introvabili, la Corea si conferma una meta capace di soddisfare sia lo stomaco che la curiosità nerd.

In definitiva, viaggiare apre la mente. Se poi lo fate coccolati a diecimila metri d’altezza e con in tasca uno smartphone che non vi abbandona sul più bello, l’esperienza diventa indimenticabile. E voi, avete mai provato l’A350 o avete in tasca un Vivo della serie V? Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti qui sotto!

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